Cos’è il famigerato “ormone dello stress”, e come limitarlo

L’Organizzazione Mondiale della Sanità lo ha definito il “male del secolo”, eppure il concetto dello “stress” ci appare talora come astratto, e comunque avulso dai problemi “veri” di salute. Naturalmente così sbagliamo, per sottovalutazione, il benessere psichico è correlato strettissimo (causa, effetto) rispetto a qualsiasi problema “organico”. Ad agire, in particolare, è un ormone, definito proprio “ormone dello stress”, ma ha per l’appunto una catena ben più ampia di concomitanze. Si chiama “cortisolo”.

 

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Beninteso, come dicono molti psicologi, “un po’ di stress fa bene”. Non si tratta di annientarci dinanzi alla vita, il nostro equilibrio psico-fisico ha bisogno di agire, con un briciolo di quel che chiamiamo “adrenalina”. Lo stesso cortisolo, in effetti, non è un nemico. Velocizza l’afflusso di zuccheri nel sangue, restituendo energia dinanzi a situazioni di tensione o emergenza. Stimola al medesimo scopo la pressione arteriosa e il sistema nervoso centrale. Insomma, un meccanismo che può essere “salvavita”, garantendo il massimo sostegno agli organi vitali, con effetti documentati anche a lenire il dolore.

Per tutto questo, le sue carenze possono essere anzi nocive. Affaticamento, debolezza, mal di testa, diarrea, nausea, vomito, disordini alimentari, depressione e perfino infertilità. Detto delle sue funzioni, il problema è negli eccessi, ed è un problema assai diffuso, tant’è che, secondo una recente ricerca di Assosalute, quasi 9 italiani su 10 hanno subito disturbi direttamente riconducibili allo stress nell’arco di un solo semestre.

L’eccesso conduce all’aumento della gittata cardiaca, della glicemia, la mobilitazione di acidi grassi, e al contempo alla riduzione delle difese immunitarie e della sintesi di collagene e della matrice ossea (favorendo tra l’altro l’osteoporosi). Insomma, il “troppo” non va bene, e la “medicina” è anzitutto in una ricerca di equilibrio negli stili di vita.

Cruciale allora un’adeguata attività fisica, la cura del riposo, la ricerca di momenti e tecniche di rilassamento. E naturalmente l’alimentazione, privilegiando la qualità (a partire da un buon contributo di frutta e verdura) ed evitando le esagerazioni così come i difetti (saltare la colazione o concentrare tutto in un pasto alimenta l’azione del cortisolo). In tale ambito, specie se i ritmi quotidiani ci inibiscono un’alimentazione regolare, può esser prezioso qualche integratore, dai vitaminici alla melatonina o altro ancora, possibilmente su suggerimento di un esperto.

 

FONTI:

paginemediche.it

my-personaltrainer.it

starbene.it

medicitalia.it

paginemediche.it/