Respirare si impara, sapendo come funziona

È un automatismo, non “si sceglie” di respirare, e non è nelle possibilità umane neppure l'ipotetica scelta di smettere di farlo. Ma è proprio per la dinamica “involontaria” che tendiamo a sottovalutare l'importanza della qualità del respiro sull'insieme della nostra salute. Difetti di attenzione e di consapevolezza – verso i quali è stata tra l'altro lanciata una nuova campagna di informazione, “Io Respiro”, in collaborazione con FederAnziani e i medici della Simmg – che includono anche la conoscenza sulle possibilità di “allenare” il nostro apparato respiratorio.

 

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Ricapitolando: esso è formato dall'insieme degli organi che determinano lo scambio gassoso tra l'ambiente esterno, ricco di ossigeno, e l'organismo, il cui sangue è carico di anidride carbonica, consentendone così l'ossigenazione. La parte “iniziale” delle vie respiratorie è costituita dal naso, con le sue ossa e cartilagini a protezione delle lunghe fosse rivestite di mucosa, che associano le funzioni respiratorie e di “filtro” con quella olfattiva. 

 

L'aria entra quindi nella faringe e poi nella laringe, che svolgono anche funzioni di “smistamento” alimentare. La prima, un canale di struttura muscolo-mucosa, costituisce infatti anche l'anticamera del tubo digerente, e la seconda si presenta come un cilindro cavo dotato di un meccanismo di chiusura per impedire l'ingresso del cibo nell'area bronchiale. Tramite la trachea, l'aria passa dunque nei bronchi, ossia le “condutture” dotate di piccole diramazioni terminali (i bronchioli), alle cui estremità si diramano, a grappoli, gli alveoli polmonari, alle cui pareti avvengono gli scambi con il sangue.

 

Si arriva così ai polmoni, nella cavità toracica, protetti da una membrana sierosa, la pleura, che poggiano all'estremità inferiore sul muscolo diaframmatico. Servono soprattutto a “ripulire” il sangue carico di anidride carbonica con l'ossigeno giunto dall'esterno, per poi spedirlo al cuore, che lo dirama verso tutti gli organi e tessuti del corpo. Una qualità essenziale dei polmoni è l'elasticità, per eseguire efficacemente l'insieme delle operazioni richieste e favorire infine l'espirazione. Ed è proprio nella perdita di elasticità che si traducono larga parte delle patologie e dei più gravi disturbi del respiro.

 

Per proteggere tale complesso apparato sono essenziali i controlli periodici - per consentire diagnosi tempestive – così come la prevenzione. Questa passa non solo per la rinuncia a pessime abitudini quali il fumo, ma anche per la prassi di adeguati esercizi respiratori. Respirare, appunto, “si impara”. Negli Stati Uniti c’è addirittura uno specifico mestiere, il “breathing teacher” (maestro di respirazione). I suoi allievi sono perlopiù sportivi e attori, ma l'atto di un'ampia e profonda respirazione è a disposizione di chiunque, e a beneficio di tutto: dal cuore alla salute psichica, perfino la sessualità, il buon respiro è il primo nutrimento e medicina.

 

FONTI
humanitas.it

unife.it

ansa.it

wikipharm.it