Dopo la pasqua, anche il colesterolo richiede un po’ di “sacrificio”

Sulle tavole degli italiani un bel po’ di salumi, tantissimi dolci, un’enormità di uova, da quelle naturali alle succulente riproduzioni al cioccolato, con l’ausilio di un bel po’ di vino. Altro che “sacrificio”, la tradizione pasquale ci porta a laute e conviviali abbuffate. Il problema è che se c’è un menù che fa sobbalzare i nutrizionisti è proprio quello consumato in questi giorni, specie per quel che riguarda le ricadute sul livello di colesterolo nel sangue, tra i massimi fattori di rischio per le patologie cardiovascolari.

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Insomma, onorate le feste, un po’ di “sacrificio” va ora fatto, per far “respirare” il nostro corpo, anche levando di torno alcuni equivoci che di tanto in tanto troviamo  nelle sintesi giornalistiche di qualche studio scientifico. Nei giorni scorsi, ad esempio, è spuntata la notizia di una ricerca americana, condotta dal Mount Sinai Hospital, che avrebbe scovato un nesso tra elevati livelli di colesterolo tra gli anziani e rischi diminuiti di decadimento cognitivo. In realtà gli studiosi non sostengono affatto di aver scoperto benefici cerebrali, ma solo una  concomitanza, che attribuiscono alla presenza contemporanea di qualche altro fattore protettivo, tuttora da scovare.

Un po’ di confusione viene fatta anche sulla distinzione tra il colesterolo “cattivo” (le LDL, lipoproteine a bassa densità ) e quello “buono” (l’HDL, lipoproteine ad alta densità ). La distinzione è reale, e il vero problema dell’accumulo nocivo nei vasi sanguigni è legato al primo. Nondimeno il nodo degli eccessi non “assolve” del tutto neppure l’HDL, tant’è che una corposa indagine dell’Università di Copenaghen, che ha seguito per anni un campione di 116mila persone, ha  riscontrato che il suo eccesso è associato a  un  più alto rischio di mortalità, addirittura raddoppiato tra i maschi.

E poi compaiono titoli, come “L’amore conta più del colesterolo” del Corriere della Sera, che in questi giorni ha ricostruito la bella storia di un percorso scientifico, iniziato dall’Università di Harvard 80 anni fa, sull’importanza degli aspetti sociali ed emotivi per il benessere della persona. “Non basta essere brillanti per invecchiare bene, devi essere innamorato, o comunque avere relazioni affettive forti, in famiglia e fuori”, spiega lo psichiatra George Vaillant, uno dei condottieri del programma. Ma viene scritto da qualche parte che il colesterolo alto non sia un problema per la salute? In realtà no, come lo stesso articolo precisa.

I godimenti pasquali possono dunque andare bene, anche  per rafforzare i legami affettivi , il consiglio è comunque quello di non esagerare   e tenere sotto controllo il colesterolo. Esistono  aiuti farmacologici, ma il punto di partenza rimane, per l’appunto, una corretta alimentazione . Ecco alcuni consigli:  consumare alimenti che contengono fibre solubili (capaci di ridurre l’assorbimento del colesterolo), come legumi e cereali, meglio se integrali; bene naturalmente anche l’olio extravergine crudo e il pesce ricco di omega 3. Benissimo insomma la “dieta mediterranea”, da ripristinare con cura, specie dopo le abbuffate.

FONTI

Fanpage.it
https://scienze.fanpage.it/cosa-mangiare-ed-evitare-per-non-far-alzare-il-colesterolo/

Acsh.org
https://www.acsh.org/news/2017/08/25/you-can-have-too-much-good-thing-%E2%80%94-even-hdl-cholesterol-11739

Affaritaliani.it
http://www.affaritaliani.it/rubriche/tuttasalute/notiziario/ricerca_colesterolo_alleato_degli_over_85
_contro_il_declino_cognitivo-55852.html

Corriere.it
http://www.corriere.it/cronache/18_marzo_18/amore-conta-piu-colesterolo-1827f5d8-2a24-11e8-a69c-c536cc584d87.shtml