Col cuore non si scherza, si gioca d’anticipo

“Ascolta il tuo cuore” non è solo una filosofia o uno slogan romantico, ma anzitutto un imperativo sanitario. Di problemi cardiovascolari si muore troppo. Si stima che in Italia essi rappresentino addirittura il 44% delle cause di decesso. Lo si è ricordato nella recente Giornata Mondiale del Cuore, il 29 settembre, promossa dalla World Heart Federation, e animata in Italia dalla Fondazione Italiana per il Cuore e la vasta rete di Conacuore, che riunisce 119 associazioni di pazienti cardiopatici.

 

 

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Le iniziative di sensibilizzazione sono importanti proprio perché è un ambito in cui è essenziale “giocare d’anticipo”. Lo sanno anzitutto gli scienziati, che dedicano prioritaria attenzione ad affinare i modelli diagnostici sui fattori di rischio. Una novità in proposito è annunciata dall’Università di Melbourne sulla rivista JCI Insight, che prospetta un nuovo, semplice esame del sangue, capace di predire l’esposizione a un attacco cardiaco specie in chi ha già subito un evento precedente.

 

Il test suggerito valuta, oltre al colesterolo, anche la presenza nel sangue di altri lipidi (addirittura 342), che hanno in effetti un’incidenza diversa in chi ha subito un attacco, e potrebbero determinare l’esposizione a un secondo episodio. All’esito della verifica compiuta su 6mila persone, l’esame ha mostrato un’accuratezza diagnostica aumentata del 19% rispetto ai test correnti. I ricercatori australiani puntano ora a sviluppare tale metodica per poterla applicare anche alle persone che non hanno subito eventi cardiovascolari precedenti.

 

In attesa di ulteriori aggiornamenti rimane sempre valido e prezioso il “vecchio” elettrocardiogramma. Che grazie a Zentiva e a tantissime farmacie italiane è possibile effettuare proprio nelle loro sedi, in varie date illustrate su questo portale, con l’ausilio di un personale infermieristico qualificato. L’iniziativa si chiama proprio “Ascolta il tuo cuore”, e oltre alla misurazione del battito cardiaco prevede la divulgazione di materiali informativi essenziali alla conoscenza delle determinanti della salute cardiovascolare.

 

Questa richiede, anzitutto, prevenzione. “Migliorare le buone pratiche per quanto concerne i fattori modificabili (alimentazione, attività fisica, fumo e alcol, inquinamento) secondo modalità personalizzate e consolidabili nel tempo”, incalza il professor Paolo Magni, della citata Fondazione, invocando però anche “strategie di screening per identificare in modo individuale i fattori non modificabili di carattere genetico/epigenetico”. La genetica ha dunque un ruolo, così come gli “stili di vita”. Per il cuore serve quindi un approccio “globale”, che tra l’altro parte da subito: “La nostra salute si prepara ed è programmata già nei nostri primi mille giorni di vita”, ricorda Sergio Pecorelli, dell’Università di Brescia.

 

FONTI
ansa.it
zentiva.it
pharmastar.it
repubblica.it