Tecnologia in miniatura per la diagnosi.

La medicina è alla continua ricerca di nuove soluzioni e strumenti in grado di rendere le diagnosi più veloci, semplici e meno invasive. Una delle vie più percorse negli ultimi anni è quella di utilizzare strumenti diagnostici basati sull’analisi di piccolissime quantità di fluido (sangue, plasma, urina), all’interno delle quali vengono identificati, se esistenti, i biomarcatori (ossia molecole che sono in relazione con l’insorgenza di una particolare patologia se presenti in quantità non ritenute normali).

Tecnologia in miniatura per la diagnosi.

Per far sì che ciò avvenga, e poter quindi calcolare la concentrazione dei biomarcatori, essi devono legarsi a dei recettori specifici, posti sulla superficie dello strumento diagnostico, che devono essere allo stesso tempo funzionalmente intatti e ben saldati alla superficie: una sfida non certo semplice da superare, soprattutto quando la scala a cui opera è quella del nanometro, alla quale è possibile rilevare variazioni di proteine e DNA. In un recente articolo, pubblicato sulla rivista Analyst da un gruppo di ricerca dell’Università di Scienza e Tecnologia di Okinawa (Giappone), è ora descritto un nuovo metodo per la “stampa” dei biorecettori sulla superficie del kit diagnostico di riferimento.

In questa sorta di “timbro miniaturizzato” l’inchiostro è dato da una soluzione chiamata APTES, contenente silicone e altre molecole, con cui viene intriso uno stampo; lo stampo viene poi impresso su una superficie di vetro per un breve periodo di incubazione. Si crea così sulla superficie una struttura “a scacchiera” in cui sono alternate caselle contenenti APTES e caselle “vuote”: è ora il momento di convogliare, attraverso dei microcanali, i biorecettori alla superficie; essi si legheranno chimicamente, in maniera molto stabile e mantenendo perfettamente intatta la propria funzionalità, e riconoscendo i biomarcatori. Questo tecnologie, sempre più raffinate, permettono di creare così tool diagnostici sempre più semplici, con la speranza di poter affidare molte diagnosi al paziente stesso (riducendo così stress, fatica, e costi legati agli esami svolti in strutture ospedaliere e/o di ricerca).

Fonti:

https://www.eurekalert.org/pub_releases/2017-06/oios-mtb063017.php

http://pubs.rsc.org/en/Content/ArticleLanding/2017/AN/C7AN00273D#!divAbstract