Congestione digestiva, basta poco, anche per evitarla

“Hai appena mangiato, guai a fare il bagno, aspetta almeno un’oretta!” Lo avete sentito mille volte, e magari detto, soprattutto ai bambini. Ma, in verità, siete davvero ben consapevoli del perché si fa una raccomandazione così cogente? Spieghiamolo allora un po’, per chiarire perché esiste un potenziale rischio, e come affrontarlo, precisando inoltre quando non c’è, in realtà, da preoccuparsi davvero.

 

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Lo spauracchio è quello della congestione digestiva. Chiariamo allora subito di che si tratta: è un malore che scaturisce dall’apparato digerente a causa di un brusco calo della temperatura. Si attiva un flusso di sangue verso l’addome, dove già si era accumulato in quantità superiori al solito per agevolare la digestione, e si muove allo scopo di riscaldare il corpo: così facendo, però, rischia di bloccare il processo digestivo e al contempo rallentare il flusso sanguigno stesso all’insieme dell’organismo.

Da rassicurare, subito: tale congestione può essere pericolosa e va trattata tempestivamente, ma non è “mortale”. A renderla potenzialmente tale è l’annegamento innescato dal malore, mentre si sta in acqua alta. Da notare inoltre: la variabile determinante è il cambio di temperatura, tutto qua, non l’acqua o altro. Se si tratta di un rischio temuto soprattutto mentre si sta in spiaggia è perché lì si tendono ad attivare comportamenti pericolosi: tuffarsi subito dopo il pasto nell’acqua fresca, ma anche, e anzitutto, come sottolinea l’Istituto Superiore di Sanità, assumere “ bevande ghiacciate in un organismo surriscaldato, durante o subito dopo i pasti ”. La variabile cruciale è dunque la temperatura del corpo, sicché situazioni di rischio possono manifestarsi anche d’inverno, magari quando, subito dopo il pasto, ci si concede una bella passeggiata all’aperto ma senza coprirsi adeguatamente.

Quel che è importante è riconoscere tempestivamente i sintomi (ragione ulteriore per cui si teme soprattutto per i bambini, perché non sempre lo sanno fare). Appaiono rapidamente e possono crescere gradualmente: un dolore al torace, pelle d’oca, brividi, sudorazione fredda, crampi allo stomaco, stato confusionale, nausea, mal di testa. In tal caso è bene fermarsi subito, cercare un punto su cui sdraiarsi e sollevare le gambe, riscaldando e riattivando i flussi corporei verso la pancia, quindi asciugandosi e (ma non subito) bere qualcosa di tiepido a piccoli sorsi. Se non bastasse, sarà allora utile chiamare i soccorsi.

Infine , torniamo al quesito iniziale. Il pericolo “congestione” merita davvero la preoccupazione a non farsi il bagno subito dopo mangiato ”? La risposta generica è sì, per circa un paio d’ore, ma con alcuni condizionali. Anzitutto, il problema, come detto, è solo quello dello sbalzo termico, sicché esso sostanzialmente non sussiste quando il mare, il lago o cosa sia rechino una temperatura vicina a quella dell’aria. In secondo luogo, dipende molto dall’entità del pasto. Se si tratta di un “pranzone” in stile domenicale, è bene prolungare l’attesa del bagno anche alle tre ore. Ma se è un piccolo spuntino leggero, rasserenatevi, l’organismo saprà sopportarlo, senza bisogno d’attesa.

 

FONTI

corriere.it/salute
scienze.fanpage.it
issalute.it
chedonna.it
my-personaltrainer.it