Colpo della strega, cosa fare dopo (e possibilmente prima)

Neppure i linguisti hanno ben chiaro perché la chiamiamo “colpo della strega”, quell’improvvisa e inattesa contrattura lombare che può coglierci e quasi “paralizzarci” (provvisoriamente) al prezzo ulteriore di dolori sovente lancinanti. Ė evidente comunque che la locuzione si lega da qualche parte (anzi in molte parti, in Europa, sin dall’era Medievale) a credenze diffuse intorno alla “stregoneria”. Quel su cui oggi si conviene in tutta serenità è che il “colpo” non è affatto “colpa” di alcuna “strega”, ma da una serie di fattori scientificamente riconosciuti.

 

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Si sa infatti parecchio oramai, sulla natura del problema, su come trattarlo e anche su come prevenirlo. Tecnicamente, il disturbo arriva al seguito di qualche movimento – di solito brusco, ma non necessariamente – della schiena, che irrita le terminazioni nervose presso le vertebre lombari, nella parte bassa della colonna, innescando la contrattura. Una fitta inusitata, dolorosa, tanto da esser descritta da molti come una “bastonata”.


C’è una cosa da fare subito, o meglio da non fare. All’insorgere del disturbo molti cercano d’istinto (come del resto comprensibile) di raddrizzarsi. Errore grave, che tende ad acuire il problema, tanto che il vero “colpo della strega” avviene perlopiù nell’ambito di quel tentativo istintivo, con possibili danni sia muscolari che osteoarticolari. Meglio “riconoscere” immediatamente il disturbo, e “chinarsi” (fisicamente) a esso, cercando un punto d’appoggio e una posizione di riposo, sapendo che comunque, se affrontato bene, esso si risolve solitamente tuttalpiù nell’arco di una settimana, se non di poche ore. Con la serenità inoltre che, per quanto doloroso, esso non segnala generalmente la presenza di lesioni.


La cura include l’assunzione di qualche buon antinfiammatorio/antidolorifico, un periodo di riposo (non prolungato, un paio di giorni al massimo), possibilmente qualche massaggio fisioterapico, ed eventualmente una “terapia del calore”, che si può autogestire con apposite fasce auto-riscaldanti adesive. Nei casi più gravi – e soprattutto ripetuti nel tempo – è suggerito l’esame di uno specialista, perché l’entità e frequenza del problema potrebbe segnalare qualcos’altro, come la presenza di artrosi o di un’ernia discale.


Detto dei fondamentali della cura, va fatta una precisazione fondamentale in sede di prevenzione. Il “colpo della strega” è dato da una reazione dell’organismo a movimenti percepiti come eccessivi per le proprie capacità di sostenerli. Questo significa che bisogna “limitare l’attività fisica”? No, in linea generale vale l’esatto contrario. A essere un “fattore di rischio” è anzitutto la sedentarietà, le ore sedute davanti a un monitor, senza il seguito di un po’ di mobilità. Gli sport, perfino i più impegnativi e a tutte le età, sono viceversa una variabile essenziale di prevenzione. Naturalmente con un po’ di criterio, preparazione, riscaldamento.

 

FONTI

humanitasalute.it
saperesalute.it
corrieredisiena.corr.it
my-personaltrainer.it
nanopress.it