Farmaco-resistenza, non è solo un problema di antibiotici

Dici “farmaco-resistenza”, e sembra un concetto astratto, nonostante si tratti di una delle problematiche più drammatiche della sanità contemporanea, che già, all’evidenza, denunciano numeri da autentica strage. Ancor più astratto sembra l’ambito che esce dal conclamato abuso di antibiotici. Errore ulteriore, perché lo spettro dei medicinali coinvolti va ben oltre, e chiama a un urgente salto di qualità nell’appropriatezza terapeutica. Il medicinale è un bene prezioso ma, se usato poco, troppo o a sproposito, può risultare un’insidia seria, per se stessi e la collettività.

farmaco-resistenza

L’Onu parla di vera e propria “crisi globale”, per giunta “in continuo peggioramento”. L’apposito “Gruppo di coordinamento sulla resistenza ai farmaci” ha conteggiato un effetto globale da 700mila morti l’anno (inclusi i 230mila decessi per la resistenza dei farmaci alla tubercolosi). Sottolineando, inoltre, che si tratta non di allarmismi ma di stime semmai assai prudenti, destinate del resto a impennarsi. I morti per resistenza farmacologica potrebbero salire a 10 milioni annui entro il 2030. Come fosse un’altra guerra mondiale.

“Il mondo sta già sentendo le conseguenze sanitarie e economiche” (sì, anche economiche, paragonabili “alla gravità della crisi del 2008”). “Quando le medicine cruciali diventano inefficaci – si legge in un rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità - senza investimenti da parte dei paesi in tutte le fasce di reddito, le generazioni future dovranno affrontare gli effetti disastrosi della resistenza antimicrobica incontrollata”.

E l’Italia? Anche qui, brutte notizie, siamo tutt’altro che estranei al problema. Gli stessi dossier internazionali sottolineano la presenza trasversale del pericolo, non limitata ai Paesi meno abbienti. E anche le autorità nazionali – ed europee – rilevano problematiche superiori alla media continentale, con riferimento anzitutto all’antibiotico-resistenza.

Del resto, il problema, si diceva, non si riduce a quello, già annoso degli antibiotici. Nei rapporti interni e globali si citano anche, tra gli altri, gli antivirali, i funghicidi e gli antiparassitari. Quali rimedi? A livello dei decisori, riconoscere le interdipendenze tra la salute umana, animale e dell’ambiente, perché sono drammaticamente acclarate nell’impatto sulla resistenza, dagli allevamenti ai trattamenti farmacologici. Ma anche sul piano individuale si può fare molto. L’igiene, anzitutto delle mani (oltreché delle strutture ospedaliere), per la loro valenza trasmissiva, non solo dei patogeni, ma anche dei microbi resistenti. Non ultimo, un uso consapevole e appropriato dei farmaci stessi, da usare rigorosamente su consiglio e con i dosaggi indicati dai professionisti della salute, nonché dai foglietti illustrativi

FONTI
ansa.it
epicentro.iss.it
scienze.fanpage.it
salute24.ilsole24ore.com