La stagione delle allergie, i fondamentali da conoscere

Alcuni scienziati parlano addirittura di “tsunami allergico” in atto da qualche anno nel mondo. Almeno 400 milioni di persone affette da rinite allergica, altri 300 milioni di asma. Sulle allergie alimentari l’impennata è ancor più vistosa e recente. In cinque anni la prevalenza nei bambini in Australia (dove sembra essere iniziata l’ondata “epidemica”) è passata dal 2,5% al 10%, e in Europa le stime portano a circa 25 milioni di individui.

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Il fenomeno, oltre che preoccupante, presenta parecchi elementi di mistero, anche in riferimento alle ragioni di tale balzo repentino, se non nella generica presa d’atto di un mondo che cambia, inclusi stili di vita, mutamenti climatici, inquinamento, “industrializzazione” alimentare. Fattori che sembrano “confondere” il nostro sistema immunitario, inducendolo appunto a reazioni anomale, con la produzione di anticorpi nei confronti di alcune sostanze (gli “allergeni”), che solitamente, ai più, non risultano dannose.

 

Analogamente, non esistono “trattamenti definitivi” contro le allergie. Si tratta allora di muoversi con quel che si conosce, sul profilo della prevenzione e della diagnosi verso le diverse forme allergiche, per consentire infine l’individuazione dei medicinali appropriati, i quali hanno solitamente l’effetto di lenire, almeno temporaneamente, i sintomi scatenati, che possono essere lievi ma in alcuni casi assai gravi, con rischi perfino di morte.

 

Per la diagnosi sono disponibili diversi test, il “prick”, in cui si inserisce l'allergene nella cute con un ago, il “ras test”, che consiste nella ricerca nel sangue di specifici anticorpi, il meno invasivo “patch”, basato su un semplice cerotto, altri “test di provocazione”, che possono applicarsi a livello oculare, nasale o bronchiale a seconda del tipo di allergia sospetta (respiratoria, alimentare, cutanea, da imenotteri, farmaci o altro), o ancora il “prick by prick”, utilizzato per le allergie alimentari, facendo leva sui cibi indiziati.

 

Una volta identificato l'allergene, si tratta naturalmente anzitutto di limitare i rischi di contatto con lo stesso. Nell'attesa che si dipanino i tanti misteri su tale problematica complessa, a iniziare dalla sua genesi. Tra l'altro, non è chiaro perché il boom delle varie forme allergiche (dagli anni '80 per quelle respiratorie, a seguire le altre) abbia sempre avuto inizio in Paesi anglosassoni, e avanzati. Inoltre, sembra colpire in prevalenza aree sociali agiate. Facendo pensare che la stessa igiene (fondamentale nella prevenzione virale e batterica), se “troppa”, possa in quest'ambito costituire un fattore di rischio.

 

FONTI:

humanitas.it

allergicamente.it

wired.it

aaiito.it

humanitas.it

ansa.it