Un antiasmatico contro le reazioni allergiche, la scoperta italiana

Tra mille difficoltà la scienza medica italiana continua il suo corso e ribadisce alcune eccellenze. Una di queste è la ricerca dei possibili effetti benefici di alcuni medicinali, per problematiche in apparenza diverse da quelle su cui erano stati concepiti. Ė il caso di una sperimentazione dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, pubblicata sul Journal of Allergy and Clinical Immunology, che documenta l’impatto di un antiasmatico per contrastare i rischi associati ad allergie alimentari gravi tra i bambini.

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Queste ultime sono un fenomeno assai diffuso, ben più di quanto si pensi, oltre che insidioso. Si stima che colpiscano circa 5 bimbi su 100, con un picco nei primi tre anni di vita. L’“allergene” è costituito da alcune proteine che il sistema immunitario riconosce come minacce innescando la reazione infiammatoria. Che può avvenire molto rapidamente, al solo contatto con l’alimento osteggiato, determinando orticaria, gonfiori, prurito, congiuntivite, problemi respiratori e talora perfino l’effetto più grave, lo shock anafilattico.

 

L’intuizione dei ricercatori italiani non nasce per caso, in quanto ben il 40% dei casi di allergia alimentare è associata ad asma allergico grave che, specie tra i più piccoli, può avere serie ripercussioni anche sullo sviluppo polmonare. È stato quindi preso in esame l'omalizumab, principio attivo che agisce direttamente contro le “immunoglobuline E” (IgE), all'origine delle crisi asmatiche, prevenendo l'attacco infiammatorio.

 

Gli studiosi hanno quindi seguito per tre anni un gruppo di 15 individui, tra i 6 e i 18 anni, affetti da asma allergico grave associato ad allergie alimentari complesse (cioè innescate da più sostanze), in larga parte già sfociate in episodi di anafilassi. Gli esiti appaiono notevoli: con tale farmaco tali episodi si sono quasi azzerati, è stato possibile reintrodurre in sicurezza nella dieta dei ragazzi il 70% degli alimenti testati (15 su 23), gli indicatori sulla qualità della vita sono migliorati mediamente del 40%.

 

Se sulle forme lievi d'asma possono agire efficacemente altri medicinali, anche “da banco”, come il paracetamolo o l'ibuprofene, sull'intreccio tra asma grave e allergie alimentari la prospettiva aperta dalla ricerca italiana costituisce un fatto nuovo e promettente. “Il bambino guadagna uno stato di tolleranza che gli permette di respirare, mangiare ed entrare in contatto con gli allergeni, anche i più pericolosi per lui, senza averne danno”, spiegano dal Bambino Gesù.

 

FONTI:

agi.it

informazionisuifarmaci.it

simri.it

informazionisuifarmaci.it

jacionline.org