Influenza, ecco il picco. Occhio alla gola

C’è chi è già stato male prima e chi, si noti bene, potrà ammalarsi anche dopo. Sul piano statistico, il “picco” della stagione influenzale arriva però adesso, tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio. Si sono già ammalati circa due milioni di italiani, e si potrebbe arrivare intorno a cinque milioni, come ricorda l’osservatorio nazionale della rete Influnet, basata sulle segnalazioni dei medici. Numeri in rapida ascesa, a ritmo crescente di centinaia di migliaia di individui a settimana.

 

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Sono cifre che reclamano attenzione. Il virus (del genere Orthomixovirus) è di facilissima trasmissione, basta il residuo aereo di uno starnuto o di un colpo di tosse, o anche da una conversazione prossima a una persona infetta, attraverso le impercettibili goccioline di muco e saliva emanate. Difficile quindi difendersi, e perfino il suggerimento del vaccino può suonare a questo punto superfluo, data la stagione avanzata e anche il fatto che quest’anno la campagna in proposito ha dato quest’anno buoni esiti (fino a generare periodiche carenze di stoccaggio). Fatto assai virtuoso, vista l’ampiezza del problema e il coinvolgimento di categorie fragili, come gli anziani, e vista anche l’accertata pertinenza dei vaccini ora disponibili (quadrivalenti) dinanzi ai ceppi virali accertati quest’anno.

 

Nondimeno, altre misure precauzionali, oltre ai vaccini, possono fare anche in questi giorni la differenza. Un po’ di distanza da chi starnutisce, per l’appunto, ma anche e soprattutto l’igiene, specie delle mani, che rappresentano il punto di contatto più diffuso della collettività oltre che un collettore delle secrezioni respiratorie.

 

Le cautele peraltro si estendono anche al “dopo”, quando si incorresse ugualmente nel virus. Esso sta conducendo quest’anno spesso a sintomi gastrointestinali, oltre che a picchi di febbre, seppur solitamente non gravi. Ma mentre la malattia si debella perlopiù nell’arco di una settimana, ci sono altri sintomi che possono perdurare, e in particolare la tosse.

 

Su questo è in atto tra l’altro una bella campagna, attivata da FederAsma e Allergie Onlus, “Un respiro di salute”, anche tramite la distribuzione di locandine informative in farmacia e negli studi medici. Ė centrata sulla vecchia, semplice e sempreverde “aerosolterapia”. “Può essere una valida metodologia per curare i sintomi evitando le complicanze – ricorda il noto virologo Fabrizio Pregliasco - riducendo il rischio che il virus si estenda, andando sempre più giù, causando patologie delle basse vie aeree”. Per evitare la tosse, e per curarla presto e bene.

 

FONTI:

scienze.fanpage.it

old.iss.it

farmacoecura.it

salute.gov.it