Carboidrati di qualità, nuove evidenze sull’apporto alla salute

Non è certo una novità che “le fibre fanno bene”, e in particolare i carboidrati “integrali”. Sul “quanto” arriva però un aggiornamento di rilievo, che sembra avere il potenziale di modificare alcune “linee guida” sulla buona alimentazione. Lo studio, assai esteso, è stato compiuto da istituti neozelandesi, su finanziamento dell’Health Research Council nazionale. La pubblicazione è sulla prestigiosa Lancet.

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Si tratta in effetti di uno studio imponente, di metanalisi e di revisione sistematica sulla base delle ricerche prospettiche e trial clinici che hanno riunito complessivamente dati per circa 135 milioni di anni paziente nell’ultimo anno e mezzo con riferimento alla qualità dei carboidrati. Con una variabile scientifica in più: non si è incentrato l’analisi intorno a un solo indice, bensì a una pluralità di “marcatori” relativi all’apporto delle fibre dietetiche.

L’esito, in estrema sintesi, è che un buon apporto delle stesse (conteggiato nel consumo quotidiano tra 25 e 29 grammi) comporta una riduzione fino al 30% sia nella mortalità cardiovascolare che nell’esposizione ad altre patologie gravi, dal cancro al colon retto e al seno al diabete di tipo 2. Benefici sono riscontrati anche nei singoli fattori di rischio, quali i valori di pressione arteriosa e colesterolo. E potrebbero ulteriormente innalzarsi – sostengono i ricercatori – aumentando ulteriormente i livelli di consumo.

Analoghe stime sono emerse con riferimento specifico al consumo di cereali integrali. Curiosa concomitanza: non sono state invece riscontrate riduzioni rilevanti di rischio in diete a basso carico glicemico. Ė allora utile ricapitolare cosa sono queste benefiche “fibre alimentari” e dove si trovano. Ebbene, non si tratta di sostanze di particolare “significato nutrizionale”, ma recano una serie di virtù perlopiù metaboliche, facilitando l’assorbimento dell’acqua e agevolando sia la motilità intestinale sia la distensione delle pareti gastriche, con quel che consegue anche sulla sensazione di sazietà.

In parole semplici, avrebbero il potere di soddisfare i bisogni alimentari quanto la digestione, con tutto quel che consegue per l’equilibrio di benessere complessivo. E sono facili da trovarsi, dimorando un po’ nell’intero mondo vegetale. Benissimo, tra gli altri, i legumi, e frutta come l’avocado e le prugne. Altrettanto bene, per l’appunto, i cereali di tipo integrale.

 

FONTI

quotidianosanita.it

thelancet.com

my-personaltrainer.it

cure-naturali.it