La giornata contro il fumo, l’impatto è anche allergico

È una strage “a portata di mano”, data l’onnipresenza della sigaretta, eppure si tende a dimenticarne i numeri, peggiori perfino delle guerre odierne. Il fumo uccide oltre sette milioni di persone l’anno, secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che proprio oggi, 31 maggio, coordina la Giornata globale Senza Tabacco, giunta alla trentesima edizione. Oltre alle cifre, catastrofiche, molti non conoscono l’ampiezza del ventaglio dei disturbi e delle patologie connesse alla sigaretta. È il caso, in particolare, dei rischi di ricadute allergiche.

La giornata contro il fumo, l’impatto è anche allergico

In Italia, il numero dei fumatori risulta in calo, se si considera uno spazio temporale esteso all’ultimo ventennio. A incidere, in particolare, è stata la legge del 2003 che ha interdetto la sigaretta dagli spazi interni pubblici, stimolando la consapevolezza pubblica sulla nocività del fumo anche passivo. “Una delle più importanti norme di sanità pubblica”, ha notato tra gli altri Roberta Pacifici, direttrice dell’Osservatorio Fumo Alcol e Droga, documentandone anche l’impatto sulle abitudini domestiche: “Nel 2006 il 43,1% degli intervistati dichiarava di consentire ai propri ospiti di fumare in casa, nel 2017 solo il 12,4%”.

Il problema è che non basta, e che anzi la diminuzione dei fumatori si è pericolosamente arenata nei tempi più recenti. Il calo prosegue tra gli uomini, ma per le donne si rileva una crescita, per giunta notevole, con oltre un milione di fumatrici in più nell’ultimo anno. Sono quasi sei milioni, e hanno praticamente pareggiato gli uomini nella cattiva abitudine, sicché il numero compressivo di fumatori rimane a oltre un quinto della popolazione italiana.

L’esposizione allergica è una delle conseguenze meno note e, al contempo, più rilevanti. All’evidenza, il fumo è ritenuto uno dei principali responsabili dell’insorgenza di allergopatie e, per chi è già affetto da allergie, ne favorisce le complicanze. Tra gli altri, uno studio pluriennale dell’Università di Catania su pazienti affetti da rinite e congiuntivite allergica, ha rilevato una correlazione diretta tra il numero di sigarette fumate e lo sviluppo di sintomi asmatici. Un altro gruppo di studiosi siciliani, tramite un approfondimento sull’impatto del fumo passivo nei bambini, pur riconoscendo la necessità di ulteriori riscontri sugli specifici rapporti di causa ed effetto, ha concluso che “l’esposizione, quantomeno post-natale, è un fattore di rischio significativo per infezioni respiratorie acute e allergie”.

Tecnicamente, nell’epiteto bronchiale il fumo aumenta la permeabilità agli inquinanti, agli agenti infettanti e agli allergeni stessi. Non mancano i rimedi farmacologici alle allergie, tramite i comuni antistaminici, come la Cetirizina dicloridrato, utile (a partire dai 6 anni di età) ad alleviare i sintomi nasali e oculari della rinite allergica, stagionale o perenne, oltre a quelli dell’orticaria cronica. Si tratta di un principio attivo ad alta tollerabilità, fatte salve le consuete cautele su dosaggi e possibili controindicazioni, seppur remote. Urge peraltro una cautela in più, da ricordare a tutti i pazienti: esiste un “coadiuvante” essenziale, ed è il gesto di gettare nel cestino quella maleodorante sigaretta.

FONTI

Infoallergie.it