Tosse secca, il problema della sottovalutazione

È un problema sanitario ancora diffusissimo, nonostante i progressi della medicina contemporanea. Le irritazioni delle mucose, che causano diversi disturbi respiratori, come tosse secca, rappresentano  in effetti un fenomeno assai frequente, a causa dell’esposizione stessa del nostro apparato respiratorio alle insidie del mondo esterno.  La situazione può essere aggravata dal sottovalutare eccessivamente il fenomeno. Sono tanti i segnali in proposito, e uno di questi emerge dalla relativa facilità con cui i genitori mandano i figli a scuola anche quando tossiscono, documentata tra l’altro da una recente ricerca statunitense.

Tosse secca, il problema della sottovalutazione

Il nodo di fondo da tenere bene a mente è il seguente: la tosse secca può essere sintomatica di qualche seria patologia o “cronicità”, ma nella grande maggioranza dei casi è solo il sintomo di una lieve e transitoria infezione alle vie aeree, che può essere facilmente curata anche con medicinali di automedicazione.  Nello specifico , alcuni tra gli antitussivi  più utilizzati sono:  destrometorfano, butamirato citrato, cloperastina fendizoato, levodropropizina,

Il problema è però che spesso invece non ci si cura, e questo non riguarda solo l’aspetto farmacologico: ci si dimentica che il nostro corpo ha bisogno  di almeno un po’ di riposo. Si pensa: “Il problema è piccolo, non mi curo”. La conseguenza è che, non solo il problema può aggravarsi e cronicizzarsi anziché risolversi, ma può anche esporre il corpo ad altre patologie, in funzione  dell’indebolimento del sistema immunitario.

L’esito in proposito di un’indagine dell’Università del Michigan su quasi 1500 genitori con figli tra i 6 e 18 anni è più che mai eloquente. Nella maggior parte dei casi scelgono di mandarli a scuola anche quando ammalati, e le percentuali più elevate si riscontrano proprio in presenza di tosse secca, che sfiorano il 90%.

E’ vero che non è grave, è più grave però non curare il problema, anche con di un po’ di riposo e la giusta convalescenza. . Ma l’attenzione è importante anche per i singoli. “Le più comuni affezioni delle vie aeree, anche le più banali, richiedono dai cinque ai sette giorni per risolversi: rimandare a scuola un bambino non ancora ben guarito significa esporlo a malattie ricorrenti”, nota Giuseppe Mele, presidente dell’Osservatorio nazionale per la salute dell’infanzia e dell’adolescenza Paidòss. Vale per i bambini, vale per tutti.

FONTI

Eurekalert
https://www.eurekalert.org/pub_releases/2017-01/uomh-pps011317.php

Corriere.it
http://www.corriere.it/salute/pediatria/14_agosto_28/bambino-che-si-ammala-quando-quanto
-tenerlo-casa-scuola-0c232896-2eb7-11e4-866c-ea2e640a1749.shtml

Repubblica.it
http://www.repubblica.it/salute/prevenzione/2017/01/18/news/febbre_o_mal_di_gola_le_regole
_per_capire_se_mandare_il_bambino_a_scuola-156311465/?refresh_ce