Stress, 9 italiani su 10 coinvolti, ma si può intervenire

Lo stress è una sindrome tipica della modernità, e andrebbe trattata come tale. E cioè come un problema reale, che ci coinvolge quasi tutti. Pochi invece se ne curano, considerandolo come una sorta di “sacrificio obbligato” dalle esigenze di vita, lavorativa e familiare. Ė invece una questione anzitutto di salute, che ci può esporre a sintomi e problemi ben più gravi. Merita, meritiamo attenzione, e questo riguarda soprattutto un periodo “stressante” come questo, in cui si ricomincia a “correre” dopo la stagione estiva.

 

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Sull’estensione del problema, Assosalute ha condotto un’indagine dagli esiti alquanto preoccupanti. L’85% della popolazione ha lamentato almeno un disturbo legato allo stress negli ultimi sei mesi, e per quasi la metà il sintomo si è manifestato almeno tre volte. Le donne e i giovani sono le fasce più colpite. Sulla natura dei disturbi, svettano il mal di testa (46,2%) e la stanchezza (45,9%), ma percentuali ben superiori al 20% sono rilevate anche sul mal di stomaco, dolori muscolari, insonnia e stati d’ansia.

Tali numeri sono verosimilmente destinati ad aumentare in questi giorni, per la “sindrome da rientro” che colpisce molti. Si cambiano i “ritmi”, in modo spesso poco compatibile con le esigenze dell’organismo, e questo riguarda il lavoro, l’alimentazione, i tempi sonno-veglia e talora anche l’attività fisica. Come dicono alcuni psicologi, “un po’ di stress può far bene”, per raggiungere gli obiettivi ed evitare tendenze apatiche. Il guaio, assai diffuso, è però negli eccessi.

Ai nostri giorni si è tra l’altro aggiunta una fonte ulteriore di stress, l’“iperconnessione” alle nuove tecnologie digitali, per lavoro o anche per piacere. Nelle parole di Piero Barbanti, Direttore dell'Unità per la Cura e la Ricerca su Cefalee e Dolore, IRCCS San Raffaele di Roma, “si definisce tecnostressata la persona che sta al computer più di 4 ore al giorno, fa più di 20 telefonate e manda più di 20 sms o messaggi via WhatsApp. I sintomi sono sostanzialmente tre: la sindrome da fatica informatica, ovvero un senso di grande stanchezza; l’insonnia e la depressione”.

Il rimedio è quello di cercare di “staccare”, e “portare un po’ di vacanza anche al lavoro”, concedendosi pause, momenti di socialità e stili di vita sani. Può essere un prezioso alleato anche il ricorso, moderato, ai farmaci di automedicazione, finalizzati proprio a contrastare il ventaglio di disturbi fisici associati allo stress, quali cefalee, dolori, problemi gastrointestinali. Sono acquistabili senza ricetta, e a maggior ragione è imperativa la lettura del foglio illustrativo, anche sui dosaggi.

FONTI
http://semplicementesalute.federchimica.it/home/leggi-news/2018/05/08/lo-stress-compagno-di-vita-per-9-italiani-su-10
http://assosalute.federchimica.it/Libraries/ASSOSALUTE_-_COMUNICATI_STAMPA/Comunicato_stampa_Lo_stress_compagno_di_vita_di_9_italiani_su_10.sflb.ashx
https://www.my-personaltrainer.it/allenamento/stress-benessere.html
https://projecttimeoff.com/reports/state-of-american-vacation-2018/