Disintossicarsi dopo le feste. La miglior “dieta” è la qualità

Aumentare le calorie consumate, iniziando la mattina con latte, miele o marmellata”. Inizia così un comunicato lanciato a inizio anno da Coldiretti, e può destare un po' di sorpresa considerando che il sistema digestivo di molti di noi è stato messo a dura prova dagli eccessi natalizi e necessiterebbe di un conforto disintossicante. A suscitare l'attenzione alimentare in questo periodo – suscitando non pochi consigli in proposito, richiesti o meno – c'è inoltre la concomitanza di alcune insidie stagionali, tra picchi di influenza e basse temperature.

Disintossicarsi dopo le feste. La miglior “dieta” è la qualità

Ma sono proprio queste a indurre alla cautela dinanzi a regimi dietetici troppo drastici. “Con la discesa del termometro arriva anche il ‘permesso’ ad aumentare le calorie consumate in relazione ad attività, sesso, età e necessità personali”, spiega l'organizzazione degli agricoltori italiani, citando, oltre agli imperativi della frutta e della verdura, anche l'importanza delle proteine. “Ne servono 0,8 - 1,3 grammi per chilo di peso corporeo” in soggetti normali, precisa, perorando perfino, a parer suo, “una buona dose di carne” tra le altre cose.

Naturalmente la stessa Coldiretti tira acqua al proprio mulino, ma il fatto è che in quel “mulino” si producono gli ingredienti della celebrata dieta mediterranea. Di questi giorni l'ennesimo riconoscimento: una rivista divulgativa americana, tramite un gruppo di esperti, l'ha ricollocata al vertice globale tra una quarantina di “diete” (alcune delle quali assai popolari, elaborate da nutrizionisti contemporanei) per i suoi benefici sulla salute, considerando, tra i parametri, la probabilità di perdere peso, la facilità di aderenza, e anche l'efficacia preventiva verso il diabete e i problemi cardiovascolari.

Il messaggio è allora che il miglior regime alimentare non sta tanto nella quantità dei singoli ingredienti quanto nella loro qualità, che dalle nostre parti di certo non difetta. Ma è proprio sul tema della qualità che peraltro suona qualche allarme, anche nel nostro Paese. Una recente ricerca dell'Istituto molisano Neuromed (specializzato anche nello studio delle problematiche legate all'alimentazione, inclusa l'obesità) ha documentato che un italiano su cinque ha abbassato il livello dei propri acquisti alimentari, proporzione che aumenta tra i ceti più deboli, con i relativi rischi per il nostro benessere. Gli studiosi parlano di vera e propria “discriminazione alimentare” in atto. Con ricadute immediate sulla salute.

Coldiretti
http://www.coldiretti.it/economia/obesity-day-italiani-piu-magri-dieta-1-4

Ansa
http://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/alimentazione/2018/01/08/dieta-mediterranea-e-quella-anti-ipertensione-le-migliori-per-la-salute_9331a2df-cb63-44ff-9389-0c4162496f14.html

Adnkronos
http://www.adnkronos.com/salute/2017/12/11/recessione-servita-dopo-crisi-italiano-mangia-peggio_2242SS1CGk2fsPYn5UJXzK.html