Aterosclerosi, un vaccino in vista.

E’ l’orizzonte annunciato da un’azienda biotecnologica austriaca, con una sperimentazione – in collaborazione con l’Università di Vienna - che ha meritato la pubblicazione sull’European Heart Journal. Si tratta appunto di una sorta di vaccino, denominato AT04A, che sarebbe in grado di stimolare l’endogena produzione di anticorpi contro l’enzima PCSK9, che impedisce la degradazione delle LDL, il cosiddetto “colesterolo cattivo”.

Aterosclerosi, un vaccino in vista.

L’esito dei test condotti su topolini (oggetto della pubblicazione) appare in effetti convincente. Il principio attivo si dimostrerebbe capace di dimezzare i livelli di colesterolo, di ridurre di un quarto i marcatori di un’infiammazione vascolare, e addirittura del 64% i danni aterosclerotici ai vasi sanguigni. Dati talmente convincenti da aver già indotto alla sperimentazione umana, su un campione di 72 volontari sani, sicché l’applicazione clinica potrebbe essere imminente (i primi esiti sono attesi entro fine anno). “Se tali risultati si replicheranno nell'uomo, potremmo disporre di una terapia a lunga durata d'azione che, dopo la prima somministrazione, necessiterebbe solo di un richiamo annuale”, sottolineano gli studiosi austriaci, parlando esplicitamente di “approccio immunoterapeutico” che attacca proprio la natura “auto-immune” dell’aterosclerosi, e lo fa per giunta a basso costo, col potenziale dunque di un’alta aderenza terapeutica. Una prospettiva importante, quindi, nell’ambito della prevenzione delle patologie metaboliche , che rappresentano tuttora la prima causa di morte al mondo.

Tecnicamente, il principio attivo sarebbe in grado dievitare l’attecchimento del colesterolo alle pareti dei vasi sanguigni, inibendo la progressione patologica e i rischi di ipertensione. La tempistica prevista per il “vaccino” è di un paio d’anni. Sarà naturalmente a libera scelta dei pazienti ma, a detta degli studiosi, l’assenza di controindicazioni e l’ampiezza del problema da prevenire lo rendono sin d’ora (in caso di positivi riscontri dai test in corso) assai consigliabile.

Fonti:

Comunicato Stampa
Italia Salute