Asma e afa, i consigli ufficiali.

L’estate è arrivata, con anticipo sui tempi, pesantezza nelle temperature e disagio soprattutto per chi soffre di problemi respiratori. Lo stesso Ministero della Salute ha voluto giocare d’anticipo, aggiornando, già dallo scorso maggio, le proprie linee-guida, oltre a un “Sistema d’allarme sulle ondate di calore”, che consiste in una serie di “Bollettini” quotidiani con riferimento a 27 città della Penisola, che si protrarranno fino a metà settembre.

Asma e afa, i consigli ufficiali.

L’eccesso di caldo è un problema serio, e non solo di percezioni, per i problemi di traspirazione che innesca, e anche perché è propizio, in assenza di un’adeguata ventilazione, dell’accumulo di inquinanti nell’aria. I consigli sanitari sono per certi versi noti, ma spesso poco seguiti, il che può rappresentare un peccato grave per le categorie a rischio, come i malati cronici e l’insieme delle “fasce sensibili”, ossia bimbi e anziani. L’imperativo è naturalmente anzitutto quello di evitare le uscite e le attività motorie negli orari più caldi, tra le 11 e le 18, e in subordine proteggersi con cappelli, occhiali da sole, abiti leggeri e non aderenti (fatti preferibilmente di fibre naturali), per favorire la respirazione del corpo. E poi tanta acqua. Con queste temperature bisogna berne – salvo diversa indicazione medica – almeno due litri al giorno (evitando alcolici e bevande gassate), ma anche bagnarsi frequentemente la nuca e le braccia, fare tanti bagni e docce tiepide, nonché alimentarsi di cibi leggeri e ad alto contenuto idrico (anzitutto frutta e verdura).

A proposito degli alimenti, attenzione che le alte temperature reclamano cautele supplementari. Si tratta di evitare di lasciarli all’aperto per più di due ore, ad esempio, pena la degenerazione. Lo stesso riguarda i farmaci, da tenere lontano dalle fonti di calore e, per quelli per cui è raccomandata una conservazione entro i 25-30 gradi, meglio il frigorifero. Infine, non ultimo, c’è il nodo dei dispositivi artificiali per limitare i disagi dell’afa. Bene i ventilatori, che però possono non bastare dinanzi al caldo e all’umidità, e possono per giunta aggravare la disidratazione. Benissimo il deumidificatore, che asciuga un po’ l’aria e consuma poca energia, ma richiede una buona manutenzione dinanzi all’accumulo dei germi. Stessa controindicazione per il preferito degli antidoti, il condizionatore. Può essere prezioso, a condizione che sia usato bene, altrimenti è deleterio, al netto dell’apparente sollievo temporaneo.

Guai a scendere troppo nelle temperature (sotto i 25 gradi circa), anche per gli insani sbalzi che può innescare, e guai a tenerlo acceso troppo a lungo, anche per la secchezza nasale che innesca (preludio all’invasione corporale di virus e batteri). “L’aria troppo fredda fa contrarre i bronchi e i vasi sanguigni, riducendo l’apporto di sangue e globuli bianchi all’apparato respiratorio che così è più fragile di fronte ai germi”, sintetizza – al settimanale IoDonna - Giorgio Walter Canonica, responsabile del Centro di asma e allergologia all’Humanitas di Rozzano.

 Fonti

 Ministero della Salute

 Io Donna