INSONNIA

Definizione

L'insonnia è uno stato di sonno inadeguato o insufficiente. Può manifestarsi attraverso una riduzione della quantità di sonno (insufficienza), ma anche attraverso un peggioramento della sua qualità, ovvero della sua funzione ristoratrice (inadeguatezza del riposo). L'insonnia colpisce il 20-30 per cento della popolazione che vive nei Paesi occidentali. In Italia le stime riferiscono che gli insonni adulti sono oltre 12 milioni, in pratica una persona su quattro. Di questi, almeno 8 milioni soffrono di insonnia ricorrente, mentre oltre 4 milioni sono afflitti da insonnia cronica. La probabilità per le donne di essere insonni è del 50 per cento superiore a quella degli uomini. Il gruppo più numeroso di soggetti che soffrono di insonnia si ritrova tra gli individui divorziati, separati o vedovi, in quelli con un livello di scolarizzazione più basso e in quelli che non hanno un'occupazione professionale (casalinghe, pensionati, disoccupati). Il tasso di insonnia aumenta parallelamente con l'età, soprattutto dai 45 anni in su.

Cause

Numerosi fattori sono in grado di modificare il nostro riposo:

  • L'età (è noto, infatti, che le persone anziane dormono mediamente un numero inferiore di ore, rispetto ai giovani)
  • L'attività sociale;
  • La situazione personale;
  • Le condizioni ambientali della stanza da letto;
  • Le posizioni del sonno;
  • Ibisogni individuali;

Un'insonnia che dura mesi o anni può essere la manifestazione di un disturbo primario del sonno (senza cioè una causa apparente in grado di provocarlo), oppure può derivare da una serie di malattie, sia fisiche che psichiche. Talvolta l'insonnia può instaurarsi semplicemente per cattive abitudini. La scarsa igiene del sonno è infatti una causa comune di insonnia:

  • i ritmi di vita irregolari e disordinati;
  • l'elevato uso di caffeina e bevande alcoliche;
  • l'esercizio fisico eseguito a ridosso delle ore del sonno;
  • temperature inadeguate nell'ambiente;
  • rumori;
  • un utilizzo improprio della stanza da letto per attività diverse dal sonno (mangiare, guardare la televisione);

sono tutti buoni motivi per rovinarsi le nottate.

Anche i “pisolini” nel corso della giornata, specie se abituali, conducono facilmente all'insonnia: essi sono infatti in grado di alterare quell'orologio biologico che regola, in ognuno di noi, il ritmo sonno/veglia.

Sintomi quantitativi

  • Difficoltà ad addormentarsi (detta anche insonnia iniziale);
  • Frequenti risvegli notturni con difficoltà a riprendere sonno (insonnia intermedia);
  • Risveglio mattutino troppo precoce (definito insonnia terminale);

Sintomi qualitativi

Il sonno di cattiva qualità lascia, al risveglio, la sensazione di non aver riposato a sufficienza. In questo caso è possibile che si abbia la percezione di avere dormito per un numero sufficiente di ore, ma la stanchezza mattutina è la spia di un disturbo della qualità del sonno.

In questo tipo di insonnia il fattore alla base della scarsa capacità ristoratrice del sonno è una riduzione della sua continuità. Per diversi motivi, che vanno dalla rumorosità dell'ambiente, alle cattive condizioni di temperatura o di umidità o altro ancora, si verificano frequentemente i cosiddetti microrisvegli non coscienti (brevissime, ma numerose interruzioni del sonno di cui non ci si accorge) cosicché, anche a fronte di una durata più o meno normale, il sonno perde la sua capacità rigeneratrice.

Tipi di insonnia Indipendentemente dal sintomo predominante in ciascuna persona che soffre d'insonnia, si possono distinguere tre tipi di insonnia: l'insonnia transitoria, l'insonnia a breve termine e l'insonnia cronica.

  • Insonnia transitoria Si presenta di tanto in tanto ed è causata principalmente da una situazione stressante di breve durata o da una brusca variazione ambientale. In questo tipo di insonnia, il disturbo del sonno è secondario, conseguente cioè, a un circostanza precipitante improvvisa: stress legato a un evento lavorativo o di studio, un viaggio, un cambiamento di residenza, una malattia acuta (febbre, dolore, eccetera), il consumo di sostanze eccitanti (caffeina, nicotina, alcool, farmaci) o altro ancora;
  • Insonnia a breve termine Può durare da una notte fino ad alcune settimane. È causata generalmente da fattori più gravi di quelli dell'insonnia transitoria: lutti, traumi emotivi, ricovero in ospedale. Gli eventi stressanti maggiori possono essere rappresentati da divorzio, separazioni affettive, prolungato stress nell'ambiente lavorativo, eccetera;
  • Insonnia cronica Si ha quando i disturbi del sonno persistono per almeno tre notti alla settimana per un periodo di almeno un mese. Si associa spesso a malattie fisiche o della sfera emozionale, quali disturbi cardiaci, ipertiroidismo, asma, depressione;

Può anche essere causata da alcuni farmaci (per esempio i cortisonici assunti cronicamente), o da abuso di alcool o sostanze eccitanti. L'ansia legata alla difficoltà di riuscire ad addormentarsi è spesso un fattore in grado di peggiorare e perpetuare questo cronico disturbo del sonno.

Diagnosi

La valutazione del paziente insonne deve essere accurata. Essa include:

 

  • l'analisi dei sintomi di insonnia (difficoltà ad addormentarsi, risvegli notturni con fatica a riprendere sonno, risveglio mattutino precoce e/o stanchezza al risveglio);
  • la valutazione delle abitudini correlate al sonno
  • l'identificazione di scorretti comportamenti (può in questi casi essere utile la collaborazione del partner o dei conviventi);
  • la ricerca delle componenti fisiche ed emotive;

Per una corretta valutazione del disturbo è frequentemente utile chiedere al paziente di prendere nota su un diario dell'ora in cui va a letto, della durata totale di sonno, dell'orario e della durata degli eventuali risvegli notturni, degli eventuali sonnellini durante le ore diurne.

Tuttavia, qualche volta ènecessario, in casi particolari, ricorrere alla valutazione di un Centro specialistico in Medicina del sonno, una branca specializzata della neurologia. In Italia vi sono circa una ventina di Centri di medicina del sonno, distribuiti su tutto il territorio nazionale; fanno parte dell'Associazione italiana di medicina del sonno (AIMS).

Il principale mezzo tecnologico per studiare il sonno in ambiente specialistico è l'elettroencefalogramma (EEG), una metodica in grado di tracciare una registrazione dell'attività elettrica del cervello durante le ore di sonno.

L'EEG del sonno, definito anche 'ipnogramma', è facilmente ottenibile attraverso semplici elettrodi applicati sul cuoio capelluto, i quali captano la relativamente debole attività elettrica, generata a livello della corteccia cerebrale (lo strato più superficiale del cervello).

In alcuni casi vengono utilizzate metodiche aggiuntive per studiare specificatamente le fasi di sonno REM (il sonno in cui si sogna). In questo caso gli elettrodi vengono piazzati attorno agli occhi (elettro-oculogramma) per registrare i movimenti oculari rapidi, tipici di questo stadio del sonno, oppure vengono posti sopra i muscoli delle guance o del collo (elettromiogramma), con lo scopo di misurare l'attività muscolare.

Fasi del sonno

Il sonno è una fase altamente attiva della nostra esistenza.
È stato dimostrato che, durante il sonno, il cervello va incontro a fenomeni di riorganizzazione attiva del pensiero e durante queste fasi consuma la stessa quantità di glucosio e ossigeno (le sue fonti energetiche principali) di quando si è svegli.

Il sonno è caratterizzato da una vera e propria architettura in fasi o “cicli”, che si ripetono a intervalli più o meno regolari. Durante una notte di sonno normale, si susseguono 4-5 cicli di sonno della durata di 90-110 minuti ciascuno.

Ogni ciclo è a sua volta diviso in cinque stadi:

  • sonno leggero o superficiale (stadi 1 e 2; circa il 50 per cento del sonno totale);
  • sonno profondo (stadi 3 e 4; circa il 30 per cento del sonno totale);
  • sonno REM (Rapid Eyes Movement) in cui si producono i sogni (stadio 5; circa il 20 per cento del sonno totale);

Stadi 1 e 2 – sonno superficiale
Lo stadio 1 del sonno superficiale è una fase rapida (pochi minuti) di transizione tra la veglia e il sonno vero e proprio. Nel sonno normale questa fase occupa solo il 5 per cento della notte; è uno stadio in cui è molto facile essere risvegliati. Gli occhi si muovono molto lentamente e l'attività muscolare rallenta. Alcuni, in questo stadio, avvertono rapide contrazioni muscolari, denominate mioclonie, spesso precedute da una sensazione di improvvisa caduta nel vuoto.
Quando si entra nello stadio 2 del sonno superficiale (circa il 45 per cento del sonno normale), i movimenti oculari si interrompono e le palpebre si chiudono e aprono lentamente e ritmicamente; l'attività cerebrale rallenta, la temperatura corporea si abbassa di circa un grado centigrado e la respirazione si fa più lenta e regolare.

Stadi 3 e 4 - sonno profondo
Gli stadi 3 e 4 (sonno profondo) rappresentano la fase più riposante del sonno soprattutto per il recupero dell'energia fisica. Durante questa fase di sonno profondo l'attività oculare e muscolare è ridotta a zero e anche l'attività elettrica del cervello è ad uno stadio di 'livello minimo'.
È molto difficile svegliare un soggetto che sta dormendo in stadio 3 e 4: le persone svegliate durante questi stadi di sonno profondo non sono immediatamente in grado di orientarsi e rimangono mentalmente intorpiditi per diversi minuti.

Stadio 5 – sonno REM
Il sonno REM o sonno paradosso (stadio 5) è ritenuto lo stadio più importante per il consolidamento cerebrale delle esperienze mentali vissute durante la giornata (memoria, apprendimento, eccetera).
Quando si passa allo stadio REM il respiro si fa più rapido e irregolare, gli occhi si muovono rapidamente in ogni direzione (guardano i sogni) e la muscolatura delle gambe diviene temporaneamente paralizzata. I battiti cardiaci si fanno più frequenti, la pressione arteriosa aumenta e nei maschi si verificano erezioni del pene. Se si viene svegliati durante il sonno REM si è in grado (subito dopo il risveglio) di descrivere i sogni.
Nel primo ciclo di sonno della nottata, la fase di sonno REM (quello dei sogni) è piuttosto breve, mentre, man mano che i cicli si susseguono, questa fase si fa sempre più prolungata fino a raggiungere la sua massima lunghezza nell'ultimo ciclo di sonno, quello del mattino.
Questo è anche uno dei motivi per cui ci ricordiamo maggiormente i sogni fatti poco prima di svegliarci: sono gli ultimi e anche i più lunghi e articolati.
Questi 5 stadi compongono quindi un ciclo di sonno; ogni ciclo si ripete per 4-5 volte in una notte.