DEPRESSIONE

Definizione

La depressione non è una malattia mentale, come molti ancora credono, ma uno stato d’animo caratterizzato da profonda tristezza, un disordine dell’umore che può colpire tutti e avere un andamento transitorio o persistente.

Cause

Le cause che scatenano una sindrome depressiva (insieme di sintomi) possono essere diverse. La depressione è associata ad alterazioni chimiche a livello cerebrale, fra cui l’abbassamento dei livelli di serotonina, un neurotrasmettitore presente nel cervello e coinvolto nei meccanismi che riguardano il sonno, la percezione sensoriale e vari comportamenti.

Altre cause biologiche di depressione possono essere legate alle variazioni dei livelli ormonali nelle donne e all’uso di farmaci (come i corticosteroidi).

In molti casi di depressione maggiore esiste una chiara predisposizione familiare. È molto probabile che la depressione sia il risultato della combinazione di fattori genetici, ambientali e psicologici (la perdita di un familiare convivente, la perdita del lavoro, il trasloco da una casa dove si è vissuto per molti anni, avere subito un’aggressione o una rapina).

Sintomi

La depressione può presentarsi in molti modi diversi: sotto forma di stanchezza anomala oppure di cattivo umore o irritabilità.

I problemi di confusione o i disturbi dell’attenzione causati dalla depressione talvolta possono essere scambiati per altre malattie neurologiche, o per altri problemi mentali nei pazienti anziani, e persino per stress negli adulti che conducono una vita molto sregolata.

Addirittura, i cambiamenti dell’umore e i sintomi della depressione possono essere causati dai farmaci che gli anziani assumono per l’artrite, per la pressione alta o per le malattie cardiache.

Possono essere presenti anche sintomi diversi e contrastanti:

  • sonnolenza eccessiva
  • scarso appetito
  • perdita di peso

oppure, al contrario:

  • incremento dell’appetito e del peso corporeo,
  • perdita di interesse per le attività quotidiane,
  • incapacità di provare piacere (anedonia),
  • modificazione del desiderio e delle abitudini sessuali,
  • diversa percezione della stima di sé con autosvalutazione e sensi di colpa,
  • mancanza di energia e affaticamento eccessivo,
  • difficoltà di concentrazione,
  • mancanza di volontà,
  • apatia,
  • tendenza a isolarsi dalla società e dalla famiglia.

Diagnosi

Tutto questo fa della sindrome depressiva una malattia spesso difficile da diagnosticare, soprattutto se mascherata da sintomi fisici (dolori diffusi, cefalea persistente, tachicardia, dolori addominali senza alterazioni organiche) che inducono a pensare a un’altra patologia, ritardando le cure adeguate.

Per la diagnosi certa è necessario un attento esame clinico dello specialista neuropsichiatra che, anche raccogliendo l’Anamnesi (storia delle malattie passate e recenti) del paziente, potrà evidenziare meglio i segni tipici della sindrome depressiva.

Cure

Oggi non si parla più di cura, ma di cure personalizzate per la depressione: lo specialista, sulla base dei dati raccolti al momento della diagnosi, stabilisce il percorso più adatto alla singola persona, in modo da aiutarla a stare meglio sotto tutti i punti di vista.

Il medico ha a disposizione tre trattamenti diversi, da usare anche in associazione fra loro: i farmaci, la psicoterapia e i trattamenti non medici (come la terapia con la luce).

Per quanto riguarda le cure farmacologiche, lo specialista può prescrivere farmaci che migliorano la depressione e i sintomi presentati dal paziente. Principi attivi, tempi e modalità di cura variano da caso a caso e sono decisi dal medico.

Alimentazione

Per mantenere regolari i livelli di glucosio nel sangue si raccomanda di consumare cinque o sei piccoli pasti al giorno anziché tre pasti troppo pesanti.

Può essere utile anche includere nella dieta giornaliera:

  • latticini poco grassi
  • banane
  • alimenti a base di soia
  • carne di tacchino

Vanno evitate le sostanze stimolanti, come l’alcol e la caffeina, che possono determinare momentanea euforia (stato di eccitazione), in genere seguita da uno stato depressivo più profondo.

FAQ

Che cos’è la depressione?

Semplificando, si può definire la depressione come un disturbo dell’umore, temporaneo o persistente, caratterizzato da profonda tristezza, pessimismo, perdita di qualsiasi interesse e svalutazione delle proprie capacità. Per diversi motivi, spesso la depressione non viene diagnosticata e nemmeno curata, ad esempio perché i sintomi della depressione, soprattutto nell’anziano, sono molto più vari rispetto a quelli della depressione giovanile.

Come si cura la depressione?

La cura migliore sarebbe definire le cause della depressione e agire in primo luogo tentando di eliminarle. Tuttavia, negli stati depressivi nei quali è difficile definire una causa unica è necessario curare sia con i farmaci sia con la psicoterapia. Le cure con i farmaci antidepressivi sono in linea generale efficaci e sicure, ma i pazienti ne hanno un certo timore oppure non seguono le prescrizioni con attenzione, anche a causa dello stato depressivo. Quindi, accoppiare i farmaci alla psicoterapia è molto importante ed è provato che le due terapie abbinate sortiscono gli effetti migliori.

Come si presenta la depressione?

La depressione può presentarsi in molti modi diversi: come stanchezza anomala oppure come cattivo umore o irritabilità. I problemi di confusione o i disturbi dell’attenzione causati dalla depressione talvolta possono essere

scambiati per altre malattie neurologiche o per altri problemi mentali nei pazienti anziani e persino per stress negli adulti che conducono una vita molto sregolata. Addirittura, i cambiamenti dell’umore e i sintomi della depressione possono essere causati dai farmaci che gli anziani assumono per l’artrite, per la pressione alta o per le malattie cardiache.

Ci sono novità sui farmaci per la depressione?

A parte i farmaci antidepressivi tradizionali e consolidati, negli ultimi anni sono apparsi sul mercato farmaci di ultima generazione che, oltre a essere efficaci e sicuri, mostrano effetti collaterali ridotti. Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina: bloccano solo la ricaptazione della serotonina, mostrano buona sicurezza e tollerabilità e possono essere utilizzati in pazienti con disturbi cardiovascolari e altre patologie organiche; sono indicati negli anziani. Inibitori della ricaptazione della serotonina e noradrenalina: bloccano la ricaptazione sia della serotonina sia della noradrenalina. Hanno uguale efficacia degli antidepressivi classici, ma con effetti collaterali molto ridotti. Inibitori della ricaptazione della noradrenalina: bloccano la ricaptazione della noradrenalina, con buona efficacia e ridotti effetti collaterali

La depressione è più diffusa tra gli uomini o le donne?

Per quanto riguarda il sesso, si registra uno svantaggio forte per la popolazione femminile, che ne soffre in una percentuale quasi doppia: il 15% contro l’8% degli uomini.

La depressione si può prevenire?

Più che di prevenzione si può parlare di diminuzione del rischio di ammalarsi di depressione. Ecco qualche consiglio utile:

• Cercare di prepararsi ai grandi cambiamenti della vita (trasloco, pensione, vedovanza) parlandone spesso in

compagnia di vecchi e nuovi amici

• Dedicare un poco del tempo libero a un hobby

• Non perdere i contatti con i familiari e gli amici

• Se il carico di lavoro è molto pesante, provare a dividerlo in più parti

• Praticare ogni giorno attività fisica costante e ricreativa, meglio se poco faticosa: giardinaggio, ballo di sala,

• Passeggiate all’aperto con i nipotini o con un animale da compagnia (cane) preferito e magari adottato da un canile, o anche accudire un gattino randagio salvato da un temporale. Queste attività tengono in movimento il corpo e la mente e allontanano la tristezza e la solitudine.

Quante persone soffrono di depressione?

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono 322 milioni le persone affette da depressione, con gravità diversa. Il suo peso, però, è destinato ad aumentare: per il 2030 si stima che sarà la patologia più diffusa al mondo. Se invece si considera soltanto la popolazione tra 15 e 44 anni di entrambi i sessi questo posto le spetta già. Ovviamente, il dato varia da nazione a nazione. Tuttavia, la prevalenza resta comunque alta un po’ dappertutto. I dati più recenti per l’Italia stimano in 5 milioni le persone colpite, con una spesa sanitaria valutabile in 15 miliardi di euro l’anno. Cifra che comprende, oltre ai costi delle cure, quelli relativi alla mancata produttività, cioè le giornate di lavoro perse. È da notare anche l’aumento dei casi tra i giovani e i giovanissimi: dati che coincidono con quelli relativi ai casi di suicidio in questa fascia di età.

Che cos’è la depressione post partum e quante donne ne soffrono?

La depressione post partum (dal latino “dopo il parto”) è un disturbo psicologico che compare entro i 12 mesi successivi al parto, in genere 4-6 settimane dopo. Si sviluppa gradualmente e può persistere anche per diversi mesi. In Italia coinvolge il 10% circa delle partorienti e si manifesta in genere con tristezza e pianto continuo, mancanza di energie e costante sensazione di affaticamento, improvvisi cambiamenti di umore, disinteresse per il bambino, paura di poter far male al bambino o a se stessa, insonnia o sonnolenza eccessiva, inappetenza, perdita di piacere o interesse per qualsiasi attività quotidiana.

Quali sono le cause della depressione post partum?

Per il momento le cause non sono del tutto chiare. È probabile che la depressione dopo il parto sia la risultante di una serie di fattori, tra i quali il calo del livello di progesterone ed estrogeni e altri fattori psicosociali. La nascita di un bimbo da accudire con particolari attenzioni può di per sé rappresentare motivo di stress per la donna impreparata e anche il dolore sopportato per il parto o un lungo travaglio possono costituire un vissuto di profonda angoscia per una giovane donna che in sostanza si sente inadeguata al suo nuovo compito di madre; e ancora, la mancanza di un appoggio emotivo valido, come spesso avviene in coppie già dissestate prima dell’arrivo del figlio.
In aggiunta, relazioni di conflitto con la propria famiglia di origine, una storia precedente di depressione, l’essere stata vittima in passato di abusi sessuali o l’aver subito di recente un grave lutto in famiglia sono tutte condizioni che influiscono negativamente sulla donna che ha partorito da poco.

Come si previene la depressione post partum?

La famiglia della donna a rischio e gli amici possono aiutarla già nel periodo della gravidanza, ad esempio cercando di mantenere i contatti e stimolandola a rafforzare il rapporto con il proprio partner. È anche utile che i familiari o il partner offrano alla neomamma un aiuto pratico nei lavori domestici o negli impegni, mostrando continua disponibilità.