TUMORE ALLA MAMMELLA

Definizione

Il tumore della mammella è un tumore maligno che origina dalle cellule epiteliali della ghiandola mammaria. La mammella è la struttura che contiene la ghiandola mammaria, deputata alla produzione del latte. 
  
Da un punto di vista anatomico la mammella è costituita da 15-18 lobi, ognuno dei quali contiene più lobuli e un dotto galattoforo principale, che si apre nel capezzolo e permette il passaggio del latte dai lobuli al capezzolo. I lobuli sono circondati da tessuto adiposo, che conferisce alla mammella la sua consistenza.
Ogni dotto principale si suddivide in dotti di calibro progressivamente inferiore; tutte queste strutture sono rivestite, al loro interno, da un sottile strato di cellule epiteliali.

Fattori di rischio

Anche se non è possibile indicare una causa precisa che sia alla base dell’insorgenza del tumore della mammella, osservando la distribuzione della malattia è stato possibile identificare una serie di fattori di rischio:

- l’età è il fattore di rischio più importante, tanto è vero che la maggior parte dei tumori della mammella vengono diagnosticati in donne di almeno 50 anni 
 
- la familiarità è un altro fattore di rischio accertato: chi ha la madre, una figlia, o una sorella che abbiano sviluppato un tumore alla mammella, ha una più alta probabilità di ammalarsi. Questo fatto comunque va considerato come una predisposizione dei componenti di una famiglia a sviluppare il tumore e non va confuso con la vera e propria ereditarietà, che interessa un numero molto limitato di casi di Neoplasia mammaria 
 
- l’esposizione a radiazioni ionizzanti (per esempio la radioterapia eseguita nell’area toracica) in giovane età aumenta il rischio di sviluppare il tumore negli anni successivi 
 
- un rischio maggiore di sviluppare un tumore al seno lo corrono anche le donne che non hanno avuto figli, quelle che hanno iniziato molto presto ad avere le mestruazioni e che sono andate in menopausa più tardi della media 
 
- l’assunzione di Estrogeni, per esempio come terapia sostitutiva in menopausa, sembra aumentare in una certa misura il rischio di insorgenza del Carcinoma della mammella 
 
- anche l’obesità, una dieta ad alto contenuto di grassi e l’eccessivo consumo di alcol, sono stati messi in relazione con una maggiore probabilità di contrarre un tumore al seno.

Dal momento che la maggior parte dei tumori della mammella colpiscono persone che non hanno nessun fattore di rischio, tutte le donne, a partire da una certa età, devono sottoporsi comunque a controlli periodici quali la mammografia e l’autopalpazione del seno.

Sintomi

Oltre la metà dei casi di tumore insorge nel quadrante superiore esterno della mammella, il 20 per cento nell'area centrale, un 10 per cento in ciascuno dei rimanenti tre quadranti.
 
La maggiore Incidenza nel quadrante superiore esterno è verosimilmente legata al fatto che in questa zona è presente la maggior parte del tessuto ghiandolare.
Se il tumore viene diagnosticato nell’ambito di un programma di screening (mammografia) è sicuramente asintomatico, cioè non presenta alcun sintomo, dal momento che lo screening si propone esattamente di diagnosticare la malattia prima che questa si manifesti spontaneamente. Purtroppo ci sono ancora molti casi che vengono diagnosticati solo quando la donna riferisce al medico di aver notato qualcosa che non va. In questi casi il tumore si può manifestare con:
- la presenza di un nodulo, palpabile al di sotto della superficie cutanea mammaria
- la comparsa di secrezione dal capezzolo
- una modificazione dell’aspetto della cute della mammella, per esempio una increspatura. 
 
Tutti questi segni sono aspecifici, cioè non indicano necessariamente l’esistenza di un tumore maligno, per cui è importante sottoporsi immediatamente a una visita specialistica per accertare il significato dei sintomi e dei segni osservati.

Diagnosi

Per giungere a una diagnosi certa di tumore della mammella il medico può fare affidamento sull’esame clinico (visita) e su una serie di indagini strumentali che gli consentono di diagnosticare la presenza del tumore ed eventualmente di definire anche il suo stato di avanzamento.
Questo ultimo elemento è di importanza fondamentale per decidere la strategia terapeutica.
Esame clinico
a opera del medico, che costituisce un primo accertamento della presenza di un nodulo, senza consentire però una diagnosi certa. 
 
Mammografia
E' il metodo più importante oggi disponibile per la diagnosi del tumore della mammella. La mammografia consente di riconoscere lesioni tumorali di piccolissime dimensioni, in fase preclinica, cioè quando non sono ancora palpabili.
 
Ecografia
Non può essere usata come unico strumento per la diagnosi del tumore, ma risulta molto utile per differenziare i noduli, che sono solidi, dalle cisti, che contengono liquido. 
 
Agoaspirato e Biopsia
Tecniche indicate per definire la natura benigna o maligna del nodulo evidenziato all’esame clinico o attraverso la mammografia. L’agoaspirato consiste nel prelevare attraverso la cute, con un ago di spessore adeguato, un certo numero di cellule dal nodulo. 
Con la Biopsia invece si asporta, attraverso una piccola incisione, una frazione del tessuto sospetto. In entrambi i casi, il materiale prelevato viene sottoposto all’esame dell’anatomopatologo per stabilire la natura della lesione.
 
Per definire lo stato di avanzamento della malattia (stadiazione) è necessario conoscere le dimensioni del nodulo, l’eventuale coinvolgimento di organi e tessuti circostanti (compresi i linfonodi) e accertare la presenza o meno di metastasi a distanza.
A questo scopo si possono effettuare altri esami specifici quali quelli elencati di seguito.
 
- Radiografia del torace (Rx Torace)
- Scintigrafia ossea
- Tomografia assiale computerizzata (TAC) o risonanza magnetica nucleare (RMN)

Cure

La terapia del tumore della mammella va sempre stabilita dallo specialista in relazione al caso specifico.
In molti casi, il medico opta per l’asportazione chirurgica del tumore. La terapia chirurgica può essere anche associata alla chemioterapia e/o alla radioterapia.

Prevenzione: lo screening

È stato ormai dimostrato che sottoponendo le donne a mammografie periodiche è possibile diagnosticare il tumore della mammella in una fase più precoce, senza attendere il riscontro occasionale di un nodulo palpabile.
 
Questo permette di intervenire in modo più radicale, con un intervento chirurgico che sia al tempo stesso meno distruttivo ma capace di asportare il tumore nella sua totalità. Tutto questo ha un effetto positivo sulla Prognosi.