INFEZIONI SESSUALMENTE TRANSMESSE

Definzione

AIDS a parte, le principiali infezioni sessualmente trasmesse (note anche come “MST” malattie sessualmente trasmesse), ovvero che si trasmettono durante un rapporto sessuale, sono:

  • La Chlamydia, oggi l’infezione genitale più diffusa negli Stati Uniti e in Inghilterra, causata da un microrganismo che si diffonde esclusivamente per via sessuale
  • I condilomi, causati dal papillomavirus umano (HPV), hanno un’incubazione variabile da un mese ad anni
  • L’herpes simplex (genitalis), causato dal virus herpes simplex
  • La sifilide, oggi rara, ma ancora presente, causata dal Treponema pallidum
  • La gonorrea, causata dal gonococco, un batterio ancora molto diffuso e molto Resistente
  • Le candidosi, causate da un fungo (Candida albicans)
  • Le epatiti virali da HAV, HBV, HCV (virus dell’epatite A, B e C).

Epidemiologia Secondo le stime più recenti, l’Incidenza delle malattie sessualmente trasmesse (MST) nel mondo è in continuo aumento. E purtroppo, una delle categorie più a rischio nel mondo è quella dei giovani adolescenti. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dei 333 milioni di nuovi casi stimati ogni anno, almeno 111 milioni interessano giovani sotto i 25 anni di età.

Cause

La causa principale della tendenza all’aumento starebbe nel fatto che l’85% dei giovani tra i 10 e i 24 anni (di circa 1,5 miliardi totali nel mondo) vive nei Paesi poveri. Questi ragazzi, dovendo lavorare, iniziano la loro vita sociale e sessuale molto presto e, tra l’altro, i loro rapporti sono in massima parte senza alcuna protezione e le condizioni igieniche molto scadenti. Per quanto riguarda invece i Paesi più ricchi, si verifica oggi una tendenza all’aumento della mobilità (aumentano gli spostamenti e i viaggi di lavoro o per divertimento) e pertanto aumenta anche la tendenza ad avere rapporti sessuali con più partner (omosessuali ed eterosessuali). Per giunta, la carenza di conoscenze e la difficoltà di accesso ai preservativi (maschili e femminili) rendono i ragazzi molto più esposti al rischio di infezioni sessualmente trasmissibili. Le ragazze sono più vulnerabili dei ragazzi per ragioni fisiologiche, ma anche sociali, essendo spesso costrette a relazioni sessuali fin da bambine. Secondo il nostro Ministero della Salute, in Europa le MST sono la manifestazione delle infezioni più diffuse dopo quelle respiratorie; negli Stati Uniti, cinque tra le prime dieci infezioni per numero di casi sono causate da MST. In Italia, in base ai dati disponibili nel 2007, si valutava che le infezioni sessualmente trasmesse potessero essere più di mezzo milione l’anno. Infine, queste malattie rimangono spesso senza diagnosi né cura e quindi le persone portatrici sono potenzialmente infettanti, anche perché possono essere a lungo asintomatiche (senza sintomi).

Sintomi

Quando presenti, i sintomi possono essere diversi ed evidenziarsi in tempi molto lunghi, da qualche settimana fino a mesi e anni dopo il contagio. In linea generale, le prime manifestazioni sono a carico della zona ano-genitale e vanno da piccole zone di arrossamento a ulcerazioni produttive (con secrezione giallastra) e dolorose della cute o infezioni dell’ultimo tratto delle vie urinarie (cistiti e uretriti). Sia nel maschio sia nella femmina, le infezioni non curate possono estendersi con gravi conseguenze agli organi dell’apparato riproduttivo. Alcune infezioni molto particolari e ben riconoscibili sono:
  • I condilomi: infezione virale da HPV, incubazione da 1 mese a 1 anno. Si tratta di escrescenze carnose dentellate (creste di gallo) della zona ano-genitale. Queste infezioni di natura virale se non curate possono portare, nella donna, alla formazione del cancro del collo dell’utero (cervice), cioè nella parte che sfocia nella vagina: nell’85% dei casi il tumore origina dalle cellule squamose che rivestono la struttura (Carcinoma squamocellulare), mentre nel restante 15% deriva dalle cellule ghiandolari cui spetta la secrezione del muco (Adenocarcinoma della cervice). Il principale fattore che concorre allo sviluppo del tumore è l’infezione da HPV: quasi tutte le donne affette da tumore del collo dell’utero risultano infatti positive per l’infezione da HPV. Fattori di rischio possono essere anche, in misura minore, altre malattie sessualmente trasmesse, come le infezioni da Chlamydia e da herpes virus. Anche la frequentazione di più partner (o un partner sessualmente promiscuo) o l’attività sessuale molto precoce aumenta il rischio della malattia perché rende più probabili le infezioni da HPV
  • L’herpes simplex (genitalis): l’infezione provoca lo sviluppo di vescicole a grappolo sulla mucosa genitale che, rompendosi, danno luogo a ulcerazioni dolorose.

Diagnosi

La diagnosi è legata alla comparsa dei sintomi, che spesso sono tardivi rispetto al momento del primo contagio. Comunque, nel dubbio, subito dopo rapporti a rischio (senza protezione) è bene rivolgersi al proprio medico. In linea di massima, la diagnosi certa proviene dall’analisi microbiologica di piccole parti di tessuto prelevato dalla lesione oppure dalla coltura dei secreti vaginali e dello sperma.

 

Cure

Le cure cambiano in relazione al tipo di malattia, ai sintomi presentati e alle condizioni della persona. Spetta al medico stabilire la strategia terapeutica più indicata per il caso specifico. Se necessario e possibile, lo specialista prescrive una terapia antibiotica. Talvolta, può prescrivere anche medicinali capaci di alleviare i sintomi. In tutti i casi, principi attivi, tempi e modalità di somministrazione sono stabiliti dal medico. Per tutte le malattie sessualmente trasmissibili, comunque, la miglior cura è rappresentata dalla prevenzione, che può essere promossa attraverso l’informazione e l’educazione di tutta la popolazione a rischio. Sono molte le iniziative e le campagne nazionali e internazionali dedicate a questi temi. In alcuni casi, la prevenzione può essere attuata con la vaccinazione (come per l’epatite B).

FAQ

A che punto sono gli studi sulle malattie a trasmissione sessuale?

Le malattie sessualmente trasmesse (MST) possono essere di natura batterica (chlamidia, sifilide e gonorrea) o virale (AIDS/HIV, herpes simplex genitalis, HPV – virus del papilloma umano) e gli studi in microbiologia hanno fatto progressi giganteschi; tuttavia, ad oggi, tutte le infezioni sessualmente trasmesse sono in aumento.

Che cosa si può fare se si tende ad avere un rapporto a rischio?

Per prima cosa è bene evitare i lavaggi vaginali interni con detergenti troppo aggressivi dopo il rapporto perché facilitano la risalita dei germi e perché, rimuovendo la normale flora batterica della vagina, che esercita un effetto protettivo, la rendono più suscettibile all’attacco dei germi patogeni (infestanti). Inoltre è sbagliato e inutile assumere una terapia antibiotica empirica (assumere antibiotici a caso senza aver effettuato le analisi microbiologiche), che potrebbe essere inefficace contro l’agente patogeno in questione (se è un virus, l’antibiotico non serve) oppure creare resistenze da parte dei batteri presenti. La cosa migliore da fare, in caso di rapporto a rischio, è rivolgersi al proprio ginecologo (per le donne) o all’urologo (per gli uomini), così da poter avviare subito gli accertamenti e le cure del caso. Questo si deve fare per ogni rapporto che si teme possa essere stato a rischio, perché le malattie sessualmente trasmesse possono rimanere silenti (cioè senza dare sintomi) per periodi molto lunghi.

Come mai il numero dei casi/anno è ancora così grande? E come mai proprio tra gli adolescenti?

Il motivo principale sta nel fatto che l’85% dei giovani tra i 10 e i 24 anni (su un totale di 1,5 miliardi di individui nel mondo) vive nei Paesi poveri. Questi ragazzi, dovendo lavorare, iniziano la loro vita sociale e sessuale molto presto; tra l’altro i loro rapporti avvengono in massima parte senza alcuna protezione, in condizioni igieniche molto scadenti. Inoltre l’ignoranza e la difficoltà di accedere agli anticoncezionali (maschili e femminili) rendono i ragazzi molto più esposti al rischio di infezioni sessualmente trasmissibili. Le ragazze sono più vulnerabili dei ragazzi per ragioni fisiologiche ma anche sociali, essendo spesso costrette a relazioni sessuali fin da bambine. Infine, queste infezioni rimangono spesso senza diagnosi né cura e quindi potenzialmente infettanti, anche perché possono essere a lungo asintomatiche (non danno sintomi). Per quanto riguarda invece i Paesi più ricchi, si verificano oggi un aumento della mobilità (aumentano gli spostamenti e i viaggi di lavoro e per divertimento) e, quindi, un aumento dei rapporti sessuali con più partner (omosessuali ed eterosessuali).

Esistono vaccini per tutte le infezioni sessualmente trasmesse?

L’Italia è il primo Paese europeo a mettere in atto (dal marzo 2008) una strategia di vaccinazione pubblica contro l’HPV, l’agente virale che può indurre infezioni genitali femminili e, a lunga distanza, anche tumore della cervice uterina, che causa ogni anno circa mille morti. Perché gli antibiotici non funzionano con le malattie a trasmissione sessuale? Il problema è piuttosto complesso e non riguarda solo le terapie farmacologiche. L’arma più efficace contro le malattie a trasmissione sessuale sarebbe, ovviamente, la prevenzione. La prevenzione deve essere articolata e deve comprendere la prevenzione primaria (quella che si deve fare per evitare la prima infezione), la prevenzione di ricadute (prevenzione secondaria) e la prevenzione della trasmissione (contagio). Il trattamento complessivo delle MST dovrebbe essere incluso nei servizi sanitari di base offerti ai cittadini, con disponibilità di farmaci adeguati, trattamento anche dei partner sessuali, educazione pubblica, distribuzione di preservativi, promozione di un’adeguata prevenzione nelle categorie a rischio. Infine, la misura preventiva più importante è quella di vaccinare, quando possibile, le persone a rischio.

Quali sono, oggi, le principali infezioni sessualmente trasmesse?

Tralasciando l’AIDS, che merita una trattazione a parte, le malattie sessualmente trasmesse (MST) sono:
• la chlamidia, oggi l’infezione genitale più diffusa negli Stati Uniti e in Inghilterra, causata da un microrganismo che si diffonde esclusivamente per via sessuale
• i condilomi, causati dal virus del papilloma umano (o HPV), che hanno un’incubazione variabile, da un mese ad anni
• l’herpes genitale, causato dal virus herpes simplex
• la sifilide, oggi rara, ma ancora presente, causata dal treponema pallido
• la gonorrea, causata dal gonococco, un batterio ancora molto diffuso e molto Resistente

Quante sono le persone che si infettano?

Le MST, sempre tenendo da parte l’AIDS, costituiscono ancora oggi un enorme problema sanitario. Secondo le stime più recenti l’Incidenza delle nel mondo è in continuo aumento. Purtroppo una delle categorie più a rischio è quella dei giovani adolescenti. Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), dei 333 milioni di nuovi casi stimati ogni anno, almeno 111 interessano giovani sotto i 25 anni di età. Un numero preoccupante.