OBESITA

Definizione

Per obesità si intende l’accumulo di tessuto adiposo (grasso) nel corpo dovuto a un eccessivo introito energetico e a un limitato dispendio. 
 
In pratica, si introduce più energia di quanta se ne consumi, con il conseguente aumento del tessuto adiposo.  

  • Quando l’organismo è giovane, l’adipe accumula energia aumentando il numero delle sue cellule, gli adipociti. 
  • In età avanzata, invece, ad aumentare sono le dimensioni degli adipociti. In ogni caso il risultato non cambia.

Cause

Sicuramente l’obesità ha una base genetica. Le persone che presentano determinate caratteristiche genetiche, cioè, sono più a rischio. Tuttavia, non si tratta solo di una questione di predisposizione. 
 
Bisogna anche considerare le cause acquisite per scorrette abitudini comportamentali o per la presenza di alcune malattie. Un’alimentazione più ricca di quella necessaria all’età, al sesso e all’occupazione della persona (magari dovuta a particolari condizioni psicologiche o allo stress) oppure squilibrata in favore dei grassi, una vita sedentaria e anche il fumo, che fa aumentare la voglia di grassi, sono tutte abitudini sbagliate. 
 
Sul fronte malattie, possono determinare obesità le patologie che alterano il Metabolismo (ad es., l’ipotiroidismo, causato da un rallentamento dell’attività della tiroide, ghiandola coinvolta nel processo di assimilazione dei cibi).

Sintomi

Il sintomo più caratteristico ed evidente è il grasso, unito a un peso corporeo molto superiore a quello ritenuto normale.  
 

 I disturbi legati all’obesità colpiscono vari distretti corporei:

  • a partire da quelli a carico dell’apparato respiratorio (apnea del sonno, sindrome ipoventilatoria da obesità, ipossia)
  • a quelli ortopedici a carico delle articolazioni
  • ai problemi cutanei (infezioni batteriche e micosi) e psicologici.

Per stabilire se una persona è obesa, si prendono in considerazione vari parametri.  
 
 
BMI
Il più importante è il cosiddetto indice di massa corporea (Body Mass Index, BMI), un calcolo matematico in grado di stabilire se una persona è normopeso, sovrappeso od obesa. 

Si ottiene dividendo il peso in chilogrammi per il quadrato dell’altezza espressa in metri. Ad esempio, se una persona pesa 60 chili ed è alta 170 cm, dovrà dividere 60 per 1,70 x 1,70, cioè 2,89. Quindi 60:2,89, che dà 20,76. I risultati ottenuti vanno poi confrontati con una tabella. Si parla di sovrappeso quando il BMI di una persona è ≥25, di obesità quando è ≥30 (da 40 in su l’obesità è molto seria ed è definita obesità grave). 
 
Oltre al BMI, può essere utile misurare la circonferenza vita per valutare o meno la presenza di obesità addominale (> 102 cm nell'uomo e >88 cm nella donna)

Cure

Il medico, per prima cosa, cerca di correggere le abitudini alimentari, sia dal punto di vista quantitativo sia da quello qualitativo, in base all’altezza, al peso, al sesso, all’età e alla professione della persona. 
 
In secondo luogo è importante combattere la sedentarietà. Non servono sforzi intensi, che negli obesi sono più deleteri che benefici (si tratta di persone che faticano a muoversi e spesso hanno problemi cardiovascolari e respiratori). 
 
Almeno all’inizio, basta camminare 30 minuti al giorno (anche in modo non continuativo) per stare meglio. L’importante è non arrendersi: per chi non è abituato a muoversi, i primi 20 giorni possono essere davvero faticosi, ma non bisogna mollare perché poi la strada è in discesa. 
 
Se cambiare le cattive abitudini non basta, il medico può consigliare rimedi farmacologici specifici. Nei casi più seri, possono rendersi necessari interventi di chirurgia dell’obesità.

Alimentazione

Le persone obese devono prestare particolare attenzione al loro regime alimentare
È importante, però, che non improvvisino una dieta, ma si rivolgano a un medico, in grado di dare suggerimenti mirati in base alla situazione. 
     
In linea di massima, è preferibile, infine, privilegiare gli alimenti più leggeri e nutrienti, come frutta, verdura e carboidrati, limitando i grassi.