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Definizione

La distorsione, più conosciuta come storta o slogatura, è il tipo di incidente più comune per un’articolazione. 
 
Si tratta di un trauma che coinvolge direttamente la Capsula (il manicotto che avvolge le articolazioni) e i legamenti articolari, vale a dire le strutture che hanno lo scopo di garantire la funzionalità delle articolazioni e che mantengono in posizione i capi articolari: in caso di storta vengono mandati in trazione e allungati in modo innaturale e oltre i loro limiti. 
 
In alcuni casi i legamenti possono addirittura rompersi.
In base alle conseguenze, la slogatura viene classificata in tre gradi:

  • Semplice, quando non lede le strutture dell’articolazione
  • Seria, quando danneggia i legamenti
  • Complessa, quando vi è anche una compromissione della struttura ossea, cioè quando è presente una frattura o quando la slogatura si associa alla perdita dei normali rapporti anatomici articolari. In pratica, l’articolazione “esce” dalla sua sede naturale e perde così la sua normale posizione.

Cause

La distorsione è provocata quasi sempre da un movimento brusco e anomalo (trauma indiretto) dell’articolazione e quasi mai da un trauma (colpo, botta: trauma diretto) che interessa direttamente i legamenti. 
 
Nella maggior parte dei casi, è causata da una caduta accidentale, ad esempio sul ghiaccio o da un gradino delle scale. 
 
È bene prestare attenzione anche ai tacchi troppo alti: il rischio è di perdere l’equilibrio e di appoggiare male la caviglia, favorendo la distorsione in questa parte.

Sintomi

Anche dopo la comparsa degli anticorpi, l’infezione può progredire in maniera silente per anni. La persona sieropositiva, dunque, può vivere a lungo senza avvertire alcun sintomo o con sintomi vaghi come: stanchezza, dimagrimento, diarrea per lungo periodo senza causa apparente, ingrossamento dei linfonodi del collo e delle ascelle, difficoltà a respirare, febbre, lividi sulla pelle. Questo accade fino a quando la malattia diventa clinicamente conclamata a causa della comparsa di una o più infezioni cosiddette “opportunistiche”. A provocarle sono agenti patogeni che in genere non riescono a infettare le persone sane, ma solo quelle con un sistema immunitario fortemente compromesso, come succede appunto in presenza di Hiv. Fra le infezioni opportunistiche più comuni fra i malati di Aids ci sono: la polmonite, la toxoplasmosi (malattia infettiva che può colpire diversi organi, come polmoni, fegato, cuore), l’herpes, i funghi, i tumori.

Diagnosi

Per diagnosticare la malattia è necessario ricercare gli anticorpi anti-HIV nel sangue, attraverso un semplice test. Da quando il virus entra nell’organismo al momento in cui si possono scoprire gli anticorpi nel sangue passano da poche settimane a 6 mesi. Per questo, se si sono avuti comportamenti a rischio, è bene effettuare il test al termine del sesto mese dall’ultimo rischio di contagio (periodo finestra). Dal contagio (infezione da HIV) alla malattia vera e propria (AIDS) l’arco di tempo è più lungo: da 6 mesi a 15 anni. Infatti, essere sieropositivi all’Hiv non significa sempre essere ammalati. La sieropositività è quella condizione in cui viene riscontrata la presenza di anticorpi anti-Hiv, ma non sono ancora comparse le infezioni opportunistiche (tipo polmonite, toxoplasmosi, esofagite eccetera) come invece avviene nell’Aids conclamata.

Cure

Il trattamento dell’AIDS va stabilito dallo specialista caso per caso. Si basa sull’uso di farmaci antiretrovirali, che attaccano il virus responsabile della malattia, cercando di indebolirlo e sconfiggerlo, in modo che non possa più replicarsi nelle cellule dell’organismo malato. La cura, dunque, ha lo scopo di limitare la moltiplicazione del virus HIV, consentendo la ripresa del sistema immunitario. Al momento la terapia non permette di eradicare il virus.

Alimentazione

Un regime alimentare sano ed equilibrato aiuta a rafforzare il sistema immunitario. Per questo, nella dieta quotidiana non devono mai mancare tutti i principali nutrienti: carboidrati, proteine, vitamine (si trovano in frutta e verdura), sali minerali (sono contenuti in cereali integrali, carne bovina, legumi secchi, frutta secca) e, anche in quantità limitate, i grassi (olio d’oliva, burro, margarina).

Solo in questo modo, infatti, il sistema immunitario riesce a essere pienamente efficiente. Ideale sarebbe, poi, aumentare il consumo di frutta e verdura, alimenti ricchi di antiossidanti, vitamine e minerali. La vitamina C, in particolare, svolge un’azione antisettica (è cioè in grado di combattere i germi), partecipa a importanti attività dell’organismo che possono influenzare il sistema immunitario ed è anche un ottimo antiossidante (gli antiossidanti, in genere, sono capaci di aumentare la resistenza delle mucose alla penetrazione di batteri e virus). Via libera, dunque, ad agrumi, kiwi, pomodori, peperoni e verdura cruda in genere. Molto importanti sono anche lo zinco e il magnesio che sono in grado di attivare la produzione dei linfociti, le cellule che fanno parte del sistema di difesa naturale dell’organismo. Lo zinco si trova nella carne, nel pesce, nella crusca, nel lievito e nel germe di grano, mentre il magnesio è presente nei cereali integrali, nei germogli di soia, nei legumi, nella carne e nel latte. Un aiuto prezioso per stimolare le difese immunitarie arriva anche dalla vitamina A, che è contenuta nei cavoli, nelle patate dolci, nei pomodori e nelle carote. Infine, le verdure a foglia verde aiutano a rafforzare le barriere dell’organismo: contengono, infatti, la vitamina E, un antiossidante naturale efficacissimo anche contro l’invecchiamento e il rafforzamento delle cellule.