CATTIVA DIGESTIONE (DISPEPSIA)

Definizione

La dispepsia è un malessere legato alla difficoltà dello stomaco e degli altri organi dell’apparato gastrointestinale a scomporre e assimilare i cibi. Comunemente si parla di cattiva digestione o di digestione difficile.

Cause

La dispepsia può essere un disturbo transitorio o cronico. Nel primo caso, solitamente, compare quando si è mangiato troppo, soprattutto cibi pesanti o molto grassi che affaticano il lavoro dello stomaco, che finisce con il digerirli con difficoltà; nel secondo caso, la persona soffre del problema per lunghi periodi: la cattiva digestione si ripresenta per diversi giorni e non migliora.

Può anche associarsi a progressiva perdita di appetito o di peso corporeo.

Le cause, spesso, sono cattive abitudini di vita:

  • mangiare male senza accorgersene
  • abusare di fumo e alcolici
  • condurre una vita troppo stressante, che porta a digiuni prolungati e a pasti consumati in velocità.

Tuttavia, la dispepsia può dipendere anche da malattie vere e proprie dell’apparato digerente:

  • gastrite
  • reflusso gastroesofageo
  • reflusso duodeno gastrico

Sintomi

I sintomi della dispepsia sono inconfondibili: senso di pesantezza o gonfiore nella zona dello stomaco, acidità, nausea, alito pesante e mal di testa. Talvolta, la persona sente la necessità di vomitare per liberarsi dal senso di pesantezza.

Diagnosi

Se il disturbo è passeggero e legato a un’abbuffata in genere non è nemmeno necessario andare dal medico. Quando invece si presenta con regolarità, è consigliabile richiedere un parere dello specialista. È necessario capire, infatti, l’origine della dispepsia. In genere, il medico compie in primo luogo un’Anamnesi, ossia un colloquio approfondito con la persona per conoscere i suoi sintomi, la sua storia clinica e quella della sua famiglia.

Può richiedere poi le analisi del sangue, per verificare se vi sono processi infiammatori in corso (testimoniati dall’incremento dei globuli bianchi) e controllare la funzionalità del pancreas e del fegato (attraverso l’analisi di particolari enzimi), e le analisi delle feci per evidenziare perdite di sangue ed il breath test all'urea, per individuare l’eventuale presenza di Helicobacter pylori, un batterio che spesso è responsabile della gastrite, o ulteriori esami per diagnosticare un’insufficienza pancreatica (questo esame specifico è chiamato elastasi-1 fecale).

Per ottenere maggiori informazioni, lo specialista può ricorrere anche all'esofago-gastro-duodenoscopia (EGDS), che si esegue introducendo nella bocca della persona (a digiuno) un tubicino dotato di una piccola videocamera che consente di visualizzare l’esofago, lo stomaco e il duodeno. In questo modo è possibile individuare la presenza di eventuali infiammazioni o ulcerazioni e prelevare parti di tessuto da sottoporre poi a Biopsia.

Cure

Se il problema è legato a un pasto troppo abbondante e ricco di cibi grassi, per stare meglio è sufficiente seguire una dieta leggera per 2-3 giorni. Se, invece, la dispepsia dipende da malattie precise, è necessario intervenire con cure mirate: agendo sulla causa del problema, infatti, indirettamente si migliora anche il sintomo.

Ad esempio, in caso di gastrite il medico può prescrivere una cura a base di farmaci protettivi della mucosa. In linea generale, è utile adottare alcuni semplici regole che facilitano il lavoro dell’apparato gastrointestinale, come mangiare a ore più o meno fisse e non quando si ha tempo; introdurre sempre una quantità normale di cibo e non alternando il panino all’abbuffata ed evitare l’uso costante di lassativi, che a lungo andare possono danneggiare l’intestino.

È utile anche praticare una regolare attività fisica, che facilita la digestione, e limitare per quanto possibile le occasioni di tensione e di stress, concedendosi ogni giorno piccole pause tutte per sé. In alcuni casi, il medico può prescrivere anche farmaci mirati, come antiacidi e procinetici, che alleviano i fastidi e favoriscono il processo digestivo.

Alimentazione

È importante preferire cibi semplici, genuini e non elaborati, come frutta, verdura, cereali e yogurt. Tuttavia, occorre sapere che in alcune persone le verdure possono causare acidità di stomaco, dispepsia e fermentazione intestinale.

Per questo, è bene fare attenzione a ciò che si mangia e controllare se i sintomi peggiorano quando si assumono determinati cibi. Meglio, poi, limitare gli alimenti speziati, grassi e fritti. In ogni caso, bisognerebbe mangiare con tranquillità e non di corsa.