ALCOLISMO E CIRROSI

Definizione

L’alcol è una sostanza tossica, potenzialmente cancerogena e con una capacità di indurre dipendenza superiore alle sostanze o droghe illegali più conosciute.

Una persona si definisce alcolista quando fa un’eccessiva ingestione volontaria di alcol. L’ubriachezza è la forma acuta dell’alcolismo e la forma cronica diventa una vera e propria tossicomania, con gravi implicazioni fisiche, psichiche e relazionali.

I giovani (al di sotto dei 16 anni), le donne e gli anziani sono in genere i più vulnerabili agli effetti delle bevande alcoliche a causa di una ridotta capacità del loro organismo a metabolizzare l’alcol.

Cause

L’assunzione continua di dosi eccessive di alcol per almeno 10 anni può condurre alla cirrosi. La cirrosi è una grave malattia cronica e degenerativa del fegato caratterizzata da alterazioni della struttura e delle funzioni epatiche e dalla trasformazione dell’organo in un tessuto fibroso e cicatriziale che non è più in grado di funzionare normalmente.

Si stima che oltre il 30% delle cirrosi epatiche diagnosticate sia causato dall’alcolismo. Gli organi più esposti ai danni diretti dell’alcol non metabolizzato sono il sistema nervoso e il fegato.

Sintomi

I sintomi precoci della cirrosi sono:

  • disturbi digestivi
  • spossatezza
  • edema alle caviglie

che denotano ancora un paziente in buone condizioni.

Successivamente, la persona cambia aspetto:

  • la parte superiore del corpo è magra (per malnutrizione)
  • la parte inferiore è più gonfia e con addome prominente a causa dell’accumulo di liquidi (ascite).

In uno stadio più avanzato compaiono:

  • dolore sordo e profondo al fianco destro
  • ittero (colorazione giallastra della cute e delle sclere oculari)
  • edema (gonfiore) palmare con dita dalla caratteristica forma a bacchetta di tamburo
  • sonnolenza e confusione
  • varici esofagee
  • formazioni emorragiche puntiformi diffuse sulla cute.

Verso lo stadio terminale si sviluppa una sindrome (insieme di sintomi) caratterizzata da cirrosi epatica scompensata e gravi problemi a livello del sistema nervoso centrale e periferico che viene denominata encefalopatia porto-sistemica: è una patologia del cervello che insorge in seguito a ridotta funzionalità del fegato con modificazioni della personalità, alterazioni dell’umore, senso critico alterato e alterazioni del ritmo del sonno, dei movimenti fini e delicati e della parola fino al coma epatico.

Cure

Per la cirrosi, poiché si tratta di una condizione cronica che aggredisce il fegato generalmente in modo irreversibile, l’allontanamento dei fattori di rischio (astensione dall’alcol) è la miglior cura. La disintossicazione dall’alcolismo mira a ristabilire l’equilibrio del sistema nervoso centrale per una durata limitata con agenti farmacologici. La terapia con preparati antiabuso è oggi oggetto di studio. La psicoterapia di gruppo può essere utile per la prevenzione delle ricadute.

Alimentazione

Il regime alimentare deve essere povero di sale e ricco di carboidrati e con supplementi di vitamine. Se non vi è rischio di coma epatico, la dieta comprende anche un’alta quantità di proteine. Sono assolutamente proibite le bevande alcoliche.

FAQ

Che cosa c’entra la cirrosi con l’alcol?

L’alcol è una sostanza tossica, potenzialmente cancerogena e con una capacità di indurre dipendenza, superiore alle sostanze illegali o stupefacenti più conosciute. I giovani (al di sotto dei 16 anni), le donne e gli anziani sono in genere più vulnerabili agli effetti delle bevande alcoliche a causa della ridotta capacità del loro organismo a metabolizzare l’alcol.

La metabolizzazione dell’alcol avviene a livello del fegato, attraverso un sistema enzimatico specializzato che ne permette la scomposizione, trasformandolo in composti riutilizzabili. Tuttavia, quando la quantità alcolica ingerita è superiore a una certa soglia, il sistema del fegato deputato alla metabolizzazione subisce un sovraccarico e, non riuscendo più a far fronte alle sue funzioni, scarica l’alcol in eccesso in circolo. È difficile individuare una dose di alcol sicura per ogni persona, ma in linea di massima sono considerate dosi-soglia 20 g/die per le donne e 30 g/die per gli uomini, che equivalgono circa a 1 boccale di birra o 1,5 bicchieri di vino o 1 bicchierino di superalcolici al giorno. La velocità con cui il fegato rimuove l’alcol dal sangue varia da individuo a individuo: normalmente, 1 bicchiere di bevanda alcolica richiede due ore per essere smaltito.

Al contrario di quanto si ritiene comunemente, l’alcol, pur apportando circa 7 Kcal/g, non è un nutriente (come ad esempio le proteine, i carboidrati o i grassi alimentari) e il suo consumo non è quindi utile all’organismo o alle sue funzioni. Gli organi più esposti ai danni diretti dell’alcol non metabolizzato sono il sistema nervoso e il fegato. L’abuso di alcol, oltre a poter essere responsabile della cirrosi come fattore singolo, può spesso anche essere concausa in un elevato numero di cirrosi correlate al virus dell’epatite HBV o HCV. L’assunzione continua di dosi eccessive di alcol per almeno 10 anni può condurre alla cirrosi.

Che cosa è l’alcolismo? E quando una persona si definisce alcolista?

L’alcol fa parte della storia e della cultura umana di ogni Paese, soprattutto del nostro, fin dai tempi antichi. Molti fattori sono legati al consumo di alcol: i riti religiosi, il potere anestetico, la valenza conviviale, le proprietà salutari e il grande business legato alla coltivazione delle uve e alla vendita degli alcolici. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), tuttavia, l’alcol rappresenta la più popolare delle droghe in quanto ha un potere psicoattivo notevole e l’abuso determina assuefazione fisica e psichica. Ecco perché si parla tanto di alcolismo. Una persona si definisce alcolista quando fa un’eccessiva ingestione volontaria di alcol. L’ubriachezza è la forma acuta dell’alcolismo e la forma cronica diventa una vera e propria tossicomania; una patologia sociale tra le più diffuse e distruttive con gravi implicazioni fisiche, psichiche e relazionali.

Esistono cure specifiche contro la cirrosi alcolica e curando l’alcolismo si cura anche la cirrosi?

Purtroppo non esiste alcuna cura specifica per la cirrosi, se non la ricerca e la cura dell’eventuale causa, prima che il fegato si deteriori definitivamente. Infatti, l’astinenza prolungata dall’alcol può in parte migliorare e persino fermare l’evoluzione del danno epatico verso la cirrosi. Sono, invece, possibili la terapia e la prevenzione delle complicanze (sanguinamenti, ascite, insufficienza cardiocircolatoria, encefalopatia portosistemica) della cirrosi: ciò significa che i pazienti cirrotici, se tenuti sotto stretto controllo medico e in completa astinenza dal bere, possono avere un’aspettativa di vita migliore. Esistono nuove cure per l’alcolismo? Sì, esistono, ma si tratta di trattamenti che si devono seguire per lungo tempo, sotto il controllo e secondo le indicazioni di équipe multidisciplinari. La disintossicazione dall’alcolismo mira a ristabilire l’equilibrio del sistema nervoso centrale per una durata limitata con agenti farmacologici. Oltre alla disintossicazione, è necessario che l’alcolista mantenga lo stato di sobrietà ed eviti le ricadute. Ciò può essere ottenuto mediante una serie di trattamenti che interagiscono con la psicologia del paziente. A questo proposito, gli interventi psicosociali, che comprendono psicoterapie di vario tipo o i programmi degli Alcolisti Anonimi, sono spesso efficaci, ma non senza l’aggiunta di farmaci.

Quanti sono gli alcolisti in Italia?

Secondo i dati ISTAT, nel corso del 2015 il 64,5% degli italiani di 11 anni e più (pari a 35 milioni e 64 mila persone) ha consumato almeno una bevanda alcolica, con prevalenza notevolmente maggiore tra i maschi (77,9%) rispetto alle femmine (52,0%). Il 22,1% dei consumatori (12 milioni circa di persone) beve quotidianamente (33,8% tra i maschi e 11,1% tra le femmine), un dato stabile rispetto agli scorsi anni.
Ogni anno in Italia si verificano 17 mila decessi ascrivibili all’alcol, circa 12mila tra i maschi e 5mila tra le femmine. La classe di gran lunga più rappresentata è quella tra i 15 e i 29 anni. Il 17% di tutte le intossicazioni alcoliche che approdano ai pronto soccorsi della Penisola è registrata tra i ragazzi e le ragazze minori di 14 anni.
Nel 2014, il 10,0% degli uomini e il 2,5% delle donne di età superiore a 11 anni hanno dichiarato di aver consumato 6 o più bicchieri di bevande alcoliche in un’unica occasione almeno una volta negli ultimi 12 mesi che corrispondono ad oltre 3.300.000 persone di età superiore a 11 anni, con una frequenza che cambia a seconda del genere e della classe di età della popolazione. Preoccupante anche il consumo di alcol tra i cosiddetti “giovani anziani”, persone di età compresa tra 65 e 74 anni. Sono più di 2 milioni e mezzo i consumatori ultra sessantacinquenni a rischio per patologie e problematiche alcol-correlate.