OSTEOMALACIA E RACHITISMO

Definizione

Il rachitismo è una malattia delle ossa, più precisamente della matrice organica del tessuto osseo, ossia la parte che, insieme alle cellule, forma il tessuto osseo. In pratica, nel rachitismo la matrice organica non contiene una quantità sufficiente di minerali, i costituenti principali dello scheletro. Come conseguenza, la produzione della matrice stessa è rallentata e i normali processi di formazione delle ossa sono alterati. Il rachitismo è una malattia tipica dell’età infantile. L’osteomalacia non è altro che l’equivalente del rachitismo negli adulti e negli anziani.

Cause

Osteomalacia e rachitismo derivano quasi sempre da una carenza di calcio e soprattutto vitamina D nell’organismo. Le ossa, infatti, sono costituite principalmente da calcio e altri minerali: durante l’età infantile, per tutta l’adolescenza e fino ai 25 anni circa accumulano minerali e si rafforzano. Se non riescono a farne una buona scorta possono indebolirsi. In alcuni casi, alla base vi è una carenza alimentare: la persona, cioè, non assume abbastanza calcio attraverso la dieta. In altre situazioni, intervengono altre malattie, come intolleranze, allergie alimentari e disturbi ai reni, che impediscono il corretto Assorbimento dei minerali. Nella maggior parte dei casi, però, tutto dipende da un insufficiente apporto di vitamina D, la vitamina che contribuisce alla fissazione del calcio nelle ossa. Se non viene prodotta o non è introdotta in quantità sufficienti, lo scheletro ne risente moltissimo.
Oggigiorno rachitismo e osteomalacia sono malattie rare nel nostro Paese perché, rispetto al passato, sono cambiate le abitudini alimentari e di comportamento e, soprattutto, le condizioni socio-economiche; pertanto è molto difficile che una persona abbia una carenza importante di vitamina D.

Sintomi

Queste malattie sono caratterizzate dalla produzione di una quantità eccessiva di un tessuto osseo povero di sali di calcio, detto osteoide: di conseguenza, le ossa diventano facilmente deformabili e risultano più fragili.
I sintomi principali sono i dolori ossei, soprattutto al torace, al dorso e agli arti inferiori, che si accentuano durante il movimento e possono costringere la persona al riposo assoluto. Osteomalacia e rachitismo possono causare anche dolori e debolezza muscolari, deformità o fratture ossee. Oggigiorno, però, difficilmente questi sintomi compaiono: le persone affette nella maggior parte dei casi presentano una forma lieve. I malati, dunque, spesso non hanno manifestazioni o solo lievi dolori. Raramente si arriva ad avere deformità ossee.

Diagnosi

La diagnosi di queste malattie si basa innanzitutto sull’Anamnesi, ossia un colloquio approfondito con il malato o i genitori, per conoscere i sintomi presenti. Per maggiore chiarezza, il medico può richiedere anche le analisi del sangue e delle urine, così da valutare i valori del calcio e di altri minerali nell’organismo. Infine, per avere un quadro più preciso della situazione, può richiedere anche una radiografia dello scheletro.

Cure

Curare rachitismo e osteomalacia è possibile. L’importante è evitare il fai da te e rivolgersi sempre a un medico.

In linea generale, i risultati sono migliori se si interviene per tempo. In questo modo, infatti, si riescono quasi sempre a evitare le conseguenze più serie, come fratture e deformità ossee.

La terapia varia da caso a caso e deve essere prescritta necessariamente dallo specialista.
In alcune situazioni, il medico prescrive farmaci a base di vitamina D e, se serve, di calcio.

Tutti i pazienti, solitamente, vengono indirizzati verso una correzione della dieta: lo scopo è favorire il consumo di cibi ricchi di calcio (come latte e derivati) e contenenti vitamina D. Tuttavia, occorre ricordare che solo una piccola parte di vitamina D (10% circa di quella totale) viene ricavata dagli alimenti. Fra gli alimenti a più frequente consumo, quelli che presentano maggiori quantitativi di vitamina D sono il salmone, le sardine, i funghi, le uova, i formaggi grassi (tipo groviera), il fegato, il burro e il latte.

Il modo migliore per assicurare all’organismo una dose sufficiente di vitamina D è tramite l’esposizione ai raggi UV. In estate, per accumulare la giusta dose di vitamina D, i medici raccomandano di esporsi 15 minuti al giorno al sole italiano, scoprendo tutto il corpo.

Se sono presenti malattie o disturbi che contribuiscono al problema, come intolleranze alimentari, è necessario curarle.

Alimentazione

L’alimentazione è molto importante. Infatti, per avere uno scheletro in salute bisogna cercare di consumare alimenti ricchi di calcio, come latte e latticini, soprattutto durante l’infanzia e l’adolescenza.