TROMBOSI VENOSA

Definizione

La Trombosi venosa profonda (TVP) è l’occlusione, parziale o totale, di una o più vene da parte di un coagulo di sangue detto Trombo.
 
La TVP colpisce prevalentemente le vene degli arti inferiori, ma può manifestarsi anche in altri distretti corporei; sopraggiunge soprattutto in presenza di specifici fattori di rischio, ma a volte colpisce anche soggetti sani.
 
Una temibile complicanza della TVP, quando non sia diagnosticata e trattata tempestivamente, è rappresentata dall’Embolia polmonare, caratterizzata dalla migrazione del Trombo, o di una parte di esso, dalla vena al circolo polmonare.

L’Embolia polmonare è tra le prime 10 cause di morte nei Paesi industrializzati.

Cause e fattori di rischio

Nel sangue sono costantemente attivi una serie di meccanismi che stimolano la Coagulazione e altri che la contrastano; l’equilibrio tra i diversi meccanismi mantiene la fluidità del sangue circolante ma garantisce al tempo stesso la coagulabilità come fattore di difesa antiemorragico.
Se questo equilibrio si altera a favore dei fattori che stimolano la Coagulazione si ha la formazione del Trombo. Un elemento che può alterare l’equilibrio suddetto e quindi favorire la formazione del Trombo a livello venoso è il rallentamento del flusso ematico, detto anche Stasi venosa, per cui tutte le condizioni che inducono una Stasi venosa costituiscono dei fattori di rischio per la TVP.
 
È importante quindi definire le condizioni cliniche associate a un aumento del rischio di TVP, in modo da poter attuare una adeguata prevenzione. Questo lo si fa raccogliendo l’Anamnesi, cioè la storia clinica del paziente e dei suoi famigliari e osservandone le condizioni attuali. 
 
I principali fattori di rischio associati a un aumento del rischio trombotico sono: 

  • età avanzata
  • gravidanza
  • assunzione della pillola anticoncezionale o della terapia ormonale sostitutiva in menopausa
  • presenza di tumori maligni
  • presenza di alcune malattie del sangue (policitemia vera, mieloma multiplo)
  • fattori genetici.

Dunque in caso di:

  • situazioni a rischio, come un intervento chirurgico (soprattutto ortopedico)
  • periodi di immobilità, per esempio per l’applicazione di un gesso
  • traumi agli arti inferiori

è importante valutare il livello di rischio legato alla storia personale del soggetto per decidere il tipo di prevenzione da attuare prima di affrontare una situazione che andrà ad aumentare il rischio stesso.

Diagnosi

Non esistono sintomi o segni specifici della TVP, vale a dire che i sintomi presenti (edema, arrossamento, dolore) possono essere attribuiti anche ad altre patologie e per di più in alcuni casi la TVP può passare del tutto inosservata fino all’insorgenza dell’Embolia polmonare.
 
Per questi motivi non è possibile porre una diagnosi certa di TVP solo sulla base dell’esame clinico del paziente. Questo è però molto importante perché, soprattutto in correlazione con la presenza o meno dei fattori di rischio, deve far sorgere il sospetto diagnostico sulla base del quale il medico procede a effettuare le necessarie indagini strumentali.
 
L’ecodoppler è il test di prima scelta in questi casi, in quanto molto affidabile e assolutamente non invasivo. Solo nei casi dubbi o nei casi in cui l’esame dia esito negativo ma la sintomatologia o il contesto clinico facciano sospettare fortemente la presenza di TVP, si richiedere un esame venografico, che richiede l’iniezione di un mezzo di contrasto nel circolo venoso che si vuole studiare.

Terapia

La terapia della TVP va sempre stabilita dallo specialista in relazione al grado di gravità della situazione, alle condizioni della persona e alle manifestazioni presenti. 
 
Talvolta, il medico prescrive cure farmacologiche in grado di inibire l’attività dei fattori della Coagulazione e, dunque, di contrastare l’ulteriore accrescimento del Trombo. 
 
In molti casi, può essere necessario somministrare molecole capaci di favorire l’Assorbimento del Trombo e/o molecole che agiscono direttamente sul Trombo, disintegrandolo. 
 
Sarà il medico a stabilire quali principi attivi utilizzare, con quali modalità e per quanto tempo. Lo specialista deciderà anche se e quando è necessario il ricovero in ospedale.

Prevenzione

Il medico può decidere di utilizzare gli stessi trattamenti riservati alla cura della TVP anche per la prevenzione di episodi acuti. 
 
Sarà lo specialista stesso a stabilire in quali pazienti prescriverli, in quali momenti e per quanto tempo.