ARTERIOSCLEROSI O ATEROSCLEROSI?

Definizione

Per arteriosclerosi si intende un generale indurimento, con perdita di elasticità, delle pareti delle arterie.

L’aterosclerosi, invece, è la forma di arteriosclerosi nella quale si verifica la presenza di accumuli di colesterolo (placche giallastre dette ateromi) nella parete arteriosa e anche in questo caso vi è perdita di elasticità e indurimento.

Pertanto, poiché è stato dimostrato che la perdita di elasticità delle arterie (arteriosclerosi) è in massima parte dovuta all’accumulo di colesterolo, il termine arteriosclerosi è improprio ed è oggi più corretto parlare di aterosclerosi tutte le volte che ci si riferisce a una perdita delle funzioni arteriose.

In altri termini, l'aterosclerosi è oggi la forma di arteriosclerosi più diffusa nei Paesi occidentali a causa dell'associazione con l’ipercolesterolemia e della stretta correlazione con obesità, diabete mellito e altre malattie legate ai disordini metabolici dei grassi del sangue.

L’aterosclerosi, di per sé, non è una malattia singola, ma un'alterazione generalizzata delle pareti arteriose che perdono la loro funzione a causa dell'accumulo di diverse sostanze (calcio, cellule e detriti del sangue, Piastrine, Fibrina, lipidi) e tra queste in massima parte è presente il colesterolo.

Cause

La causa principale dell’aterosclerosi è un livello troppo alto di colesterolo LDL. Si tratta del cosiddetto “colesterolo cattivo” che, se in eccesso, si accumula all’interno dei vasi, ostruendone il Lume e ostacolando la circolazione. A lungo andare, questo ispessimento delle pareti provoca un arresto completo della circolazione del sangue e la necrosi (morte) delle cellule non irrorate dal sangue.

Esistono anche altri “fattori di rischio” che aumentano la possibilità di aterosclerosi: innanzitutto, bassi livelli di colesterolo HDL, che è in grado di impedire la formazione dei depositi, e la pressione alta, che può provocare lesioni all’endotelio, la membrana che riveste internamente i vasi. In seguito a tali lesioni, si possono instaurare complessi meccanismi fisico-biologici che portano alla formazione della placca aterosclerotica.

Anche il diabete è un nemico dei vasi: infatti, provoca lesioni e danni ai vasi arteriosi, dando “via libera” ai depositi di colesterolo. Sotto accusa, inoltre, una dieta troppo ricca di grassi, che aumenta i livelli nel sangue di colesterolo LDL e trigliceridi (un tipo di grassi che può concorrere alla formazione delle placche aterosclerotiche), ritmi di vita stressanti e un consumo eccessivo di sigarette, che contengono sostanze capaci di danneggiare le pareti dei vasi favorendo l’accumulo di grasso nelle arterie e nelle vene. Infine, anche l’obesità e la sedentarietà possono contribuire allo sviluppo del problema.

Sintomi

L’aterosclerosi può rimanere a lungo silente, finché non vi è una completa ostruzione dell’arteria interessata data dall’ingrandimento della placca.
Quando compaiono, i sintomi dell’aterosclerosi sono legati al fatto che ogni organo vascolarizzato dall'arteria colpita, quando questa arriverà al massimo del restringimento o dell'ostruzione, risulterà poco (ipossia) o affatto ossigenato (ischemia) e manifesterà così segni diversi di sofferenza, ad esempio perdita della memoria e confusione mentale quando l'aterosclerosi colpisce alcune zone del circuito vascolare cerebrale (ictus).

Quando l'aterosclerosi colpisce una delle coronarie si verifica un infarto cardiaco. Se sono colpite diverse arterie e le placche si trovano in punti diversi del grande o del piccolo circolo si rialza la pressione arteriosa in tutto il circolo è la manifestazione sarà l’ipertensione arteriosa, che può essere causa e conseguenza della formazione delle placche.

Le placche aterosclerotiche possono anche depositasi nei vasi che irrorano l’intestino, i reni, le gambe, le braccia e il cervello, causando vari sintomi, come dolore al petto, disturbi visivi, difficoltà nell’articolazione delle parole, vertigini, dolore localizzato all’addome, generalmente avvertibile dopo i pasti o durante esercizio fisico, e crampi ai polpacci e alle cosce durante una normale camminata.

Diagnosi

Per evitare che la malattia degeneri e dia luogo a complicanze è importante scoprirla per tempo.
Per questo, è necessario tenere sotto controllo i fattori di rischio con visite ed esami periodici. Si tratta del modo migliore e più veloce per sospettare la presenza di arteriosclerosi.

Se una persona presenta colesterolo alto e/o ipertensione e/o tasso elevato di trigliceridi, magari associati a cattive abitudini di vita (come il fumo, il poco movimento e la dieta squilibrata), il medico può consigliare un eco-Doppler dei vasi, esame diagnostico che permette di visualizzare i vasi e di analizzare la velocità del flusso ematico, individuando eventuali anomalie.

Cure

La cura dell’aterosclerosi è innanzitutto di tipo preventivo. Per evitare le complicanze più gravi è necessario controllare i fattori di rischio, obiettivo che può essere raggiunto innanzitutto modificando le abitudini di vita.

Per prima cosa, è indispensabile praticare attività fisica almeno un’ora tre volte la settimana: basta anche solo camminare a passo sostenuto. Lo sport aiuta a prevenire e combattere l’obesità e favorisce l’innalzamento del colesterolo HDL a spese di quello LDL. Inoltre, abbassa la frequenza cardiaca e aumenta il diametro delle arterie, due fenomeni che provocano una riduzione della pressione arteriosa. Infine, l’attività sportiva riduce il livello dei grassi e degli zuccheri nel sangue, agendo anche contro il diabete.

È utile, poi, correggere la dieta; eliminare, o quanto meno limitare, il numero delle sigarette fumate; cercare di concedersi momenti di relax e chiedere aiuto a un dietista se si è in sovrappeso.

Se tutto ciò non è sufficiente, il medico può prescrivere cure farmacologiche contro colesterolo, ipertensione e/o diabete. Quando si è già in presenza di un’aterosclerosi di una certa entità, possono rendersi necessarie cure con farmaci antiaggreganti e/o vasodilatatori, che aiutano la circolazione. I casi più gravi possono essere trattati chirurgicamente (ad es., con bypass) o con angioplastica (dilatazione meccanica, senza un vero e proprio intervento chirurgico, dei vasi).

Alimentazione

Per proteggere i vasi è fondamentale anche seguire una dieta povera di colesterolo e, in genere, di grassi animali e ricca invece di sostanze antiossidanti, come le vitamine della frutta e delle verdure, che contrastano l’azione dei radicali liberi dell’ossigeno, i maggiori responsabili dell’invecchiamento dei tessuti, anche di quelli dei vasi.

È utile anche consumare omega-3 (gli acidi grassi polinsaturi contenuti nel pesce), che hanno la capacità di ridurre i trigliceridi e aumentare il colesterolo HDL. Anche i grassi dell’olio di oliva fanno bene: forniscono energia, senza alzare il livello nel sangue dei lipidi (grassi) e in particolare del colesterolo “cattivo”.

È bene, infine, limitare il consumo di sale, che contribuisce all’aumento della pressione.

Consigli dietetici:

  • Limitare l'apporto alimentare di grassi saturi (burro, salumi e insaccati, frattaglie), di carni grasse e di condimenti di origine animale (ricordando che il livello di assunzione raccomandato di colesterolo al giorno per un soggetto adulto sano è solo di 300 mg e che una bistecca di carne di bovino del peso di 100 g ne contiene circa 70-75 mg)
  • Abituarsi a usare i condimenti a crudo, privilegiando l'olio di oliva extravergine
  • Limitare il consumo di latte intero e derivati fermentati (formaggi e latticini)
  • Aumentare il consumo settimanale di pesce
  • Aumentare il consumo quotidiano di ortaggi e verdure freschi e di alimenti contenenti fibre e scorie
  • Limitare il consumo delle uova a 1-2 alla settimana
  • Contenere l'uso del sale da cucina
  • Evitare fritture e cotture elaborate e prolungate a temperature elevate.