ARTERIOPATIA OSTRUTTIVA

Definizione

L’arteriopatia ostruttiva o arteriopatia obliterante periferica (AOP) è una malattia causata da un restringimento delle arterie delle gambe. Anche se confinata alla zona degli arti inferiori, l’AOP non va sottovalutata.

Infatti, è un fattore di rischio coronarico e cerebrovascolare: se trascurata, può estendersi e arrivare a coinvolgere un numero sempre maggiore di arterie, mettendo a rischio cuore e cervello.

Recenti studi dimostrano che chi soffre di AOP ha lo stesso rischio di sviluppare malattie cardiovascolari di chi ha già avuto un infarto e un rischio di ammalarsi di ictus tre volte superiore alla popolazione generale.

Cause

L’AOP è causata dalla presenza di placche aterosclerotiche, che ostruiscono più o meno parzialmente le arterie delle gambe.
All’origine possono esservi vari fattori:
  • predisposizione genetica
  • ipertensione
  • eccesso di colesterolo
  • fumo
  • diabete
  • cattiva alimentazione

Tutti questi elementi, infatti, contribuiscono al danneggiamento delle pareti dei vasi e all’accumulo di placche al loro interno, che ostacolano la normale circolazione. In particolare, sotto accusa sono gli alti livelli di colesterolo nel sangue, che finiscono con l’accumularsi all’interno di vene e arterie.

Alcune categorie di persone sono considerate più a rischio di AOP, in particolare quelle di entrambi i sessi che:

  • Hanno un’età >50 anni e presentano almeno un fattore di rischio tra fumo e diabete (o entrambi)
  • Hanno un’età compresa fra 50 e 69 anni e presentano almeno due fattori di rischio fra trigliceridi alti, colesterolo alto e ipertensione
  • Hanno un’età >70 anni
  • Soffrono di malattie renali, cardiache o cerebrali
  • Hanno un’età >50 anni e presentano sintomi di varia natura agli arti inferiori, come indolenzimenti, gonfiori, stanchezza.

Sintomi

L’AOP è chiamata anche “sindrome della vetrina”: chi ne soffre, infatti, non riesce a camminare per più di un certo tratto senza dolore e, quindi, si ferma spesso con la scusa di guardare le vetrine dei negozi.

Questa manifestazione sintomatica dell’AOP viene detta Caludicatio Intermittens, ovvero zoppia intermittente.
Il dolore è avvertito soprattutto a livello dei polpacci, ma in alcuni casi si estende anche a cosce, caviglie, glutei e a livello lombo-sacrale. Scompare solo dopo che la persona si è fermata e ha smesso di camminare.

Questo problema è causato proprio dal restringimento dei vasi delle gambe: quando camminiamo, gli arti inferiori avrebbero bisogno di un maggior quantitativo di sangue per compiere il lavoro richiesto. Se, però, il Lume delle arterie è ristretto a causa della malattia, il sangue non riesce ad affluire nella giusta quantità e di conseguenza subentra il dolore.

La sensazione dolorosa non va vissuta come un segno negativo perché può spingere la persona a rivolgersi al medico. Il vero problema è rappresentato dalla sua assenza: nella maggior parte dei casi, infatti, l’AOP è asintomatica, non si manifesta cioè con i tipici dolori alle gambe durante il cammino. Chi è colpito dalla sindrome, dunque, spesso non sa di soffrirne. Lo confermano anche le statistiche: ben l’8-10% degli italiani oltre i 40 anni soffre della malattia, ma solo 3 persone su 10 ne avvertono i sintomi.

Localizzazione del dolore
A seconda della localizzazione del dolore è possibile stabilire quale arteria o segmento sono compromessi.

  • Dolore al piede: ostruzione del segmento dell'arteria femorale superficiale che corre lungo la tibia
  • Dolore al polpaccio: ostruzione dell'arteria femorale superficiale
  • Dolore alla coscia: ostruzione del tratto ileo femorale (zona del bacino)
  • Dolore al fianco o alla natica: probabile ostruzione dell'aorta inferiore o dei tratti iliaci

Diagnosi

Per diagnosticare la malattia è sufficiente misurare la pressione arteriosa a livello del braccio e a livello della caviglia e poi confrontare i due valori ottenuti (si tratta del cosiddetto indice caviglia/braccio).

Se il rapporto fra i due valori è superiore a 0,9 significa che la situazione è normale; più scende sotto questa soglia, più la situazione è seria. Il rapporto risulta alterato, infatti, quando la pressione massima è più bassa a livello della caviglia: significa che il sangue non riesce a compiere il suo viaggio verso i piedi, probabilmente perché c’è un problema di calibro nei vasi degli arti inferiori.

La pressione va misurata sia sul lato destro sia su quello sinistro: è sufficiente registrare un’alterazione a un lato per porre la diagnosi. Per effettuare questa misurazione non è possibile utilizzare il normale sfigmomanometro, costituito da un bracciale gonfiabile che viene posizionato intorno al braccio del paziente e da un rilevatore di pressione.

Si usa uno strumento particolare, dotato anche di una sonda eco-Doppler, che emette ultrasuoni verso le arterie. Lo strumento analizza poi l’eco di ritorno (i vasi ricevono gli ultrasuoni e rispondono inviando a loro volta dei suoni): in base a ciò stabilisce il tipo di flusso che scorre all’interno dell’arteria. Oltre a dare i valori pressori, dunque, rivela anche se vi è flusso e di quale intensità è.

Cure

Anche se asintomatica e confinata alla zona degli arti inferiori, l’AOP deve essere considerata una vera e propria malattia. La terapia non consiste semplicemente nella cura dei sintomi e nella somministrazione di farmaci che favoriscono la circolazione: per curare l’AOP bisogna curare i fattori di rischio: colesterolo, diabete, ipertensione, trigliceridi.

Quando necessario, il medico può prescrivere cure mirate, come statine contro il colesterolo alto o antipertensivi per regolare la pressione. Per tenere sotto controllo la malattia e per evitare che degeneri, è importante, poi, che la persona elimini una serie di comportamenti a rischio.

Quindi, deve limitare il consumo di sigarette, muoversi il più possibile, curare la propria alimentazione, combattere lo stress. Fra l’altro, l’esercizio fisico (inteso come semplice attitudine al cammino) è il rimedio più efficace per migliorare i sintomi della malattia e riuscire a camminare di più.


I casi più gravi possono essere trattati chirurgicamente (ad es., con bypass) o con angioplastica (dilatazione meccanica, senza un vero e proprio intervento chirurgico, dei vasi).

Alimentazione

La dieta è fondamentale per la salute del sistema cardiocircolatorio: mangiare con una certa frequenza cibi calorici, unti, di origine animale e “pesanti” non aiuta certo il suo lavoro.

Infatti, i fritti, i formaggi e le salse grasse, gli insaccati e in genere i grassi animali non solo favoriscono l’aumento di peso, ma determinano anche un innalzamento dei livelli di colesterolo nel sangue, responsabile numero uno dell’arteriosclerosi.

Bisogna fare attenzione anche al sale, che si accumula nelle pareti delle arterie, contribuendo a diminuirne l’elasticità, e fa aumentare la pressione arteriosa, una delle principali cause di danno all’apparato circolatorio: meglio limitarne il consumo (non più di 3000 mg al giorno).