ANGINA

Definizione

Con il termine angina pectoris si indica una sindrome causata da una riduzione transitoria dell’apporto di sangue ossigenato al cuore attraverso le arterie coronarie.

Il problema è più comune nelle persone di età superiore ai 40-50 anni.

Cause

L’angina è una delle conseguenze dell’ischemia miocardica, ossia di un ridotto apporto di ossigeno al cuore.

Nella maggior parte dei casi, questo problema è causato da una stenosi (restringimento) delle coronarie, le arterie che portano il sangue al cuore. A volte può essere causata da un aumentato fabbisogno metabolico del cuore.
  
Alla base di un’angina pectoris c’è quasi sempre una placca aterosclerotica, che consiste in un ispessimento dell'intima (lo strato più interno delle arterie rivestito dall'endotelio), dovuto principalmente all'accumulo di materiale lipidico (grasso) ricoperto da una capsula di tessuto connettivo.

Per questa ragione i fattori di rischio per l’angina pectoris sono gli stessi di quelli per l’aterosclerosi: fumo, alimentazione squilibrata, alti livelli di colesterolo nel sangue, obesità, diabete. 
La stenosi delle coronarie, però, potrebbe anche essere improvvisa e derivare da un trombo (una specie di coagulo che, in genere, compare a livello di una placca aterosclerotica) o da uno spasmo del vaso causato alterazioni dei normali meccanismi di vasocostrizione e vasodilatazione.
Sebbene con frequenza minore, una riduzione del flusso di sangue ossigenato al cuore potrebbe essere causata da patologie delle valvole cardiache (es. stenosi aortica), da aritmie cardiache, da patologie del cuore (es. miocardiopatia ipertrofica), da crisi ipertensiva e da grave anemia.

Sintomi

L’angina pectoris si manifesta con la comparsa di un dolore al torace, all’altezza dello sterno. L’intensità del dolore può variare notevolmente, da un lieve senso di fastidio al centro del petto a un senso diffuso di oppressione e costrizione toracica, spesso accompagnato da una sensazione di angoscia.
In genere il dolore aumenta gradualmente di intensità, giunge all’apice e poi si affievolisce fino a scomparire nell’arco di 15-20 minuti con il riposo o, nelle forme più severe, con l’assunzione di trinitrina.

In questo lasso di tempo, il dolore può irradiarsi anche agli organi e alle zone vicini al torace: scapole, braccio sinistro, mandibola, epigastrio (stomaco).
L’attacco può irradiarsi anche verso il collo, provocando senso di chiusura delle vie respiratorie e soffocamento.

Il dolore anginoso non è influenzato dagli atti respiratori o dalla posizione del corpo.

A volte sono presenti altri sintomi quali sudorazione, nausea, vomito e dispnea (difficoltà respiratoria).

Spesso, il fattore scatenante della crisi è un’attività che ha comportato un aumento dell’attività del cuore e della velocità del flusso sanguigno all’interno delle coronarie (come uno sforzoun’emozione, uno stress o perfino un pasto importante).
Una crisi di angina può essere scatenata anche da una passeggiata al vento freddo o dal primo contatto con l’aria fredda all’uscita da un ambiente riscaldato.

Le crisi possono variare di frequenza, da molte in un giorno a sporadiche, intervallate da periodi senza alcun sintomo; possono aumentare di frequenza oppure scomparire.

Diagnosi

I segni ed i sintomi dell’angina pectoris possono essere causati da altre patologie che devono essere escluse. Tra queste il reflusso gastro-esofageo, l’artrosi cervicale, l’ulcera gastrica, la colica biliare.

Se la persona avverte dolore toracico deve sempre rivolgersi al medico per un controllo. La conferma di ischemia miocardica può essere ottenuta utilizzando diversi test non invasivi. L’esame di base per la diagnosi della malattia è l’elettrocardiogramma (ECG) da sforzo (test da sforzo). I’ECG del paziente viene monitorato durante uno sforzo fisico (solitamente su ciclette o tapirulan) 

Cure

Il trattamento medico dell’angina si basa sull’utilizzo di farmaci che sono in grado di prevenire gli episodi di ischemia miocardica e di farmaci che evitano la progressione della malattia aterosclerotica coronarica e aiutano a prevenirne le complicanze.
È fondamentale, inoltre, tenere sotto controllo i fattori di rischio, correggendo le abitudini alimentari, praticando attività fisica, smettendo di fumare, riducendo al minimo lo stress e, se necessario, utilizzando farmaci specifici dietro consiglio medico.

Alimentazione

Cercare di limitare il consumo di:

  • fritti
  • formaggi grassi
  • salse
  • insaccati
  • grassi animali

che non solo favoriscono l’aumento di peso, ma determinano anche un innalzamento dei livelli di colesterolo nel sangue, due fattori di rischio per l’aterosclerosi.

Bisogna fare attenzione anche al sale, che si accumula nelle pareti delle arterie contribuendo a diminuirne l’elasticità, e fa aumentare la pressione del sangue, una delle principali cause di danno al cuore.

Per proteggere cuore e arterie è bene, inoltre, aumentare il consumo di sostanze antiossidanti, come le vitamine della frutta e delle verdure, che contrastano l’azione dei radicali liberi dell’ossigeno, i maggiori responsabili dell’invecchiamento dei tessuti, anche di quelli del cuore e dei vasi sanguigni.

FAQ

Esistono altre forme di angina?

L’angina vasospastica si manifesta durante il riposo o il sonno. È causata da uno spasmo temporaneo dell’arteria coronaria e non da un restringimento aterosclerotico dei vasi sanguigni. Ciò accade, per lo più, nei fumatori o negli adulti più giovani. La Sindrome X o Angina microvascolare è meno comune. È causata dalla ridotta capacità di dilatazione dei vasi sanguigni più piccoli all’interno del muscolo cardiaco.

Qual è la differenza tra angina stabile ed instabile?

Nell'angina stabile significa dolore si presenta periodicamente in seguito a diversi stimoli. L’angina instabile è un dolore di nuova insorgenza o con caratteristiche diverse o variabili. Richiede un’immediata attenzione da parte del medico e può manifestarsi durante il riposo. La definizione “angina instabile” viene usata quando siano già stati osservati i segni di un malessere cardiaco, ma gli esami diagnostici non confermano ancora la diagnosi di un infarto cardiaco e l’evidenza clinica conferma la presenza di una malattia cardiaca (per esempio, un Test da sforzo).

Quali esami vanno eseguiti in presenza di episodi ricorrenti di angina?

• Elettrocardiogramma (ECG)

• Test da sforzo

• Scintigrafia

• Ecocardiogramma

• Cateterismo cardiaco

Quanto dura un attacco anginoso?

Il malessere derivante dall’angina di solito si esaurisce entro alcuni minuti dopo aver cessato l’attività stressante che lo aveva provocato. Non è un infarto cardiaco. In ogni caso, se le modalità dell’attacco anginoso cambiano o se i sintomi sono quelli dell’attacco cardiaco, è opportuno recarsi al pronto soccorso per farsi visitare