PATOLOGIE DA VIAGGIO

Definizione

Quando ci si reca in viaggio all’estero, può diventare difficile trovare medicinali che nel nostro Paese sono facilmente reperibili o trovare soccorso per un piccolo incidente. È possibile anche contrarre un’infezione o, semplicemente, dimenticare a casa i farmaci abituali per la cura dell’ipertensione o del diabete. O ancora, lo stesso viaggio in aereo può comportare una serie di disturbi. Come comportarsi?
 
La cosa migliore sarebbe viaggiare in buone condizioni di salute o, almeno, essere prudenti se si parte già con qualche problema, soprattutto quando il Paese di destinazione è troppo lontano da strutture assistenziali ben organizzate e sicure.

 
Si ricorda che per l’Assistenza Sanitaria all’estero, di tipo diretto o indiretto (con rilascio di fatture rimborsabili), vanno richiesti e compilati appositi moduli presso la propria sede ASL. Esiste inoltre la Carta Regionale dei Servizi che già vale per tutta l’Italia e che a breve dovrebbe essere distribuita e valida in tutta l’Europa.

Il “mal da viaggio” o chinetosi

A cominciare dal mezzo di trasporto utilizzato, ogni viaggio può trasformarsi in un’avventura, qualche volta anche spiacevole.  
Più conosciuta come “mal d’auto”, “mal d’aereo”, “mal di mare”, ecc., la malattia da viaggio, o meglio da mezzo di trasporto, non è altro che una chinetosi. In altre parole, un insieme di disturbi provocati dal movimento, dal sobbalzo e dallo sbandamento del mezzo di trasporto su cui si viaggia. 
 
Ne soffrono molte persone (raramente i piccoli di età inferiore a due anni), hanno un massimo di Incidenza intorno ai 12 anni e diminuiscono in maniera consistente dopo i 50 anni. Le donne sono colpite tre volte più degli uomini, con un picco di sensibilità tre giorni prima e cinque giorni dopo le mestruazioni.
 
I vari fattori che possono determinare una chinetosi sono ancora in discussione, ma è certa l’importanza della “componente visiva”: vedere gli oggetti scorrere via e il rapido succedersi di luci e ombre possono scatenare disordini e disturbi molto fastidiosi. In linea generale, si tratta di nausea, vomito, sensazione di mancamento, accelerazione dei battiti cardiaci e della frequenza respiratoria.

In auto:

  • Allacciarsi bene la cintura e sedersi comodamente
  • Fermarsi qualche minuto in un luogo fresco e all’ombra per fare quattro passi
  • Sedersi accanto al guidatore
  • Evitare di ruotare il collo e il capo per ammirare il panorama dai finestrini
  • Viaggiare sempre a stomaco pieno dopo un pasto leggero e senza alcolici; durante il viaggio si può mangiare qualcosa di secco (grissini, fette biscottate, biscotti salati)
  • Partire riposati e in forma
  • Farsi consigliare un farmaco antichinetosi dal proprio medico o dal farmacista

In aereo:

  • Allacciarsi le cinture e sedersi bene diritti contro lo schienale
  • Scegliere un posto sulle ali verso il corridoio centrale (consente di allungare le gambe quando possibile)
  • Non guardare dai finestrini
  • Indossare abiti comodi, calzature larghe e calze morbide
  • Quando possibile, fare due passi nel corridoio centrale
  • Non mangiare troppo, ma bere in abbondanza (meglio acqua oligominerale, niente alcool e niente caffè) perché l’ambiente dell’aereo è spesso piuttosto secco
  • Farsi consigliare un farmaco antichinetosi dal proprio medico o dal farmacista

In nave:

  • Prenotare una cabina al piano basso, al centro del natante, non sopra la sala macchine e anche non troppo vicina agli ascensori
  • Non mangiare troppo pesante prima del viaggio e durante il viaggio e non bere troppi liquidi; per favorire la digestione, si possono assumere farmaci antireflusso
  • Non restare sdraiati troppo a lungo, ma cercare di camminare all’esterno quando possibile
  • Farsi consigliare un farmaco antichinetosi dal proprio medico o dal farmacista

In pullman:

  • Non scegliere un posto troppo soleggiato
  • Non viaggiare a digiuno, ma dopo un pasto solido e leggero, senza bere troppo e senza bere alcool
  • Sistemare bene le bocchette di condizionamento dell’aria in modo che la temperatura non sia né troppo fredda né troppo calda
  • Sedersi possibilmente verso il corridoio, cercando di allungare le gambe
  • Farsi consigliare un farmaco antichinetosi dal proprio medico o dal farmacista

Problemi di fuso orario

L’adattamento fisico a un nuovo ambiente quando si raggiungono Paesi lontani è un processo che richiede tempo e lo stesso vale al ritorno. 
Pertanto, dopo un volo trasversale (da Est a Ovest, e viceversa), il viaggiatore può risentire di disturbi legati a una “de-sincronizzazione dei ritmi circadiani”: in pratica, le funzioni corporee (ritmo sonno-veglia, assunzione del cibo, funzionalità intestinale) non sono sincronizzate con gli stimoli provenienti dal nuovo ambiente (luce e buio).
In genere si tratta di una vera e propria sindrome (più sintomi diversi), denominata jet lag syndrome (sindrome da fuso orario), caratterizzata da disturbi del sonno con insonnia e nervosismo, malessere generale e forte senso di stanchezza (astenia), riduzione dell’attenzione e della concentrazione, riduzione o alterazione del tono dell’umore, inappetenza, nausea, alterazione della funzione intestinale.

Consigli utili

In questa situazione è necessario abituarsi il più in fretta possibile ai ritmi del Paese di arrivo.

  • Se possibile, è bene cercare di informarsi già all’inizio del viaggio quale sarà l’ora di arrivo e spostare subito il proprio orologio, come se si fosse già arrivati nel Paese di destinazione. 
     
  • Allo stesso modo, durante il viaggio si può cercare di modificare le abitudini quotidiane adattandole a quelle del Paese di arrivo: ad esempio, si può cercare di dormire secondo gli orari del Paese di destinazione e di mangiare con gli stessi orari. 
  • È importante bere molti liquidi ed evitare bevande alcoliche o stimolanti, come il caffè, già durante il viaggio in aereo.

I problemi più comuni

Altitudine
Quando ci si trova ad alta quota, è bene ricordare che con l’altitudine decresce la pressione dell’ossigeno e ciò porta all’ipossia. L’organismo umano si adatta aumentando la frequenza respiratoria, quella cardiaca e la pressione arteriosa.
In questi casi:

  • Chi soffre di ipertensione o patologie cardiovascolari deve evitare le escursioni ad alta quota (oltre 1500 metri)
  • Per tutti sarebbe meglio adattarsi per due o tre giorni (e notti) prima di salire ad alta quota (oltre 2500 metri)
  • Per tutti è meglio salire non troppo in fretta
  • È possibile che oltre 1500 metri si avvertano i seguenti disturbi: cefalea, vertigini, insonnia, spossatezza, diminuzione dell’appetito, nausea. Questa condizione è chiamata “mal di montagna” e chi ne soffre deve evitare le escursioni e i soggiorni in alta montagna.

Punture di insetto
Soprattutto nei Paesi tropicali a clima caldo umido sono presenti molti insetti la cui puntura potrebbe causare una malattia anche mortale (ad es., la malaria). È quindi necessario adottare alcune precauzioni:

  • Portare con sé i repellenti necessari da spalmare frequentemente sulla cute delle parti scoperte del corpo e anche del viso, soprattutto all’alba e al tramonto
  • Indossare indumenti a maniche lunghe (camicie chiare di cotone) di fibra naturale
  • Utilizzare sempre le zanzariere per la notte (ove presenti)
  • Evitare di svolgere attività sportive all’aperto la sera e nelle ore più calde
  • Se l’ambiente è privo di aria condizionata, utilizzare i diffusori elettrici di insetticidi e/o zanzariere durante la notte
  • Non lasciare finestre aperte con la luce accesa durante la notte
  • Non nuotare o camminare a piedi nudi nelle acque dolci.

Sole e caldo
Sia le scottature solari sia i danni del clima troppo caldo sono sempre in agguato per il viaggiatore internazionale. Sarebbe dunque bene adottare alcune precauzioni:

  • Informarsi bene sulle condizioni stagionali climatiche del Paese di destinazione prima di partire
  • Non esporsi al sole nelle ore più calde (dalle 11 alle 17)
  • Verificare con il proprio medico quale crema protettiva è meglio utilizzare secondo il tipo di pelle e spalmarsi abbondantemente ogni volta che ci si espone al sole
  • Coprirsi il capo con un copricapo chiaro di cotone e possibilmente con visiera
  • Proteggere gli occhi con occhiali da sole adatti
  • Bere abbondante acqua in bottiglia chiusa ed evitare gli alcolici
  • Non esporre i bambini al sole senza protezione totale.

Infezioni e vaccinazioni
In molti Paesi non industrializzati, che sono mete turistiche molto in voga, sono ancora presenti infezioni che in Italia sono ormai sotto controllo. È quindi necessario partire con una conoscenza precisa della situazione che si troverà nel Paese di arrivo. 
 
Per acquisire tale conoscenza è bene parlarne con il proprio medico e informarsi meglio con la consulenza di un medico specializzato in medicina dei viaggi presente presso la ASL a voi più vicina. In questo modo si potrà serenamente decidere quale vaccinazione è obbligatoria o consigliata prima di intraprendere un viaggio.

A questo proposito, è bene tenere presente che in Italia sono disponibili le seguenti vaccinazioni contro le malattie batteriche (difterite, tetano, pertosse, Haemophilus influenzae tipo b, pneumococco, meningococco C, febbre tifoide) e contro le malattie virali (poliomielite, morbillo, rosolia, varicella, epatite A, epatite B, influenza, rotavirus, febbre gialla, colera).
Per ulteriori informazioni, il sito della SIMVIM (Società Italiana di Medicina dei Viaggi e delle Migrazioni) è a disposizione di tutti i navigatori in rete.

 
Diarrea del viaggiatore
 
Molto frequente, anzi è quasi la regola per chi si reca nei Paesi tropicali, è la cosiddetta “diarrea del viaggiatore”. Si tratta di un’infezione che colpisce l’intestino e può essere causata da batteri (Escherichia coli, Salmonelle, Shigelle, Campylobacter) o più raramente da virus e altri parassiti.
 
I sintomi sono emissione di feci liquide (4-8 scariche al giorno) accompagnate da nausea e dolori addominali in assenza di febbre. In genere, i sintomi tendono a regredire spontaneamente nell’arco di 2-3 giorni circa. 
 
Le norme alimentari e igieniche vanno seguite scrupolosamente e, nel caso in cui non vi fosse un miglioramento, si possono utilizzare disinfettanti intestinali (antibiotici ad azione topica intestinale) e probiotici e trattare la disidratazione causata dalla diarrea, bevendo acqua in abbondanza (sempre da bottiglia sigillata) anche con l’aggiunta di reintegratori salini.