MENINGITE

Definizione

Per meningite si intende un’infiammazione delle meningi, le membrane che avvolgono il cervello e il Midollo spinale, proteggendoli. Ogni anno, in Italia, si verificano circa 900 casi di meningite, una malattia infettiva grave, ma curabile, sebbene nella sua forma fulminante presenti una mortalità significativa (fino al 5%). L’Italia, rispetto agli altri Paesi, ha un’Incidenza di meningite molto bassa, anche grazie alla diffusione della vaccinazione.

Cause

All’origine dell’infiammazione possono esservi moltissime cause. Nella maggior parte dei casi, comunque, la meningite è provocata da batteri o da virus. La forma virale, detta anche meningite asettica, solitamente non ha conseguenze serie e si risolve nell’arco di una decina di giorni. Non è contagiosa e passa da sola con un po’ di riposo. La forma batterica, invece, è contagiosa e può avere conseguenze molto serie. Spesso l’infezione batterica origina in un altro punto del corpo: da qui i batteri possono emigrare e raggiungere le meningi attraverso il flusso ematico. Può, però, anche svilupparsi direttamente da un’infezione a livello cerebrale, causata da una frattura del cranio. L’infiammazione provoca un accumulo di cellule infiammatorie nel liquor (liquido cerebrospinale, ossia del cervello e del Midollo spinale), quindi un aumento della pressione all’interno del canale spinale (della spina dorsale) e della scatola cranica. Può essere causata da qualsiasi tipo di batteri, anche se i più comuni sono lo pneumococco, il meningococco e Haemophilus influenzae di tipo B.

Sintomi

Inizialmente, la malattia si manifesta con febbre, spossatezza generale, nausea, vomito, diarrea, irritabilità e inappetenza. Per questo, nella maggior parte dei casi si pensa a una forma influenzale. Tuttavia, dopo qualche ora compaiono anche sintomi più caratteristici: forti mal di testa, rigidità del collo (incapacità di toccare il petto con il mento), intolleranza alla luce (fotofobia), sonnolenza, dolori alle giunture o ai muscoli, spasmi e, più in generale, stato di confusione. Un altro segnale della malattia è il buttare la testa indietro e inarcare la schiena.

Diagnosi

Per diagnosticare la malattia è necessario prelevare un campione di liquor tramite una puntura lombare e analizzarlo. In pratica, in anestesia locale si inserisce un ago speciale a livello della parte lombare (all’altezza dei reni) della colonna vertebrale per estrarre una minima quantità di liquido. Il campione viene poi analizzato in laboratorio: in questo modo si ottengono informazioni sia sul tipo di meningite sia sul microrganismo responsabile.

Cure

Le cure vanno prescritte necessariamente dallo specialista in relazione alle condizioni della persona e alla tipologia e gravità della patologia.

In genere, se la meningite è di origine virale, il medico non prescrive cure particolari. In presenza di forme batteriche, invece, solitamente decide per un ricovero immediato in ospedale del paziente, che così può essere assistito al meglio e tenuto sotto stretto controllo.

Le cure ospedaliere variano a seconda dei casi. Spesso, il primo intervento consiste nella somministrazione di un cocktail di farmaci capaci di debellare i batteri responsabili della malattia.

La meningite batterica è contagiosa, può essere cioè trasmessa ad altre persone attraverso la tosse, gli starnuti, il contatto diretto, la condivisione di spazzolini da denti o delle posate durante i pasti. Per questa ragione, il medico può decidere di sottoporre alla cura farmacologica anche le persone che sono state a stretto contatto con l’ammalato, come i familiari. Gli individui che hanno avuto contatti, ma non ravvicinati, con l’ammalato vengono semplicemente tenuti sotto osservazione.

Esistono anche vaccini contro la meningite: non difendono da tutti i batteri responsabili della malattia, quindi non sono del tutto efficaci; tuttavia, proteggono dalle forme più comuni, quelle cioè causate da Haemophilus influenzae, pneumococco e meningococco di tipo C.

Alimentazione

Non è possibile né prevenire né curare la meningite attraverso l’alimentazione. Tuttavia, mangiare molta frutta e verdura aiuta a rafforzare il naturale sistema di difesa dell’organismo, che così riesce a respingere in maniera più efficace gli attacchi di virus e batteri.