MALARIA

Definizione

La malaria è una malattia infettiva, definita in questo modo a causa della vecchia credenza secondo la quale era trasmessa dalle paludi e dall’aria stagnante. Insieme alla tubercolosi e all’AIDS, è oggi una delle principali emergenze sanitarie del pianeta. 
 
Si tratta di una malattia diffusa in molte zone, come:

  • Africa
  • India
  • Brasile
  • Thailandia
  • Sri Lanka
  • Afghanistan
  • Vietnam
  • Cina
  • Birmania.  

A causa dei flussi migratori e dei frequenti viaggi effettuati dagli abitanti dei Paesi industrializzati in aree un tempo difficilmente raggiungibili, la malaria è spesso importata anche in zone dove era stata eliminata.

Cause

La malaria è una malattia dovuta a un protozoo, prevalentemente Plasmodium falciparum, che provoca la forma più comune e più grave del disturbo. 
 
Tuttavia, il contagio può avvenire anche per opera di altri tre protozoi: Plasmodium vivax, Plasmodium ovale e Plasmodium malariae
Tutti questi microrganismi sono trasmessi all’uomo attraverso la puntura di una zanzara anopheles infetta. 
 
Una volta che ha raggiunto l’organismo, il parassita riesce a ingannare le difese naturali e a modificarsi, attraversando diversi stati di sviluppo: infetta i globuli rossi e il fegato, fino a trasformarsi in una forma in grado di infettare un’altra zanzara quando punge la persona malata.

Sintomi

La malaria presenta caratteristiche cliniche variabili. 
I sintomi principali, però, sono simili a quelli di una comune influenza: febbre, brividi, mal di testa, dolori muscolari, debolezza, vomito, tosse, diarrea e dolori addominali
 
In genere, le manifestazioni appaiono 9-14 giorni dopo la puntura da parte della zanzara infetta. Tuttavia, in alcuni casi la malattia compare a distanza di qualche settimana dal contagio.
 
La maggior parte delle persone, una volta infettata, non guarisce più. Ciò significa che i sintomi della malaria si presentano ciclicamente: seguono il ciclo di riproduzione e moltiplicazione del parassita, comparendo a fasi alterne. Solo raramente, Plasmodium falciparum, se non trattato, può causare conseguenze serie (distrugge una quantità significativa di globuli rossi, causando una forte Anemia, e ostruisce i capillari che irrorano il cervello) senza dare i sintomi ciclici.

Diagnosi

Se al rientro da un viaggio in aree malariche si avvertono sintomi strani o malessere oppure compare febbre, è bene rivolgersi subito al medico. Il periodo più a rischio è quello compreso fra una settimana e tre mesi dall’ultima esposizione al rischio, quindi, dal rientro in Italia. 
 
Per diagnosticare la malattia, in genere il medico esegue per prima cosa una visita accurata con Anamnesi, ossia un colloquio approfondito con la persona per capire di quali sintomi soffre e da quanto tempo. 
 
Se dopo questa preliminare valutazione sospetta la presenza di malaria può richiedere esami specifici, come prelievo del sangue con successiva osservazione al microscopio.

Cure

La miglior cura è la prevenzione
Per questa ragione, prima di compiere un viaggio nelle zone di diffusione della malaria sarebbe bene valutare con il medico l’opportunità di sottoporsi a una cura profilattica, che abbassa il rischio di malattia e che va scelta in relazione alla destinazione, al periodo dell’anno e all’itinerario (soggiorno solo nelle grandi città o soggiorno anche in aree rurali). 
 
Inoltre, una volta sul luogo è bene proteggersi tenendo presente che le zanzare pungono prevalentemente nel periodo che va dal tramonto all’alba. Quindi, è utile dormire in alberghi dotati di aria condizionata, altrimenti usare zanzariere, impiegare correttamente i repellenti per insetti e coprire dal tramonto all’alba la maggior parte del corpo con abiti di color chiaro (che non attirano gli insetti). 
 
Se, nonostante tutto, si viene punti e ci si ammala, bisogna sottoporsi a una terapia specifica. Le cure variano a seconda dei casi. I farmaci utilizzati in questi casi sono gli antimalarici, in grado di ridurre la presenza di protozoi nell’organismo e, quindi, la loro capacità di trasmissione, e di migliorare i sintomi. Spesso, la terapia si basa su una combinazione di farmaci antimalarici.