INFEZIONI OSPEDALIERE

Definizione

Per infezioni ospedaliere si intendono le infezioni che possono colpire un paziente durante la degenza in ospedale, ma anche durante l’esecuzione di alcune pratiche assistenziali. Infatti, sebbene ancora oggi si parli di infezioni ospedaliere, in realtà queste malattie non sono più legate al mero ricovero in ospedale. Oggigiorno si dovrebbe parlare di infezioni correlate a pratiche assistenziali. In questo modo, si chiarisce che tutte le pratiche assistenziali possono causare problemi di infezione, quindi anche le manovre compiute in distretti socio-sanitari, residenze sanitarie, RSA (strutture residenziali per anziani) oppure durante l’assistenza domiciliare.

Cause

Le infezioni correlate a pratiche assistenziali più comuni sono quelle alle vie urinarie. Nella maggior parte dei casi dipendono da un utilizzo indiscriminato o improprio del catetere vescicale: basta infatti non inserirlo in modo asettico (ad es., senza lavarsi le mani) o non utilizzare sistemi chiusi per la raccolta delle urine per provocare problemi. In questi casi, alcuni batteri possono, attraverso il catetere, risalire l’apparato urinario e scatenare un’infezione. Negli ultimi anni si sono diffuse anche le infezioni del sito chirurgico, legate cioè a un intervento chirurgico (ad es., a una ferita chirurgica che si infetta), che prolungano i tempi di degenza. Queste infezioni possono derivare da diversi fattori: tipologia dell’intervento, presenza di malattie concomitanti, scorrette abitudini igieniche (come medicare una ferita senza essersi lavati le mani, usare strumenti non sterili o strutture non adeguatamente pulite e disinfettate o non adeguate). Altre infezioni comuni sono quelle alle vie respiratorie (come le polmoniti). Nella maggior parte dei casi riguardano persone anziane o molto deboli sottoposte a manovre invasive, come l’intubazione o la tracheotomia. Anche in questo caso, se non si rispettano tutte le regole necessarie, i batteri possono arrivare dall’esterno all’interno dell’organismo. Infine, il paziente può essere colpito da Sepsi, una malattia che riguarda l’intero organismo, con presenza di batteri nel sangue e talora in specifici organi o tessuti dell’organismo. La Sepsi è meno diffusa rispetto alle precedenti infezioni, ma è quella che causa i danni maggiori, portando in alcuni casi alla morte. Una parte delle Sepsi contratte in ospedale può essere il risultato di una cattiva gestione di cateteri venosi o urinari.

Sintomi

I sintomi di un’infezione variano non solo da paziente a paziente, ma anche in base alla sede colpita. In linea generale, la persona può accusare malessere, febbre, debolezza eccessiva, dolore localizzato. Ad esempio, in caso di infezione alle vie urinarie, può avere male ai reni e alla zona genitale e soffrire anche di bruciori.

Diagnosi

Il medico, per diagnosticare la malattia, può richiedere le analisi del sangue: la presenza di un numero elevato di globuli bianchi nel sangue, infatti, è spia di un’infezione in corso. Per avere un quadro più completo della situazione può ricorrere poi ad altre indagini, come ecografie o radiografie.

Cure

Ovviamente non esiste un trattamento standard per le infezioni ospedaliere: la cura dipende dal tipo di infezione e dalle sue manifestazioni. Per questo va sempre stabilita dallo specialista, dopo aver compiuto un’analisi dettagliata della situazione. Se i sintomi sono molto accentuati, il medico prescrive cure in grado di alleviare i fastidi avvertiti dal paziente e di migliorare la situazione. Per esempio, può decidere di somministrare farmaci contro la febbre, il dolore, l’infiammazione e così via. Se possibile, il medico prescrive cure farmacologiche mirate a risolvere la causa alla base della malattia. Nelle situazioni più serie, possono essere necessarie terapie d’urgenza. Spesso, le infezioni ospedaliere sono evitabili correggendo le cattive abitudini igieniche (come il non lavarsi le mani), la scorretta gestione dei pazienti e la scarsa cura. A tale scopo è necessario attuare programmi di sorveglianza rigidi in ogni struttura assistenziale. È essenziale anche prescrivere correttamente gli antibiotici (solo quando è necessario, scegliendo le molecole appropriate, limitando la somministrazione di antibiotici per la profilassi chirurgica non oltre le 24 ore dall’intervento), isolare la persona affetta da infezioni da batteri multiresistenti e spiegare ai visitatori che cosa si può fare e che cosa è vietato.

Alimentazione

Non esistono alimenti in grado di prevenire o curare un’infezione legata alle pratiche assistenziali. Tuttavia, seguire una dieta bilanciata, ricca di vitamine e sali minerali, è sicuramente utile: rafforza le difese immunitarie e quindi rende l’organismo più forte e protetto.