Prostata ingrossata

In caso di disturbi urinari occorre rivolgersi al medico che potrà stabilire se si tratta di un’ipertrofia prostatica e se i sintomi richiedano ulteriori indagini e trattamenti.
Se i sintomi non sono disturbanti e non pongono timori per la salute, è possibile che non si abbia bisogno di nessun trattamento, ma questo non significa che si possa tranquillamente trascurare i sintomi urinari senza ricorrere ad un consulto medico. 
   
Invece di una prostata ingrossata, i sintomi potrebbero essere i primi segnali di allarme di patologie più serie, tra cui calcoli vescicali, infezione alla vescica, effetti secondari da farmaci, scompenso cardiaco, diabete, problemi neurologici, infiammazione della prostata (prostatite) o tumore della prostata.
 
   
Screening e diagnosi

Per diagnosticare un ingrossamento della prostata, il medico vi chiederà quali sono i sintomi, quando si sono manifestati e la loro frequenza, se avete altri problemi di salute, i farmaci che state prendendo e se c’è una storia di problemi prostatici nella vostra famiglia. Farmaci da banco (OTC) quali aspirina, antiinfiammatori e antiacidi, sono considerati dei farmaci ed occorre menzionare anche questi. 
 
Può essere importante che il medico sappia perché e quando avete iniziato o avete smesso di prendere un farmaco.
Inoltre, il vostro checkup può comprendere: esame digitale rettale
 
Per eseguire questo esame, il medico utilizzando dei guanti lubrificati inserisce un dito nel retto. Poichè la prostata è collocata adiacente al retto, il medico può sentire la parete posteriore della ghiandola e può valutare se essa è allargata ed escludere un tumore
   
 
Analisi delle Urine

Con un campione di urine analizzate dal laboratorio si può scoprire un’infezione  o altre patologie che possono produrre sintomi simili a quelli di una prostata ingrossata , come prostatite, cistite e malattia renale.
   
 
Test del PSA (Antigene specifico della Prostata)

Questo Antigene viene naturalmente prodotto nella prostata per facilitare la liquefazione del seme.
Una piccola quantità circola nel sangue. Livelli superiori al normale possono indicare un’ipertrofia prostatica benigna (BPH), tumore alla prostata o prostatite.
   

Altri test

Se i risultati di questi test suggeriscono un ingrossamento della prostata, il vostro medico potrebbe richiedere degli esami aggiuntivi che possono aiutare a confermare la diagnosi di prostata ingrossata e determinarne la gravità:

  • Questionario.
    Un breve questionario, sviluppato dall’American Urological Association, pone domande su specifici sintomi urinari associati all’ingrossamento della prostata e sulla loro frequenza. In aggiunta, per aiutare a determinare la gravità dell’ingrossamento, questo indice del sintomo serve a monitorare la progressione della patologia nel tempo.
  • Test del flusso urinario.
    Questo test misura la forza e la quantità del flusso urinario. Mettendo in grafico i risultati di questo test, si può determinare se i parametri di flusso urinario variano nel tempo over e in che entità. Occorre considerare che il picco individuale della velocità di flusso normalmente diminuisce con l’età.
    Un flusso ridotto di urina può anche essere un segno di altri problemi, come una debolezzadel muscolo vescicale.
  • Test del volume residuo post-svuotamento.
    Questo test misura lo svuotamento complete della vescica.
    Viene eseguito in due possibili modi: inserendo un catetere sottile nell’uretra fino alla vescica o usando l’ imaging ad ultrasuoni per ispezionare l’interno della vescica.
    Quest’ultimo è il metodo più usato, più comune e il più confortevole , ma spesso è il meno accurato. Dato che i risultati di questo test possono cambiare, potrebbe essere necessario rifarlo più di una volta per essere accurato.
  • Ultrasuoni.
    L’Imaging ad ultrasuoni viene impiegata per stimare le dimensione della prostata. In aggiunta, può servire a identificare problemi quali una ostruzione renale, calcoli renali o vescicali, calcificazioni della prostata, o un tumore alla prostata.
  • Indagini Urodinamiche.
    Se il medico sospetta che i sintomi siano correlati a problemi vescicali piuttosto che di ingrossamento della prostata, può raccomandare una serie di test per misurare la pressione e la funzionalità della vescica.
    Questi test sono fatti introducendo un piccolo catetere attraverso l’uretra e all’interno della vescica. Dell’acqua viene delicatamente iniettata in vescica per misurare la pressione interna vescicale e  determinare l’effettiva contrazione della vescica.
    La pressione della vescica si misura durante il riempimento della vescica e l’urinazione.
  • Cistoscopia.
    Questa procedura implica l’uso di un tubicino contenente un obiettivo con un sistema luminoso (cistoscopio) che viene inserito delicatamente nella uretra in anestesia locale. Questa tecnica consente di vedere all’interno dell’uretra e della vescica.
    La procedura permette di scoprire problemi di vario tipo tra cui l’allargamento della prostata, le compressione dell’uretra causata dalla prostata allargata, ostruzione della uretra o del collo della vescica, un’anomalia anatomica e la presenza di calcoli in vescica.
    Questi disturbi possono causare un indebolimento della vescica.
  • Pielogramma Intravenoso.
    Si tratta di un’immagine radiografica del tratto urinario impiegato per scoprire un’ostruzione o un’anormalità.
    Un colorante viene iniettato dentro una vena, e si fa una radiografia dei reni, vescica e tubuli che collegano i reni alla vescica (ureteri).
    Il colorante consente di identificare calcoli urinari, tumori o un blocco  della vescica.