Trattamento delle intossicazioni

Definizione

L’intossicazione dell’organismo non è un’evenienza molto frequente, ma nemmeno impossibile. Alla base possono esserci agenti ed elementi diversi, che richiedono interventi specifici. Vediamo quali sono i trattamenti per le cause più diffuse di intossicazione.

 

Ingestione di funghi tossici

L’intossicazione può derivare dal consumo di funghi tossici. In questo caso, l’unico rimedio possibile consiste nel cercare di eliminare le tossine dall’organismo. Se si sospetta un’intossicazione da funghi, è necessario rivolgersi immediatamente a un Centro Antiveleni (CAV) o recarsi al Pronto Soccorso più vicino.
 
• Il medico può somministrare carbone vegetale o attivato, una sostanza in grado di assorbire le sostanze nocive, che vengono poi eliminate dall’organismo con le feci. Agisce come una sorta di carta assorbente, in grado di intrappolare le tossine e poi di farle espellere per via naturale. 
 
• Nelle situazioni più complesse può rendersi necessaria la lavanda gastrica, un trattamento specifico in grado di “ripulire” stomaco e intestino. Attraverso una sonda inserita dalla bocca, si prelevano i residui alimentari presenti nello stomaco, in modo tale da ridurre l’Assorbimento delle tossine da parte dell’organismo. Successivamente può essere somministrato carbone attivato ad alte dosi.
 
• Dopo il trattamento d’urgenza si può procedere anche con flebo di soluzioni saline, necessarie per ripristinare la perdita di liquidi subita in seguito a vomito e diarrea causati dall’intossicazione. Se l’intossicazione è stata provocata dall’ingestione di Amanita phalloides, possono rendersi necessari trapianti di fegato e di rene o dialisi (trattamento per la depurazione del sangue).

 

Inalazione di fumo a causa di un incendio

L’intossicazione può derivare dall’inalazione delle sostanze liberate nel fumo durante un incendio in ambienti chiusi. In queste situazioni, in genere, intervengono subito i soccorsi. I medici del Pronto Soccorso procedono con manovre di emergenza finalizzate a disintossicare l’organismo.
 
• Contro l’intossicazione da monossido di carbonio bisogna somministrare ossigeno ad alte dosi per ridurre la presenza della sostanza tossica nel sangue. 
 
• Se l’intossicazione è molto seria, di solito si ricorre rapidamente alla camera iperbarica, una struttura costituita da un cilindro d’acciaio al cui interno viene mantenuta una pressione più alta di quella atmosferica e in cui si respira ossigeno ad alte concentrazioni, per consentire un’ossigenazione maggiore delle cellule.
 
• Anche contro l’avvelenamento da cianuro si somministra ossigeno. Oggigiorno, si può ricorrere anche all’apposito antidoto, contenente idrossicobalamina (vitamina B12), che è in grado di contrastare l’avvelenamento e ripristinare il blocco della catena respiratoria causato dal cianuro. L’antidoto è efficace e sicuro e va somministrato prima possibile per impedire che subentrino danni irreversibili.

 

Ingestione di piante tossiche

Anche l’ingestione di piante tossiche può avvelenare l’organismo. Se si sospetta un’intossicazione da piante, è importante telefonare immediatamente a un CAV, che indicherà come comportarsi.
 
• Nelle situazioni meno pericolose, i medici del CAV possono suggerire un trattamento domiciliare, per esempio consigliare la somministrazione di farmaci in grado di risolvere i disturbi di lieve entità, come la diarrea e l’acidità gastrica. 
 
• Nelle situazioni più serie, i medici del CAV consigliano di rivolgersi a un Pronto Soccorso. Qui possono essere utilizzati trattamenti di decontaminazione gastroenterica (come la lavanda gastrica e il carbone attivato) o in alcuni casi antidoti specifici. Talvolta è necessario trattenere in osservazione il paziente per alcune ore.

 

Ingestione di detersivi

L’intossicazione può derivare da un’ingestione accidentale di detersivi. Anche in questo caso, la prima cosa da fare è chiamare un CAV, che suggerisce come comportarsi a seconda dei casi. Ecco qualche indicazione di massima.
 
• Se la persona ha ingerito prodotti schiumogeni, che contengono cioè tensioattivi (sostanze in grado di produrre schiuma), è probabile che vomiti: così facendo, però, vi è il rischio che la schiuma venga aspirata, soprattutto dai più piccoli, causando difficoltà di respirazione. Pertanto, è bene non provocare mai ulteriore vomito.
 
• Può accadere che una persona ingerisca detersivi per la lavastoviglie, che sono caustici e quindi possono provocare ustioni in bocca e sull’esofago. Anche in questo caso non bisogna mai provocare il vomito. Una sostanza caustica, infatti, può produrre danni ancora maggiori se ripercorre in senso inverso la via dallo stomaco all’esofago e alla bocca. Non si deve somministrare carbone attivo: è inutile e può provocare il vomito. Non cercare, poi, di neutralizzare chimicamente la sostanza (ad es., somministrando una sostanza basica se si è ingerito un acido): questa pratica è stata abbandonata perché la reazione di neutralizzazione può sviluppare calore e gas