Occhio alle etichette

Seguire un’alimentazione sana è fondamentale per chiunque, ma per chi ha il diabete diventa parte integrante della terapia, per migliorare il controllo della glicemia e del peso corporeo, limitare la necessità di farmaci e ridurre il rischio di complicanze cardiovascolari.
 
In sintesi, i principi che devono guidare le scelte alimentari del diabetico comprendono:

  • fornire il giusto apporto calorico;
  • introdurre una quota adeguata di carboidrati, privilegiando quelli complessi rispetto agli zuccheri semplici (frutta e zucchero alimentare);
  • aumentare l’apporto di fibre alimentari;
  • ridurre il consumo di grassi;
  • ridurre l’assunzione di sale.

Per perseguire tali obiettivi, occorre scegliere qualità e quantità del cibo, possibilmente tenendo conto anche delle sostanze (zuccheri, sale ecc.) che, pur non essendo contenute nell’alimento al naturale, vi sono aggiunte durante la preparazione, per migliorarne la conservazione o la gradevolezza al palato. 
 
A tale scopo, quando si fa la spesa è utilissimo leggere le informazioni nutrizionali delle etichette alimentari; ecco alcuni consigli sulle “voci” da tenere d’occhio (eventualmente muniti di lente di ingrandimento!):

  • Valore energetico: espresso in chilo (K) calorie o kjoule, indica il contenuto calorico di 100 grammi di prodotto (attenzione: non di tutta la confezione!). Aiuta a calcolare le calorie totali da introdurre con i pasti e, se si ha necessità di perdere peso, confrontarlo con quello di un altro alimento permette di scegliere il meno calorico. 
     
  • Carboidrati totali: per il conteggio dei carboidrati da assumere a ciascun pasto è utile riferirsi a questa voce, già comprensiva della quantità di zuccheri e di fibre. Attenzione: la dicitura sulla confezione “senza zucchero” non equivale a “senza carboidrati” (e neanche a “zero calorie”!). 
     
  • Fibre alimentari: è la parte dei vegetali che non è digerita o lo è solo parzialmente, ma che ha numerosi benefici per l’organismo. Per un’alimentazione sana, i diabetici necessitano della stessa quantità di fibre di chiunque altro, pari a 25-30 grammi al giorno. 
     
  • Grassi totali: questa voce, sempre riferita a 100 grammi di prodotto, consente una valutazione quantitativa (i grassi contengono più calorie di proteine e carboidrati) e una qualitativa (i grassi mono e polinsaturi aiutano a ridurre il colesterolo e proteggono il cuore, quelli saturi e trans dovrebbero essere evitati). 
     
  • Sodio: una dieta povera di sodio abbassa la pressione arteriosa e previene le malattie cardiovascolari. È contenuto nel sale da cucina e nei cibi saporiti (salumi, formaggi, acciughe), ma è anche aggiunto in molti cibi in scatola, per favorirne la conservazione (in questo caso, l’etichetta svela il contenuto di sodio “nascosto”). 
     
  • Ingredienti: la lista degli ingredienti consente di individuare quelli da evitare, come l’olio di palma (ricco di grassi saturi) o gli oli idrogenati (ricchi di grassi trans), che non sono indicati nei grassi totali, e quelli salutari come l’olio d’oliva o d’arachidi (ricchi di grassi monoinsaturi), la soia, la farina integrale di grano e avena.