Dolore cronico: terapie non farmacologiche

Definizione

L’espressione “dolore cronico” viene usata per identificare un dolore che non è isolato, ma perdura nel tempo, diventando esso stesso una malattia. In quanto tale, deve essere curato e trattato.
Molti associano il dolore cronico al dolore oncologico, ossia dovuto alla presenza di un tumore: in effetti, secondo i più recenti studi epidemiologici, la sintomatologia dolorosa si manifesta nel 56% dei pazienti con tumore. Tuttavia, esiste anche un dolore cronico di origine non oncologica, che interessa il 19% della popolazione europea (in Italia ne soffre il 26%). In particolare, fra i vari tipi di dolore cronico non oncologico sono molto frequenti il mal di schiena e la cefalea.

 

Trattamenti utili

La terapia per il dolore cronico va sempre stabilita dallo specialista in base alla situazione specifica. In tutti i casi, è necessario evitare l’automedicazione.

Nella maggior parte dei pazienti, il medico prescrive la cosiddetta “terapia del dolore”, ossia l’insieme dei trattamenti che aiutano a migliorare la sintomatologia dolorosa e la qualità di vita. La terapia del dolore consiste nell’utilizzo di vari medicinali, come quelli che combattono dolore e infiammazione, ma anche nel ricorso a trattamenti non farmacologici. Ovviamente, i rimedi variano in base al tipo di dolore e alla situazione della persona. Vediamo, comunque, i principali.

 
Terapie fisiche
In molti casi si ricorre alle terapie fisiche. Per esempio, il medico può prescrivere alcune sedute di TENS (stimolazione nervosa elettrica transcutanea), una tecnica che sfrutta la corrente elettrica per stimolare la muscolatura della zona interessata dal dolore. Oppure può prescrivere la ionoforesi, un trattamento elettrochimico che permette di tonificare i tessuti e i muscoli grazie all’uso di un impulso elettrico che facilita l’Assorbimento cutaneo di sostanze medicamentose. In alcuni casi si usa la radiofrequenza, che consiste nell’applicazione di un ago riscaldato sulla parte da cui origina il dolore: il calore rilassa la zona e favorisce la liberazione di endorfine, sostanze che attenuano le sensazioni dolorose.

 
Riabilitazione
Per combattere il dolore cronico, in alcune situazioni si può ricorrere alla riabilitazione effettuata dal fisioterapista, ossia un insieme di esercizi e movimenti che aiutano ad alleviare la sofferenza muscolare e articolare. Per esempio, contro il mal di schiena il medico può prescrivere gli esercizi di recupero funzionale: si tratta di una serie di movimenti specifici che facilitano la giusta distribuzione dei pesi e degli sforzi fra le diverse strutture della colonna e alleviano il dolore.

 
Psicoterapia
In queste situazioni può essere necessaria anche la psicoterapia. Innanzitutto, gli incontri con uno psicologo aiutano la persona ad accettare e a vivere meglio la situazione, ma non solo; in alcuni tipi di dolore cronico assumono un ruolo fondamentale anche i disagi e i vissuti psicologici: la psicoterapia diventa allora parte integrante della cura, essenziale per combattere la malattia. In certi casi viene usata anche per “rieducare” il paziente: per esempio, il trattamento cognitivo-comportamentale è una tecnica di derivazione psicologica in cui lo specialista accompagna la persona in un percorso che la porta a instaurare processi virtuosi. In pratica, il medico insegna alla persona a modificare il proprio stile di vita, spiegandole quali sono le posture e gli atteggiamenti che possono peggiorare il problema e quali sono, invece, i comportamenti che possono aiutarla a stare meglio.

 
Stimolazione
Talvolta, si può usare la stimolazione magnetica transcranica ripetitiva: si tratta di una tecnica recente e non invasiva, costituita da impulsi elettromagnetici che vengono applicati mediante uno specifico erogatore sulla superficie della testa, in corrispondenza della zona del cervello che controlla il movimento. Questa tecnica migliora sia la componente depressiva sia il dolore, probabilmente agendo sulla serotonina, una sostanza che esplica un ruolo fondamentale nel controllo del tono dell’umore. In alternativa, si può procedere all’impianto di un neurostimolatore: si tratta di un piccolo catetere impiantato nella zona spinale della colonna vertebrale che, in caso di fitte dolorose, invia impulsi in grado di provocare leggeri formicolii che coprono il dolore; in pratica, impedisce ai segnali dolorifici che percorrono il sistema nervoso di raggiungere il cervello. In questo modo, la persona non sente male.