Come si leggono le confezioni dei farmaci

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Prima di assumere un farmaco ci si ritrova spesso ad esaminare con diffidenza il suo involucro, nel tentativo di dare un significato a numeri e lettere, spesso stampati con caratteri e colori accattivanti ma poco eloquenti. 
 
Di seguito viene spiegato il significato di quello che viene stampato sulla confezione di un medicinale.

  • Nome del farmaco. E’ un nome di fantasia attribuito alla specialità medicinale dall’azienda produttrice. E’ possibile trovare in commercio specialità uguali con nomi diversi in quanto l’azienda che ha registrato il farmaco, può permettere ad un’altra di commercializzarlo anche se il medicinale è ancora protetto da brevetto.
     
     
  • Numeri accanto al nome. Per le forme farmaceutiche solide è la quantità di principio attivo espressa in unità di peso presente in ogni unità posologica (compressa, supposta, busta…), per le forme liquide è la quantità di principio attivo espressa in mg/ml presente in ogni ml di soluzione (fiale, gocce,...).
     
     
  • Forma farmaceutica. E’ la forma sotto cui il farmaco si presenta (compresse, gocce, supposte, fiale ecc).
     
     
  • Codice ATC (Anatomico, Terapeutico, Chimico). E’ un sistema di classificazione costituito da una sequenza di lettere e numeri che identifica i farmaci secondo criteri anatomici,terapeutici e clinici. Ad ogni principio attivo è associato un solo codice di sette cifre. Farmaci con stesso codice ATC sono equivalenti. Questo codice non è sempre presente in tutte le confezioni.
     
     
  • Via di somministrazione. Indica come deve essere assunto il medicinale: via orale (os), oftalmica, inalatoria, rettale, vaginale, intramuscolare (i.m.), endovena (e.v.)...
     
     
  • Principio attivo. E’ il nome della sostanza cui si deve l’effetto terapeutico proprio del farmaco.
     
     
  • Contenuto. Per le forme solide è il numero di unità posologiche presenti nella confezione. Per le forme liquide viene invece riportato il volume di soluzione totale in ml.
     
     
  • Nome dell'azienda. Azienda autorizzata all’immissione in commercio per quel farmaco. Se i nomi delle aziende sono due, vuol dire che una è la titolare del brevetto e che questo è stato ceduto
    alla seconda azienda, responsabile della commercializzazione.
     
     
  • Composizione. Viene riportata per ogni compressa, per ogni fiala, per ogni ml di soluzione, la quantità di principio attivo presente e il tipo di eccipienti.
     
     
  • Numero di A.I.C. E’ il numero dell’autorizzazione all’immissione in commercio rilasciato dal Ministero della Salute per quel farmaco.
     
     
  • Avvertenze. Le avvertenze sono una serie di raccomandazioni che si trovano solitamente raggruppate su di un unico lato della confezione. In questa parte è spesso indicato “Tenere Fuori Dalla Portata Dei Bambini”: è necessario che il farmaco sia riposto in un luogo inaccessibile ai bambini poiché, se assunto accidentalmente, potrebbe risultare pericoloso.
     
     
  • Da vendersi dietro presentazione di ricetta medica. Significa che il farmaco non può essere dispensato dal farmacista se non previa visione della ricetta.
     
     
  • Medicinale di automedicazione. E’ un medicinale che può essere richiesto direttamente al farmacista senza esibire alcuna ricetta e per il quale è permessa la pubblicità tramite i mezzi d’informazione.
     
     
  • Attenzione: per l'uso leggere attentamente il foglietto illustrativo. L’esito di una terapia dipende dalla stretta osservanza di alcune regole. E’ buona norma leggere il foglietto illustrativo o chiedere chiarimenti al medico o al farmacista.
     
     
  • Conservare al riparo da calore e umidità. Indica che si tratta di un farmaco facilmente deperibile quindi da conservare in un luogo fresco e asciutto.
     
     
  • Conservare fra i 2°-8°C. E’ un farmaco che va conservato in frigorifero.
     
     
  • Non conservare al di sopra dei 25°C. E’ un farmaco che non può essere lasciato a temperature superiori ai 25° per lunghi periodi (ad esempio il davanzale di una finestra, cruscotto di un’auto parcheggiata al sole ecc…).
     
     
  • Conservare al riparo dalla luce. Si tratta di un medicinale fotosensibile che non deve essere sottoposto a luce diretta.
     
     
  • Servirsi degli appositi contenitori per la raccolta differenziata dei medicinali. Significa che i medicinali scaduti devono essere buttati negli appositi contenitori che si trovano all’esterno delle farmacie.
     
     
  • Numero di lotto. E’ un numero che l’azienda produttrice del medicinale stampa sulle confezioni in maniera tale che, tutte quelle prodotte nello stesso ciclo di lavorazione, siano facilmente riconoscibili.
     
     
  • Data di scadenza. Si esprime con due cifre relative al mese e due o quattro relative all’anno. Se non è indicato anche il giorno la validità si estende fino alla fine del mese indicato. Tale data si riferisce al prodotto integro, correttamente conservato. In seguito all’apertura la validità si riduce tranne che le singole dosi da assumersi nel corso del tempo, non siano confezionate singolarmente (fiale, compresse in blister, bustine, colliri monodose…).
     
     
  • Prezzo. Si esprime in euro ed è unico su tutto il territorio nazionale.
     
     
  • Codice a barre. Fornisce indicazioni leggibili a dispositivi ottici relative al farmaco (prezzo, numero di unità posologiche, azienda autorizzata).
     
     
  • Simboli particolari. Possono essere presenti dei pittogrammi, cioè disegni esplicativi schematizzati e simboli utili per ricordare a chi è  destinato quel farmaco, quando e come prenderlo per evitare gli inconvenienti che possono derivare da un uso scorretto o se quel farmaco dia una positività ai test antidoping.