scompenso cardiaco

Cap. 1 – Fiato corto

Si svegliò di colpo, assalito da quella sensazione di non riuscire a respirare … figurati dormire! Allora si alzò e uscì in giardino per prendere una boccata d’aria fresca. Fu a quel punto che vide nell’ombra una figura che camminava fuori, nella strada. Era buio e non riusciva a distinguere nulla, ma gli sembrava piuttosto minacciosa. Del resto non c’era da aspettarsi nulla di buono da chi gira intorno a casa tua nel cuore della notte … 

Cos’è lo scompenso cardiaco e cosa può provocare?

Lo scompenso cardiaco – o insufficienza cardiaca – è un’alterazione della funzionalità del cuore, che non riesce a pompare la quantità di sangue necessaria al nostro corpo. Come conseguenza, gli altri organi e i tessuti ricevono quantità di ossigeno insufficienti per le loro esigenze metaboliche e si verifica un accumulo di liquidi negli arti inferiori, nei polmoni e in altri tessuti.

Lo scompenso cardiaco può provocare affanno, ridotta tolleranza allo sforzo, affaticamento, edema (cioè gonfiore) degli arti inferiori, difficoltà respiratoria (dispnea).

La condizione può aggravarsi progressivamente o in modo acuto, in seguito a diversi fattori precipitanti, fino a causare aumento dei liquidi nel tessuto polmonare (edema polmonare acuto)) che può mettere a rischio la vita del soggetto..

Quanto è diffuso lo scompenso cardiaco e con quali conseguenze?

Nei pazienti di età superiore ai 65 anni, lo scompenso o insufficienza cardiaca rappresenta la prima causa di ricovero ospedaliero. In Italia ne soffrono circa 600mila persone e si stima che la sua frequenza raddoppi a ogni decade di età aggiuntiva (dopo i 65 anni arriva al 10% circa).

L’incidenza dello scompenso cardiaco è in aumento soprattutto per il miglioramento della diagnosi e delle cure delle malattie cardiovascolari che ne sono causa (ipertensione, infarto miocardico, malattie valvolari, ecc.).

Per questo lo scompenso non è semplicemente un problema molto importante dal punto di vista clinico, ma anche un onere economico e sociale significativo per il Sistema Sanitario Nazionale, che deve affrontare i costi della patologia in sempre più pazienti e per un tempo maggiore.

Cap. 2 – Cara, hai visto dov’è finito il mio ossigeno?

Non riusciva a vederlo bene e a capire chi fosse, ma poteva sentirne la presenza. Con quel buio era davvero difficile individuare chi o cosa lo minacciava. Fece per entrare in casa per svegliare Giulia e chiamare la polizia, quando – bum! – Giampietro, il vicino di casa, gli si parò di fronte: “Riccardo, c’è un ladro in casa mia, presto! Vieni ad aiutarmi!” Cosa potesse fare, uno che non riusciva nemmeno a correre senza che gli si mozzasse il fiato, restava un mistero …

Quali sono le cause dello scompenso cardiaco?

Lo scompenso cardiaco è riconducibile a varie cause, tra le quali sono più comuni:

  • Malattia delle arterie coronarie (compreso un precedente infarto miocardico)
  • Ipertensione arteriosa (elevata pressione sanguigna)
  • Malattie delle valvole cardiache
  • Miocardite (infezioni del muscolo cardiaco)
  • Abuso di alcool
  • Diabete
  • Effetto collaterale di alcuni farmaci
  • Caratteristiche genetiche

In una certa percentuale di pazienti la causa resta sconosciuta e non determinabile con comuni indagini mediche.

Quando si sospetta lo scompenso e come si fa la diagnosi?

I sintomi più frequenti dello scompenso cardiaco sono:

  • Difficoltà a respirare (Dispnea). È un evento frequente che può comparire durante l'attività fisica o anche a riposo, durante la notte o mentre il paziente è disteso.
  • Stanchezza e affaticamento. Il paziente può sentirsi più stanco del normale perché i muscoli non ricevono sufficiente sangue ossigenato.
  • Edemi e aumento di peso. La presenza di gonfiore alle caviglie e alle gambe (edemi) è dovuta all'eccessiva ritenzione di liquidi. Gli edemi si formano lentamente durante il giorno, quando il paziente resta in piedi, e in genere regrediscono o si riducono con il riposo notturno.
  • Bisogno di urinare spesso nelle ore notturne. A letto una parte dei liquidi accumulato nel corpo durante il giorno ritorna nei vasi sanguigni e da qui ai reni, che producono dunque più urina da espellere.

Tra gli esami utilizzati per eseguire la diagnosi di Scompenso Cardiaco ci sono:

  • Radiografia del Torace. Consente di valutare le dimensioni e la morfologia dell'ombra cardiaca, la congestione polmonare (cioè la ritenzione di liquidi a livello polmonare) e la presenza di patologie polmonari.
  • Dosaggio ematico del BNP (peptide natriuretico cerebrale) e Pro-BNP (frammento amino-terminale del BNP). Mediante un prelievo di sangue si può quantificare il livello di queste sostanze, che, se aumentate rispetto ai valori nella norma, rendono più probabile la diagnosi di scompenso.
  • Ecocardiogramma. Esame che permette sia una valutazione della performance cardiaca, che lo studio della forma e dei volumi delle camere cardiache, del movimento delle pareti e della funzione delle valvole.

È importante ricordare che solo un medico competente può emettere una diagnosi definitiva, escludendo o confermare lo scompenso cardiaco.

Cap. 3 – Con tutta la forza del cuore 

Stava spuntando l’alba: finalmente si riusciva a vedere più chiaramente … anche se ormai, il “caso” era stato risolto al buio: Riccardo e Giampietro, dopo avvenimenti a dir poco rocamboleschi, avevano il “nemico” lì sul divano, bello legato e imbavagliato. Mentre arrivavano i rinforzi, lo tenevano sotto controllo, anche se non potevano certo sbarazzarsene! Per questo, si erano affidati agli “esperti” della materia… 

Qual è il trattamento dello scompenso cardiaco?

Il trattamento dello scompenso cardiaco prevede varie opzioni e si basa sulle modifiche dello stile di vita e sulla terapia farmacologica, arrivando in alcuni casi all'impianto di dispositivi o all'intervento chirurgico. L’obiettivo è rallentare la progressione della patologia, aumentare la sopravvivenza, evitare le ospedalizzazioni e ridurre i sintomi al fine di migliorare la qualità della vita.

Modifiche dello stile di vita. Ridurre la quantità di sale (cloruro di sodio) assunta con la dieta a 2 grammi al giorno (meno di un cucchiaino da tè), svolgere un'attività fisica moderata e riposare a sufficienza.

Terapia farmacologica.

Alcuni dei farmaci più utilizzati sono:

  • Diuretici: permettono all’organismo di eliminare l’eccesso di liquidi.
  • Ace-inibitori o sartani: riducono la pressione arteriosa dilatando le arterie e migliorando la performance cardiaca.
  • Betabloccanti: rallentano la frequenza cardiaca e riducono la pressione arteriosa, alleggerendo così il lavoro del cuore.

Cardio-defibrillatore impiantabile. In alcuni casi il trattamento dello scompenso cardiaco prevede l'utilizzo di un dispositivo impiantabile sottocute, di solito nella regione pettorale sinistra, che invia degli impulsi elettrici di intensità minima agli atri ed ai ventricoli del cuore per ripristinare il corretto sincronismo nella contrazione cardiaca (detta resincronizzazione cardiaca o CRT); talvolta, questi dispositivi possono trattare determinate aritmie cardiache che possono portare all’arresto cardiaco.

In alcuni casi, quando la causa dello scompenso è riconducibile ad una valvola cardiaca difettosa, può essere considerato l’intervento chirurgico di sostituzione valvolare.

Nei casi di scompenso cardiaco grave, il trapianto di cuore può modificare positivamente la storia naturale della malattia..  

Si può prevenire lo Scompenso Cardiaco?

Per prevenire la comparsa dello scompenso – o insufficienza cardiaca – è fondamentale evitare o comunque trattare precocemente e in maniera adeguata le malattie che ne sono causa. In particolare, bisogna diagnosticare e trattare l’ipertensione arteriosa, l’infarto miocardico, l’angina pectoris e le malattie delle valvole cardiache. Bisogna inoltre limitare il consumo di alcol, condurre uno stile di vita regolare e cercare di diminuire al massimo la sedentarietà.