Il disturbo bipolare

CAP. 1

Da una polarità…

Dopo averla aiutata a cambiare una gomma, avevo accettato volentieri un passaggio, perché diluviava – certo! – ma soprattutto perché era davvero simpatica. Un po’ troppo esuberante (e anche logorroica), ma la sua euforia era contagiosa. Mi diceva che ce la ruota l’avrebbe di sicuro cambiata anche senza il mio aiuto. Ma da quanto era fradicia di pioggia, era chiaro che fosse lì a provarci da molto …

Che cosa è il Disturbo Bipolare e quali sono le cause della malattia?

Quanti di noi, di fronte a persone che cambiano improvvisamente atteggiamento, siamo soliti dire o pensare “è ‘bipolare’”?

Una semplice battuta, certo, che tuttavia ha origine da una malattia realmente esistente: il disturbo bipolare. Detto anche disturbo maniaco-depressivo, è unapatologia psichiatrica caratterizzata da cambiamenti estremi dell’umore, delle emozioni e dei comportamenti da un opposto all’altro.

Il disturbo bipolare compare di solito per la prima volta nella tarda adolescenza o nella prima età adulta (19-29 anni), e vede alternarsi episodi depressivi e maniacali (euforia irrazionale e forte eccitazione), che influenzano negativamente i rapporti interpersonali, familiari, lavorativi. Nei casi estremi, può portare a tentativi di suicidio.

Colpisce l’1-2% della popolazione, indistintamente uomini e donne – in Italia ne sono affette oltre 1 milione di persone – e non va confuso con i normali “alti e bassi” dell’umore che tutti possiamo attraversare nel corso della vita. è infatti una malattia a dimostrato carattere ereditario familiare di tipo biologico: viene cioè trasmessa geneticamente. Persone che hanno familiari di 1° grado affetti da disturbo bipolare hanno un elevato rischio di esserne affetti. 

CAP. 2

…a quella opposta!

Ero in ritardo di qualche minuto, c’era stato un tamponamento lungo il tragitto. Non credevo fosse il tipo da prendersela. Mi sbagliavo: fece una scenata memorabile, con tanto di turpiloquio e borsettata sulla schiena. Ma fu il giorno dopo, quando andai a casa sua e la trovai depressa, triste e apatica, che mi chiesi: chi è davvero Serena? Era il momento di chiarire la situazione …

Quali sono i sintomi del Disturbo Bipolare?

Il disturbo bipolare si manifesta principalmente in due fasi, che vedono l’alternanza di sintomi notevolmente estremizzati per intensità e opposizione.

Fase maniacale:

la persona manifesta un’euforia e un ottimismo eccessivi, innaturali; è inoltre molto loquace, irrequieta, nervosa e irritabile. Può assumere atteggiamenti che di solito creerebbero imbarazzo, comportamenti disinibiti e aggressivi, con eccessivo coinvolgimento in attività e comportamenti rischiosi. In questa fase le sensazioni di sonno e di fame sono affievolite, si presentano pensieri caotici, difficoltà di concentrazione e attenzione e aumento del desiderio sessuale.

Fase depressiva:

è caratterizzata da umore depresso, sensazione di fatica e mancanza di energia, difficoltà di concentrazione e deficit di attenzione, rallentamento sia mentale che fisico, senso di colpa e sensazione di inferiorità, ansia, sonno disturbato, ridotto desiderio sessuale, pensieri legati alla morte o al suicidio e difficoltà a trarre piacere dalle attività che precedentemente davano gioia e soddisfazione.

A grandi linee, possiamo distinguere due forme di disturbo bipolare:

Disturbo bipolare di tipo I

è caratterizzato dalla presenza di uno o più episodi maniacali o episodi misti (in cui coesistono elementi depressivi ed elementi maniacali) per almeno una settimana; spesso le persone che ne soffrono hanno avuto uno o più episodi depressivi della durata di almeno due settimane.

Disturbo bipolare di tipo II

La persona versa per la maggior parte del tempo in uno stato depressivo maggiore, cui si associa almeno un episodio ipomaniacale (cioè un episodio maniacale in cui lo stato mentale alterato è meno intenso)

Come si possono riconoscere i segnali del disturbo bipolare?

È molto difficile stabilire se una persona soffra di disturbo bipolare, soprattutto perché i sintomi più evidenti sono quelli della fase depressiva che, comuni ad altre patologie di tipo psicologico e psichiatrico, possono portare “fuori strada” e rendere difficile distinguere questa condizione da altre.

Poiché non esiste un esame del sangue o un test strumentale che individui questo disturbo, è molto importante fare attenzione all’alternarsi di episodi di mania o depressione.

In caso di sospetto di disturbo bipolare bisogna rivolgersi a uno psichiatra, l’unico che può fare diagnosi del disturbo, chiedendo anche il supporto di familiari e amici per ricostruire i comportamenti del soggetto ed eventuali fasi euforiche, più difficili da individuare rispetto a quelle depressive e spesso scambiate per “un fortunato momento di buon umore”.

CAP. 3

Invertire la polarità

Adesso tutto era cambiato: con una facile battuta, potrei dire che finalmente Serena era molto più … serena! Era davvero … sé stessa! Smettendola con le banalità: tutti noi che le volevamo bene eravamo consapevoli di quanto questa inversione di “polarità” avesse bisogno del contributo di tutti per essere mantenuta stabile nel tempo.

Come si possono aiutare le persone soggette a disturbo bipolare?

Con un trattamento farmacologico adeguato, la maggior parte delle persone con disturbo bipolare può condurre una vita normale e raggiungere un ottimo livello di stabilizzazione dell’umore. Oltre a  questo, un ruolo fondamentale lo giocano la famiglia e le persone che vivono insieme a loro.

Per prima cosa, chi vive con una persona interessata da questa condizione dovrebbe informarsi e provare a capire quali reazioni sono dovute al disturbo bipolare e quali sono invece “autentiche”, e dare così il giusto peso a comportamenti ed emozioni per non farla sentire isolata e incompresa.

L’aiuto di uno specialista è fondamentale, per tutti e in ogni fase: se una persona che ci è cara sembra presentare sintomi di questa condizione bisogna aiutarla a decidere di consultare uno specialista e, dopo l’eventuale diagnosi, sostenerla nel condurre la terapia nel complesso.

In generale, il trattamento prevede una terapia farmacologica associata a psicoterapia, finalizzata a un adeguato controllo del disturbo nel tempo, trattando la patologia nel suo insieme, non il singolo episodio o fase (depressiva o maniacale).

I farmaci utili nel trattamento del disturbo bipolare sono gli stabilizzatori del tono dell’umore, che ne evitano la ricorrenza e le oscillazioni e possono essere associati ad antipsicotici atipici o antidepressivi. È  importante che la persona che vive con il disturbo bipolare sia aderente alla terapia assumendo il farmaco in maniera continua e non intermittente.

La psicoterapia, come la psicoterapia cognitivo-comportamentale, può essere d’aiuto. Anche se non possono sostituire i farmaci e non sono efficaci da soli nella prevenzione delle ricadute e nel trattamento del disturbo, gli interventi psicologici possono migliorare la stabilità dell’umore e ridurre le ospedalizzazioni.

Un ottimo sistema è partecipare alle sedute di psicoterapia di impostazione familiare. Si può inoltre chiedere alla persona in cura l’autorizzazione a parlare liberamente con il suo psicoterapeuta o dottore, per cooperare e chiedere suggerimenti.

In particolare, è necessario dare continuità al sostegno anche nelle fasi maniacali o ipomaniacali, quando la persona affetta dal disturbo bipolare, in preda all’euforia e alla sensazione di onnipotenza, può più facilmente rifiutare di condurre la terapie, sia farmacologiche che psicoterapeutiche.

Esiste una rete di specialisti e di realtà su tutto il territorio nazionale cui è possibile rivolgersi in caso di necessità, sia quando si sospetta la patologia, sia quando si è già in cura:

  • medico curante o pediatra di fiducia per i bambini
  • Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (SPDC), negli ospedali
  • Centri Territoriali di Igiene Mentale
  • Università - Dipartimenti di Psichiatria
  • psichiatri libero-professionisti
  • psicologi e psicoterapeuti, in ambito pubblico o privato, solo su consiglio di un medico specialista in psichiatria
  • associazioni di volontariato ed enti che si occupano di disturbi psichiatrici.

Si può guarire dal Disturbo Bipolare?

Chi soffre di disturbo bipolare può vivere una vita attiva e soddisfacente, grazie a una serie di fattori che non guariscono la patologia ma permettono di gestirla come altre malattie croniche quali diabete e ipertensione. La somministrazione di farmaci corretti con il giusto dosaggio, la conoscenza della malattia da parte di chi ne soffre e di chi gli sta vicino, l’eventuale terapia cognitivo-comportamentale, un rapporto positivo con il medico e il terapeuta e una buona salute fisica con un’alimentazione corretta, attività fisica adeguata e un controllo del livello di stress permettono di raggiungere nel complesso un buon controllo sul tono dell’umore del soggetto.

 

Se vuoi chiedere aiuto o sostegno, vai su:

http://www.ideapsicologo.it

http://www.progettoitaca.org

http://www.associazioneminerva.net

Se vuoi approfondire l’argomento, vai su:

http://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?id=189&area=Disturbi_psichici  (Spazio dedicato del sito del Ministero della Salute)

http://www.psichiatria.it/ (Sito della Società Italiana di Psichiatria)