Cuore e ritmo!

Cap. 1 - Fuori tempo 

Il metronomo umano: mi ero meritato questo soprannome per la precisione nel tenere il tempo in ogni pezzo. Tac Tac Tac … un numero regolare e sempre uguale di colpi al minuto, regolato sul brano che stavamo suonando, come fossi una macchina. Ma quella sera qualcosa non andava e gli altri avevano sempre più difficoltà a starmi dietro. 

Che cosa sono le Aritmie Cardiache?

L’attività del cuore è regolata da uno stimolo elettrico che provoca la contrazione del muscolo cardiaco con una frequenza che a riposo è compresa tra 60 e 100 battiti al minuto. Quando vi è un’anomalia nell’origine o nella trasmissione dello stimolo elettrico, si parla di aritmia cardiaca. Le aritmie possono manifestarsi come battiti anomali occasionali o permanenti, a frequenza cardiaca bassa, normale o alta. 

La gravità dell’aritmia dipende da diversi fattori, e va da fenomeni lievi e poco rilevanti a condizioni potenzialmente mortali nelle forme più gravi. 

Le aritmie cardiache possono essere asintomatiche (ovvero non comportare nessun tipo di sintomo o manifestazione al paziente che ne soffre), oppure provocare alcuni sintomi come:

  • Palpitazioni (percezione accentuata del proprio battito cardiaco)
  • Vertigini, capogiri o addirittura svenimento con perdita di coscienza (sincope)
  • Mancanza di respiro
  • Debolezza o affaticamento 

Quali sono le Aritmie più frequenti? 

Alcuni dei tipi più frequenti di aritmie sono:

Extrasistoli atriali. Battiti prematuri rispetto a quelli normali che hanno origine in un qualsiasi punto della muscolatura dell'atrio destro (cavità superiore del cuore). Spesso sono innocue e non richiedono trattamento. 

Extrasistoli ventricolari. Battiti anomali originati nei ventricoli (cavità inferiori del cuore). Possono essere collegate a stress, eccesso di caffeina o nicotina, o, talvolta, possono essere riconducibili a malattie cardiache o squilibrio degli elettroliti del sangue (potassio, ecc). 
Fibrillazione atriale. Alterazione del ritmo cardiaco che causa un’anomala contrazione degli atri, può compromettere anche l'attività dei ventricoli ed alterare significativamente il funzionamento del cuore. Questa aritmia può favorire la formazione di coaguli intracardiaci, che, se liberati in circolo, possono provocare gravi danni (ad esempio ictus). 
Tachicardia parossistica sopraventricolare. Attacco di tachicardia di durata variabile, da pochi secondi ad alcune ore, caratterizzata da una frequenza cardiaca compresa in genere tra 150 e 200 battiti al minuto con ritmo cardiaco regolare. 
Bradiaritmie. Ritmi cardiaci lenti (meno di 60 battiti al minuto), che possono derivare da disturbi nell’origine dell’impulso elettrico o nella trasmissione dello stesso attraverso il sistema di conduzione del cuore. 
Blocco atrioventricolare. Ritardo o blocco completo dell'impulso elettrico che viaggia attraverso il cuore, con conseguenze che variano a seconda del tipo di blocco.Tachicardia ventricolare. Aritmia caratterizzata da una frequenza cardiaca con più di 100 battiti al minuto e da un impulso elettrico anomalo che origina dai ventricoli del cuore. È sempre considerata un’aritmia da non sottovalutare, potendo evolvere in fibrillazione ventricolare. 
Fibrillazione ventricolare. Grave irregolarità dell'attività elettrica dei ventricoli. È un' emergenza medica da trattare con la rianimazione cardiopolmonare (RCP) e la defibrillazione il prima possibile, altrimenti si va incontro al decesso. 

Cap 2 - Ritrovare il ritmo 
Ero il cuore della band, ma non funzionavo più bene. Altro che metronomo! Il tempo, che il brano fosse lento o avesse un buon “tiro”, non andava proprio. Cominciavo bene, ma poi avvertivo quella sensazione di disagio, di cuore che “salta”, che rompeva la mia concentrazione, quando non mi faceva addirittura star male. Era ormai ora di ritrovare il ritmo. 

Che cosa fare nel sospetto di Aritmia Cardiaca? 

Il medico è in grado di rilevare un battito cardiaco irregolare “prendendo il polso” e “sentendo” i battiti del cuore (auscultazione cardiaca). Tuttavia, spesso si avvale di diversi test per identificare adeguatamente il tipo di aritmia e ipotizzarne la causa. 

Elettrocardiogramma (ECG). Registra l'attività elettrica del cuore in un determinato momento, mediante elettrodi posti sulla superficie del corpo. 
Holter cardiaco. Registra l’attività elettrica del cuore in un lasso di tempo più o meno lungo (spesso 24-48 ore). 
Test da sforzo. Verifica l’attività elettrica cardiaca durante lo sforzo fisico in un ambiente clinico controllato (ambulatorio medico). 
Ecocardiogramma. Esame non invasivo (non necessita di intervento chirurgico) che consente di vedere su un monitor dimensioni, forme e movimento delle strutture cardiache, nonché il flusso di sangue che le attraversa. 
Cateterismo cardiaco. Procedura invasiva (necessita di intervento chirurgico) con la quale attraverso l’impiego di un catetere si raggiunge il cuore attraverso i vasi periferici (arterie o vene) per poter osservare e studiare al meglio il cuore e il suo funzionamento. In caso di aritmia, questa procedura consente spesso di identificarne la causa e, in alcuni casi, di trattarla attraverso una scarica a radiofrequenza dell’area del cuore dove si genera (ablazione cardiaca). 

Cap 3 - Un, due, tre, quattro … Go! 
Rullo di tamburi! Rientra in scena il metronomo! Questo pensavo, accennando un sorriso, mentre aggiustavo il mio sedile e provavo cassa e piatti, pronto finalmente ad assaporare in pieno le emozioni di 30 anni prima, quando eravamo gli idoli della zona e facevamo furore in tutti i locali a colpi di rullante e schitarrate! 

Qual è il trattamento delle Aritmie Cardiache? 

Il trattamento delle aritmie cardiache dipende dal tipo e dalla gravità delle stesse. Alcune persone non richiedono alcun tipo di trattamento farmacologico, ma soltanto modifiche dello stile di vita (bere meno caffè, evitare lo stress, riposare regolarmente, ecc). Per altri il trattamento può prevedere la somministrazione di farmaci o, se necessario, procedure di tipo invasivo (interventi chirurgici), dopo aver identificato adeguatamente il tipo di problematica da parte di uno specialista.

 Vediamo alcune di queste possibilità terapeutiche: 
farmaci antiaritmici si possono utilizzare sia per prevenire le aritmie – in questo caso vanno assunti regolarmente per lunghi periodi di tempo – sia per arrestare un’aritmia acuta. Per alcune aritmie (come la fibrillazione atriale) spesso sono indicati anche i farmaci anticoagulanti che impediscono la formazione nel cuore di coaguli di sangue che potrebbero essere immessi nel torrente circolatorio e trasportati, al cervello provocando un ictus. 
Il pacemaker è un dispositivo che si impianta sotto la cute, generalmente nella regione della clavicola, e, attraverso degli elettrodi posizionati nelle cavità del cuore, permette di correggere diversi disturbi del sistema di conduzione dell’impulso elettrico. 
La cardioversione permette di ristabilire il ritmo cardiaco normale mediante medicinali (cardioversione farmacologica) o una scarica elettrica (cardioversione elettrica). La scarica elettrica può essere erogata attraverso un defibrillatore cardiaco impiantabile (simile a un Pacemaker) o, in caso di emergenza, un defibrillatore esterno per mezzo di placche adesive posizionate sul torace del paziente.