L'attacco silenzioso

Cap. 1 – Un’insidia incombente

 

Tutto sembrava andar bene. Non c’era nulla di cui preoccuparsi, almeno apparentemente. Eppure un senso di angoscia mi accompagnava ovunque andassi. Stavo immaginando tutto, oppure qualcosa di realmente minaccioso si era insinuato nella mia vita? Mi accesi una sigaretta, ma non feci in tempo a portarla alla bocca, che accadde l’inatteso …

L’Infarto Miocardico e le malattie cardiovascolari: quale incidenza?

In Italia, come nel resto del mondo, le malattie cardiovascolari (infarti, ictus, scompenso cardiaco, ecc) rappresentano una delle cause più frequenti di malattia grave e di morte.

Nel nostro paese l'infarto miocardico colpisce circa 160.000 persone, provocando 130.000 ricoveri ospedalieri e 40.000 morti ogni anno, il che diventa più significativo se consideriamo che in gran parte si tratta di una condizione prevenibile.

 

Cosa è l’Infarto Miocardico?

Il cuore ha il compito di pompare il sangue in tutto il corpo. Per funzionare, lo stesso muscolo cardiaco ha bisogno di sangue ossigenato, che gli viene fornito dalle arterie coronariche.

La formazione di placche aterosclerotiche a livello delle arterie, e l’eventuale formazione di coaguli, può ostruire il passaggio del sangue.

L'infarto miocardico acuto è causato dalla chiusura improvvisa di una delle arterie coronariche, che si verifica in seguito alla formazione di un coagulo (trombo) all'interno del vaso arterioso danneggiato dalla malattia aterosclerotica (placche).

Il muscolo cardiaco, privato del sangue, e quindi di ossigeno e nutrimenti, va inizialmente incontro a un danno potenzialmente reversibile (ischemia), che evolve successivamente in morte (necrosi) delle singole cellule. Il sintomo più caratteristico del'infarto miocardico acuto è il dolore localizzato al centro del petto (precordio), che normalmente dura più di 20 minuti e può essere molto intenso, con carattere di oppressione e costrizione del torace, con possibile irradiamento al collo (giugulo) e alle braccia.

Frequentemente è presente anche sudorazione profusa, nausea e respiro faticoso (dispnea).

Tuttavia, il dolore al petto non è esclusivo dell’infarto miocardico. Diverse patologie, come alcune malattie polmonari (polmonite, embolia polmonare), dell’arteria aorta (aneurisma), il reflusso gastroesofageo e le esofagiti, l’ulcera gastroduodenale, le coliche biliari, le neuralgie intercostali e i problemi osteoarticolari (artrosi cervicale o dorsale) possono essere causa di dolore toracico.

Solo il medico competente può eseguire un’adeguata diagnosi differenziale tra queste malattie e l’infarto miocardico acuto.

Cap. 2 – Pronta reazione!

 

Ero stato colpito all’improvviso, in maniera del tutto inaspettata, certo… Ma non potevo lasciarmi prendere dal panico: ogni minuto, ogni secondo era preziosissimo… potevo ancora farcela, ma non dovevo perdere la testa, dovevo agire con freddezza e decisione. Il mio nemico non doveva averla vinta!

 

Cosa fare quando c’è il sospetto di Infarto Miocardico?

Se c’è il sospetto di Infarto Miocardico Acuto bisogna agire in maniera tempestiva e urgente, perché l’efficacia della terapia dipende della precocità dell’intervento medico.

Insieme alla raccolta della storia clinica, dei sintomi (anamnesi) e all’esame fisico da parte di un Cardiologo competente, i test e le procedure più frequentemente utilizzate per la diagnosi d’infarto miocardico acuto sono:

Elettrocardiogramma (ECG). Questo test registra l'attività elettrica del cuore mediante elettrodi attaccati sulla pelle. Talvolta i segni elettrocardiografici da soli possono confermare la presenza di un infarto miocardico acuto in corso.

Enzimi cardiaci. Mediante un prelievo di sangue si può quantificare il livello di questi enzimi, che, se aumentati, confermano la presenza di sofferenza e morte delle cellule cardiache.

Angiografia coronarica o Coronarografia. Utilizza raggi X e un mezzo di contrasto per esaminare l'interno dei vasi sanguigni del cuore e valutare la presenza di eventuali ostruzioni o restringimenti (stenosi).

Anche altri esami come la Radiografia del Torace o l’Ecocardiogramma possono essere utili nella valutazione del paziente con sospetto infarto miocardico.

 

Cap. 3 – Strategia per la vita

 

…Ce l’avevo fatta… ero riuscito a non soccombere! Il mio nemico non si aspettava da me – un uomo comune, non certo un eroe! – una tale reazione. Ma non volevo lasciargliela vinta: avrei continuato a vivere la mia vita!

 

Qual è il trattamento dell’Infarto Miocardico?

Il trattamento dell’infarto miocardico acuto si basa su 3 tipi di terapia. Spetta naturalmente al Cardiologo consigliare l’approccio più adeguato per ogni paziente.

1) Terapia medica o farmacologica.

2) Angioplastica: per trattare della o delle stenosi coronariche con dilatazione dell’arteria ed impiantare uno stent.

3) By pass aortocoronarico: trattamento chirurgico di rivascolarizzazione dalle arterie ostruite.

 

La terapia farmacologica necessaria durante (e dopo) l’infarto prevede l'impiego di diversi farmaci, ognuno dei quali risponde ad una precisa esigenza.

Antiaggreganti. Fluidificano il sangue bloccando così la formazione di trombi nei vasi arteriosi.

Betabloccanti. Rallentano la frequenza cardiaca e  riducono la pressione arteriosa, alleggerendo così il lavoro del cuore.

Ace-inibitori o sartani. Riducono la pressione arteriosa dilatando le arterie, e aiutano a prevenire la dilatazione progressiva del cuore.

Ipocolesterolemizzanti. I farmaci per abbassare i livelli di colesterolo permettono di stabilizzare placche aterosclerotiche riducendo il rischio di andare incontro ad un nuovo evento cardiovascolare.

Calcioantagonisti. Causa dilatazione delle arterie, e vengono utilizzati nel trattamento dell'ipertensione arteriosa e della malattia coronarica.

Nitrati. Questo tipo di farmaco apre temporaneamente i vasi sanguigni arteriosi, migliorando il flusso sanguigno da e verso il cuore.

 

L’Angioplastica Coronarica nell'infarto è una procedura che deve essere eseguita in urgenza, per riaprire il vaso coronarico dall'occlusione. Nella maggior parte dei casi, durante l'angioplastica è possibile effettuare l'impianto di uno STENT, cioè di una retina metallica, che permette una più duratura pervietà del vaso.

 

Il Bypass Aorto-Coronarico. Se la coronarografia evidenza una malattia coronarica importante che compromette più arterie, può essere proposta la chirurgia di by-pass.
Questo intervento si esegue in anestesia generale e consiste nel formare un ponte sopra l'occlusione coronarica utilizzando la vena Safena della gamba o l'arteria Mammaria che si trova nel torace.

 

Come prevenire l’Infarto?

Tanto per prevenirlo nelle persone che non l’hanno avuto, come per ridurre il rischio di recidiva nei soggetti che hanno già presentato un Infarto Miocardico, è opportuno adottare determinate misure mirate alla correzione dello stile di vita e la terapia farmacologica necessarie per eliminare e/o trattare i fattori di rischio associati alla progressione della malattia aterosclerotica.

  • Controllare il peso corporeo.
  • Mantenere un’alimentazione sana.
  • Fare attività fisica in modo regolare.
  • Abolire del fumo.
  • Trattare il Diabete, il Colesterolo Alto, la pressione alta (Ipertensione), facendo uso della terapia farmacologica più appropriata per garantire l’adeguato controllo di queste malattie che predispongono alla progressione della malattia cardiovascolare.