Anticorpi anti - Herpes simplex tipo 1 e tipo 2 (HSV-1 e HSV-2) IgG-IgM

Descrizione analisi
Anticorpi anti - Herpes simplex tipo 1 e tipo 2 (HSV-1 e HSV-2) IgG-IgM

Tipo di campione
Siero Index

Valore di riferimento uomo
< 0.9 assenti

Valore di riferimento donna
< 0.9 assenti

Descrizione analisi
I due sierotipi causano lesioni mucocutanee localizzate prevalentemente alla zona buccale (HSV-1) e genitale (HSV-2).

 

La trasmissione dell´ HSV avviene per contatto diretto. La sintomatologia è caratterizzata dalla presenza di lesioni vescicolari sulla cute e sulle mucose. HSV-1 è causa di gengivostomatite; HSV-2 si localizza prevalentemente alle mucose genitali. Una particolare manifestazione clinica provocata sia da HSV-1 che HSV-2 è la cheratocongiuntivite. Nei soggetti immunodepressi e con AIDS, HSV può essere causa di polmonite, esofagite, colite, malattia cutanea disseminata ed encefaliti.

Le indagini sierologiche relative al virus herpes simplex risultano di difficile interpretazione ai fini diagnostici. In corso di infezione primaria, gli anticorpi compaiono nel siero a partire dal 7° giorno dalla comparsa delle lesioni e raggiungono un titolo massimo fra la quarta e la sesta settimana. Gli anticorpi neutralizzanti persistono per tutta la vita ed in corso di reinfezione possono aumentare o rimanere invariati, a differenza delle altre infezioni virali. Le IgM persistono per 8-12 settimane dalla prima infezione; in corso di infezione neonatale persistono 2-3 mesi. In corso di reinfezioni o di infezioni ricorrenti possono essere assenti totalmente o essere presenti da 2 settimane a 1 mese dall´ esordio clinico.

Nel neonato, la presenza di IgM permette la diagnosi differenziale con la semplice trasmissione transplacentare. Falsi posiitivi (IgM) sono dovuti alla presenza di Fattore reumatoide.

Informazioni per il paziente
Responsabile, generalmente, HSV 1 di infezioni cutanee e HSV II di infezioni genitali di tipo vescicolare.