Microalbuminuria

Sigla/sinonimi
Microalbumina nelle urine, MA, escrezione urinaria di albumina (Albumin Excretion Rate, AER), concentrazione dell’albumina urinaria (CAU).
 
Descrizione dell’esame
Dosaggio dell’albumina a basse concentrazioni nelle urine. Il risultato può essere espresso in varie unità di misura a seconda del tipo di dosaggio (concentrazione, escrezione al minuto) e della modalità di raccolta del campione di urina.
 
Tipo di campione
Urina.
 
Valori di riferimento
I valori normali sono:
• 0-20 mg/l (milligrammi di albumina per litro di urina) → in un campione di urina di un singolo momento della giornata (attualmente con questo tipo di campione si preferisce eseguire il rapporto albuminuria/creatinuria o RAC)
• <30 mg/24 h → nelle urine delle 24 ore
• <20 μg/min (microgrammi al minuto) → in un campione di urina temporizzato
NB: I valori pubblicati sono indicativi; i dati di laboratorio devono essere sempre interpretati dal medico curante.
 
Preparazione all’esame
In laboratorio l’esame può essere eseguito su un campione di urina estemporaneo, ossia di un singolo momento della giornata (preferibilmente le prime urine del mattino, in quanto l’escrezione urinaria di albumina tende a essere più alta durante il giorno, rispetto alla notte), oppure su un campione temporizzato, ossia su un campione delle urine emesse in un determinato intervallo di tempo, per esempio durante un’intera giornata (urine delle 24 ore, Microalbuminuria delle 24 ore, di solito dalle 8 del mattino alle 8 di quello successivo), o per un periodo di 4 ore (Microalbuminuria microtemporizzata), o per tutta la notte (overnight). Sono inoltre disponibili test (dipstick) per la valutazione della Microalbuminuria in base al cambiamento di colore di una striscia reattiva immersa in un campione di urina di un qualsiasi momento della giornata o posta direttamente a contatto con il flusso di urina.
 
Significato diagnostico
Il test della Microalbuminuria valuta la presenza nelle urine di albumina a basse concentrazioni; si tratta cioè di un test analogo a quello dell’albuminuria, ma specifico per rilevare quantità di albumina inferiori a quelle individuabili dall’esame standard. 
 
Nel soggetto sano l’albumina, prodotta dal fegato e presente nel sangue, non supera la barriera del rene, che filtra unicamente sostanze di piccole dimensioni, perciò solo piccolissime tracce della proteina possono essere ritrovate nelle urine (vedi sezione Valori di riferimento). L’escrezione urinaria di albumina può andare incontro ad aumenti transitori in corso di attività fisica, disidratazione, pasto eccessivamente ricco di proteine, infezioni delle vie urinarie, episodi febbrili, ma una Microalbuminuria persistente (di solito in almeno 2 o 3 riscontri) è la spia iniziale di un malfunzionamento dei reni, per aumento della permeabilità dei piccoli vasi capillari che costituiscono le unità funzionali di questi organi, chiamate glomeruli. 
 
Per definizione, si parla di Microalbuminuria per concentrazioni di albumina comprese tra 20 e 200 mg/l in un campione di urine estemporaneo, tra 30 e 300 mg nelle urine delle 24 ore, tra 20 e 200 μg/min in un campione di urina temporizzato, mentre valori superiori definiscono lo stato di albuminuria manifesta o macroalbuminuria. A differenza di quest’ultima, la Microalbuminuria si rileva molto prima che si manifestino i sintomi di una malattia renale (nefropatia) vera e propria.
 
Il test della Microalbuminuria fa parte degli esami di routine per monitorare l’andamento del diabete mellito. Nel diabete non ben controllato, infatti, livelli persistentemente elevati di glucosio nel sangue (Iperglicemia) provocano a lungo andare un danneggiamento dei glomeruli renali e comparsa di malattia renale (nefropatia diabetica). Nei diabetici, la Microalbuminuria non è solo il primo segno di un deterioramento della funzione renale, ma anche la spia di un rischio aumentato di altre complicanze del diabete, come quelle cardiovascolari (infarto, insufficienza cardiaca, ictus).
 
Il dosaggio della Microalbuminuria individua la nefropatia diabetica in fase precoce e ancora reversibile, permettendo una serie di interventi di prevenzione (migliore controllo della glicemia, riduzione della pressione arteriosa e del colesterolo, abolizione del fumo, aumento dell’attività fisica) per rallentarne la progressione a insufficienza renale e per ridurre eventuali altri fattori di rischio per malattie cardiache.