Emoglobina glicosilata (HbA1c)

Sigla/sinonimi
Emoglobina glicosilata o glicata (HbA1c), glicoemoglobina, Indice di Controllo Diabetico. 
 
Descrizione dell’esame
Dosaggio dell’emoglobina glicosilata, ossia legata a molecole di glucosio (zucchero); il risultato è espresso in valore percentuale (%) di emoglobina glicosilata rispetto all’emoglobina totale. Secondo un nuovo metodo di riferimento (IFCC), i risultati sono espressi in millimoli (mmol) di emoglobina glicosilata per mole di emoglobina totale (mmol/mol).
 
Tipo di campione
Sangue.
 
Valori di riferimento
I valori normali sono compresi tra:

  • 4,0 e 6,0%
    oppure
  • 20 e 42 mmol/mol (metodo IFCC).

NB: I valori pubblicati sono indicativi; i dati di laboratorio devono essere sempre interpretati dal medico curante. 
 
Preparazione all’esame
Il dosaggio dell’emoglobina glicosilata non è influenzato dall’assunzione di alimenti, perciò l’esecuzione del prelievo di sangue non richiede il digiuno o altra preparazione particolare.
 
Significato diagnostico
L’emoglobina (Hb) è la proteina contenuta nei globuli rossi che trasporta l’ossigeno ai tessuti. In questo test è dosata l’emoglobina di tipo A (HbA1c), che è la forma più abbondante di emoglobina presente nei globuli rossi dell'adulto (circa il 98%).
 

Una piccola quota di emoglobina diventa glicosilata, ossia legata chimicamente al glucosio, anche nei globuli rossi degli individui sani, ma la percentuale che si forma dipende dalla concentrazione di glucosio (glicemia) al quale il globulo rosso è esposto durante il periodo (120 giorni in media) in cui esso permane nella circolazione sanguigna. Dunque, la percentuale di emoglobina glicosilata è tanto maggiore quanto più elevata è stata la glicemia media nei 120 giorni precedenti, essendo influenzata non tanto dalle oscillazioni giornaliere della glicemia quanto dai valori medi che questa ha raggiunto nei 2-3 mesi precedenti il prelievo.
 

Per tale motivo, l’emoglobina glicosilata esprime l’andamento dei valori glicemici nel lungo periodo e, nei diabetici, è utilizzata come indice del controllo metabolico della malattia nei 2-3 mesi precedenti.
È stato dimostrato che, più alto è il livello di emoglobina glicosilata, più elevato è il rischio per il paziente di sviluppare complicanze dovute al diabete come malattie dell’occhio (retinopatia), malattie renali (nefropatia), danni al sistema nervoso (Neuropatia), malattia cardiaca e ictus.