Coronarografia

Che cos’è?
La coronarografia è una metodica diagnostica invasiva che prevede l’introduzione di cateteri nel sistema arterioso e consiste nella visualizzazione delle Arterie coronarie (che irrorano il cuore) attraverso l’iniezione di un mezzo di contrasto direttamente all’origine dei vasi coronarici e alla successiva raccolta delle immagini con tecnica radiografica tradizionale. 

 
Perché si fa?

  • La coronarografia si effettua dopo gli altri esami diagnostici cardiologici (ECG basale, ECG sotto sforzo, ecocardiografia) e riguarda in particolare la Cardiopatia ischemica (difetto di irrorazione del cuore) che non risponde adeguatamente al trattamento con farmaci.
     
  • Viene generalmente richiesta dal cardiologo in previsione di un intervento di rivascolarizzazione miocardica (ripristino della circolazione coronarica). 

In pratica

  • Fornisce informazioni approfondite sulle condizioni del circolo coronarico (la rete delle coronarie che irrora il cuore), sia nella fase successiva a un infarto sia evidenziando condizioni di particolare rischio nei pazienti già coronaropatici o predisposti a queste patologie (pazienti con elevati livelli di colesterolo nel sangue).
     
  • In condizioni adatte, già durante la coronarografia si possono allargare i vasi ostruiti. 

Come prepararsi
Per la coronarografia in genere è previsto un breve ricovero ospedaliero della durata di 24-48 ore in Centri ospedalieri specialistici.

  • L’esame viene effettuato in anestesia locale e solitamente l’introduzione dei cateteri avviene a livello delle arterie femorali in regione inguinale.
     
  • Il catetere viene fatto risalire dal punto di introduzione fino all’aorta e poi all’imbocco delle Arterie coronarie, dove l’iniezione del mezzo di contrasto riempie i vasi rendendo visibili i contorni interni. In questo modo è possibile evidenziare eventuali ostruzioni.

E dopo?
L’esame ha una durata variabile, a seconda delle condizioni del paziente, il quale avverte solo una puntura nella sede di introduzione del catetere; in media dura circa 60 minuti.

  • L’esame è generalmente ben tollerato è ha una bassissima Incidenza di complicanze; tuttavia, è bene restare in ospedale dopo l’esame per tutto il tempo che lo specialista (cardiochirurgo) ritiene necessario.
  • Di solito si possono riprendere le attività quotidiane dopo un paio di giorni di riposo.