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Nella composizione dei medicinali, è la sostanza che veicola il principio attivo all’interno dell’organismo. Inerte dal punto di vista farmacologico, è fondamentale nella realizzazione della forma farmaceutica. L’eccipiente svolge funzioni tecniche molto importanti: protegge il principio attivo dagli attacchi esterni (freddo, caldo, umidità) o dagli enzimi digestivi, ne corregge il sapore e il gusto, e limita le contaminazioni microbiche.
È una delle voci principali del foglio illustrativo: si riferisce a tutti i possibili effetti dannosi e ai disturbi che si possono verificare anche con il normale uso di un medicinale. Talvolta chiamati effetti collaterali o reazioni avverse, gli effetti indesiderati di un medicinale possono manifestarsi in molti modi: si tratta in genere di malesseri non gravi e passeggeri. La comparsa di effetti indesiderati è più probabile che si verifichi se il medicinale è assunto in modo scorretto o se assunto anche in presenza di controindicazioni per il paziente.
I farmaci generici hanno la stessa efficacia terapeutica dei medicinali originali infatti soddisfano il principio della bioequivalenza con il medicinale di riferimento. Due prodotti medicinali si dicono bioequivalenti se le loro biodisponibilità, cioè la quantità e la velocità con le quali il principio attivo è rilasciato ed è reso disponibile in circolo, sono equivalenti.
Con questo termine ci si riferisce all’insieme di risorse, tecnologie e strumenti informatici e digitali usati nell'ambito della salute e dei percorsi di cura. Sono esempi ormai diffusi di e-health la cartella clinica elettronica, che facilita la comunicazione dei dati tra i professionisti coinvolti nella cura del paziente; la telemedicina; le piattaforme online di informazioni sulla salute; i sistemi digitali usati dai team medici per facilitare la collaborazione; le app per smartphone che aiutano a monitorare lo stato di salute e a misurare parametri clinici.