Influenza, l’appello alle coppie per una “giusta distanza”

Ė il bell’istinto di molti di noi. Quando qualcuno contrae l’influenza, specie se di tratta del partner, non lo si evita, viceversa lo si cerca di riempire di fisica vicinanza. Baci, abbracci, carezze, e tutto quel che può servire al corpo e all’anima della persona amata, e poco importa se corriamo qualche rischio, che anzi ci suona come una rinnovata “prova d’amore”. Tutto bello, ma è sbagliato. Meglio testimoniare il proprio amore mantenendo cura di sé, anche al prezzo di un po’ di distanza e di altre precauzioni igieniche e comportamentali.

 

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Un gruppo di medici, del Centro Spallanzani di Reggio Emilia, nel pieno del recente picco dell’influenza (che, si badi, resta ancora in agguato), ha allora ben pensato di produrre un vero e proprio “decalogo” di raccomandazioni. Da leggere per bene, non solo da chi sta in coppia, ma da chiunque viva e abbia cura di qualcuno, inclusi i bambini.

La regola numero uno è quella del bacio. Che va semplicemente azzerato, in quanto lo scambio di saliva rende pressoché certa la trasmissione dell’influenza. Qualche cautela andrebbe osservata anche nell’atto sessuale, in sé innocuo, ma va tenuto conto che il virus sopravvive sulla pelle, sicché il rischio persiste. A ciò si associa qualche precauzione igienica, dalla pulizia delle mani all’imperativo di cambiare spesso le lenzuola.

Per il resto, la “ricetta emiliana” si concentra curiosamente anzitutto sull’attenzione a se stessi. Se abbiamo un partner influenzato siamo “ad alto rischio”, quindi andrebbero rafforzati i comportamenti amici delle nostre difese immunitarie. Un buon riposo, dunque, un’adeguata attività fisica, poco stress e un’alimentazione completa e ricca di verdura e frutta, con particolare enfasi alle doti protettive della vitamina C, sia per il suo potere antiossidante che per i suoi benefici indiretti sul sistema immunitario.

In effetti, un’alimentazione equilibrata può essere il “punto di congiunzione” con il partner ammalato, anche perché l’apporto vitaminico (magari sostenuto da un integratore) rafforza gli effetti terapeutici dei rimedi “classici” all’influenza, come l’acido acetilsalicilico o il paracetamolo. E poi c’è l’amore stesso, che, al di là delle citate esigenze di distanza, è un’accertata “medicina” di per sé, capace di consolidare le difese dell’organismo. In proposito, guai a trascurare il “decimo comandamento” del decalogo: abbiamo il dovere di… sorridere.

 

FONTI:

paginemediche.it

corriere.it

farmacoecura.it

ok-salute.it